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Cenni storici

L'Archivio Storico del Comune di Modena è il più importante complesso documentario affidato ad un comune in Emilia Romagna.

Conserva un'ampia e quasi completa documentazione dell'attività politico-amministrativa di Modena: prima come "libero comune", poi come comunità dello Stato estense di cui divenne capitale nel 1598 acquistando particolare importanza e poi ancora come Comune dello Stato italiano all'Unità d'Italia.

E' uno dei pochi Archivi Storici di Comuni di grande tradizione, la cui parte più antica non sia stata depositata nel competente Archivio di Stato.

Sede dell'Archivio, dal '300 al '500, fu la torre della Ghirlandina. Nel 1622 venne collocato presso il Palazzo Comunale, per essere trasferito, alla fine dell' '800, "con tutto quanto forma lustro e decoro della città dal lato scientifico, artistico e letterario" presso il Palazzo dei Musei.

 

L'Archivio conserva una mole imponente di scritture, mappe, disegni, relativi alle testimonianze delle numerosissime attività della Comunità.

 

Tra i documenti più antichi vanno segnalati:

  • i codici statutari della Comunità;

  • gli statuti delle Arti e mestieri;

  • la serie quasi ininterrotta dei Registri delle deliberazioni consiliari a partire dal 1300;

  • la serie dei contratti, anche questi a partire dal 1300, stipulati dall'amministrazione locale con enti e privati;

  • registri di stato civile a partire dal 1500 e gli atti delle diverse magistrature.

 

Conserva inoltre gli Archivi delle Opere Pie soppresse e alcune rarità di grande valore:

  • opere autografe di Alessandro Tassoni,

  • componimenti poetici di Tarquinia Molza,

  • testi autografi delle commedie di Paolo Ferrari,

  • lettere di personaggi illustri come Borso e Lionello d'Este, Lucrezia Borgia, Francesco Guicciardini,

  • autografi di alcuni protagonisti del Risorgimento italiano come Ciro Menotti, Garibaldi e Tommaseo.

 

 

Il patrimonio della biblioteca dell'Archivio storico del Comune è di circa seimila volumi: incunaboli, cinquecentine e testi rari del '600 e del '700 costituiscono la parte più antica della biblioteca specializzata e di corredo, aggiornata costantemente con i contributi più recenti di storia locale e dottrina archivistica.

L'emeroteca raccoglie periodici e quotidiani in 500 volumi. Si tratta in gran parte di pubblicazioni locali, a partire dal 1700, a cui si aggiunge la raccolta di Leggi della gazzetta ufficiale del Regno d'Italia.