Dagli Statuti a Ercole III
Arti e corporazioni
La peste
Scienza, magia e streghe
Il prestito e il Monte di Pietà
Bambini e donne nel 1700
Da Napoleone alla Resistenza
Arti e corporazioni
 

Arti e corporazioni

La giurisprudenza

Porci in poesia

Gli Estensi a Modena

Chiese non più esistenti

Quartieri

Scuola, cultura e università

Accademia delle Belle Arti

Conservatori pubblica felicità



1598-1998 Modena Capitale
Una corte nel cuore dell'Europa
 
Modena nella storia
Archivi e Scuola
 
ARTES CIVITATIS MUTINE 
di: Capone Livia, Mezzetti Mia, Piersanti Stefania, Tardelli Silvia 

La vita economica comunale si definisce nell’organizzazione delle Corporazioni d’Arte e Mestieri. 
Le norme consuetudinarie, nella fase primitiva delle corporazioni, divengono presto insufficienti; l’accrescersi dell’organizzazione corporativa impone la formazione di statuti sul modello di quelli comunali puntualizzanti le norme approvate dalle assemblee. 
Ogni arte ha un suo particolare statuto nel quale sono raccolte le regole che devono assicurare un retto esercizio dell’arte stessa, salvaguardare gli interessi degli associati e la buona qualità dei prodotti. 
Il fenomeno associativo comprende la quasi totalità delle attività economiche: non solo piccoli commercianti e artigiani sono organizzati in corporazione, ma banchieri, fabbricanti di stoffe, mercanti medici e avvocati. 
Per i casi di generale bisogno le arti minori, pur conservando la propria specifica autonomia, si univano alle maggiori sotto il gonfalone della giustizia come ad esempio gli orefici ai fabbri, i barbieri agli speziali. 

Le "ARTI" (da "Statuta Civitatis Mutinae", 1327 ) sono: 
- Giudici - Notai - Fabbri ferrai, orefici - Beccai, venditori di tessuti e sarti - Cambiavalute, Pescatori, - Venditori di sale, - Navigatori - Conciatori di pelle  - Preparatori di pergamene per scrivere e conciatori di pelli sottili - Venditori di bixello, lanaioli, linaioli - Calzolai, fabbricanti di calzari, ciabattini - Osti, albergatori, fornai - Maestri d’accetta, fabbricanti di scudi, di setacci, di secchi, tornitori - Arte di pignolato, delle tovaglie, delle stamigna - "Strazaroli pro una arte ad massarium. Iste due artes sunt pro una arte ad vexillum justicie" = straccivendoli 


ASCMO, Statuti dei merciai, 1538-1799, c.1r 

I rapporti tra corporazioni ed autorità comunali mutano, peggiorando, con il passare del tempo. Nel XIII secolo si ha la partecipazione delle società, di fianco alle autorità comunali, al governo della città; nel XIV secolo il Comune esercita un così stretto controllo sulle società da proibire le riunioni tenute senza l’espressa autorizzazione delle autorità comunali: 
Le ripercussioni del rapporto formale e allo stesso tempo diretto fra governo e corporazioni si avvertono tutt’oggi, confrontando l’Italia con gli altri stati europei. 
In collaborazione con l’Archivio Storico del Comune di Modena abbiamo svolto la nostra ricerca. 
Le motivazioni sono molteplici e l’obbiettivo che ci proponevamo di raggiungere, indagare l’attività delle corporazioni di Arti e Mestieri a Modena, ci ha portati ben oltre le aspettative. Durante l’XI sec. nasce il Comune e con esso le Corporazioni (associazione di persone esercitanti la stessa attività ) che sono alla base di questa istituzione e che ricoprivano tutte un ruolo importante. 
Ci domandiamo, dunque, quale fosse il particolare contributo all’interno della società dell’arte degli strazzaroli. 

La scorsa primavera ci siamo recati all’Archivio Comunale e con l’aiuto della Signora Baldelli, abbiamo potuto consultare le filze relative all’XI sec. 
Consultando anche altri testi (vedi testi cercati) non abbiamo trovato alcun tipo di informazione riguardante tale arte. Ci chiediamo il perché di ciò e presupponiamo che sia dovuto al fatto che le altre Arti, essendo più ricche, abbiano lasciato tracce più evidenti della loro presenza.