Arti
e corporazioni
Arti
e corporazioni
La
giurisprudenza
Porci
in poesia
Gli
Estensi a Modena
Chiese
non più esistenti
Quartieri
Scuola,
cultura e università
Accademia
delle Belle Arti
Conservatori
pubblica felicità
1598-1998
Modena Capitale
Una
corte nel cuore dell'Europa
|
Modena
nella storia
Archivi
e Scuola
LA GIURISPRUDENZA
di: Grella M.
Che cos’è la giurisprudenza? E’ la scienza o arte del diritto,
detta anche dottrina giuridica. E’ un’interpretazione ed elaborazione del
diritto che risultano compiute dall’ autorità giudiziaria attraverso
le sue sentenze ed i suoi provvedimenti (e si parla di giurisprudenza di
cassazione, di giurisprudenza consolidata o costante quando una certa interpretazione
o una certa soluzione di un problema giuridico è da tempo seguita
da tutti i giudici senza che essi ne facciano più oggetto di discussione).
Nel linguaggio comune è la pratica del diritto, applicazione del
diritto ai casi concreti (da parte dell’ autorità giudiziaria ed
estensivamente anche da parte dall’ autorità amministrativa e dei
privati). Nel diritto romano era un’attività di elaborazione del
diritto o di consulenza in materia giuridica propria degli antichi giudici
consulti romani. Ecco alcuni commenti dei grandi sulla giurisprudenza:
Romaggiuosi: In che consiste la completa giurisprudenza civile? Nel
saper dedurre colla ragione e coll’autorità la retta ragione del
diritto e del torto nei casi particolari. Nel silenzio e nell’ambiguità
delle leggi supplisce il principio universale naturale politico.
Manzoni dai Promessi Sposi: I processi che ne vennero in conseguenza
non erano certamente i primi di un tal genere e non si può considerarli
come una rarità nella storia della giurisprudenza.
De Sanctis: Io non voglio entrare nel pelago della giurisprudenza non
voglio discutere fino a qual punto il ministero avesse il diritto di sciogliere
le associazioni.
Cattaneo: Finalmente l’ influenza de municipi da un lato, delle coorti
dall’altro,…. La lenta azione della giurisprudenza avevano soppresso l’
anarchia feudale.
Martello: Se il giovane fosse il fine di questa poetica facoltà
non sarebbe più poesia ma filosofia ma iurisprudenza delle quali
è propria fine la privata e pubblica utilità.
E infine una voce semidotta dal latino: Jurisprudentia da jurisprudens,
entis "esperto in diritto".
Grida di non uscire dal territorio per andare in luoghi sospetti
o banditi
ASCMO, Bandi e notificazioni, 1639
Poichè non basta aver già cercato di chiudere lo Stato
con pene gravissime a coloro che provengono da luoghi banditi o sospetti,
ma bisogna inoltre frenare la malsana temerarietà di coloro che,
o poco curanti della propria vita, o attirati dall’esca del guadagno, ovvero
dall’intuito di qualche altro rispetto e interesse si permettessero di
passare da questa Città e territorio in qualcheduno dei suddetti
luoghi col pensiero di ritornarsene poi di nascosto, senza una pur minima
preoccupazione dell’eccessivo danno che essi possono procurare alla salute
pubblica.
A causa di ciò gli illustrissimi Signori Conservatori della
Sanità hanno deliberato per la pubblicazione del seguente divieto,
col quale di partecipazione di S.A.S.mediante l’illustrissimo Signor Segretario
Spacino proibiscono ad ogni, e qualunque persona suddita, ovvero abitante
di qualunque stato, grado o condizione ella sia, l’uscire dai confini di
questo Territorio, per andare nei luoghi sospesi o banditi sotto pena della
vita e confisca di beni.
Nella stessa pena incorreranno similmente tutti quelli, che condurranno,
per sè o per altri, o trasporteranno in qual si voglia modo nei
luoghi vietati, come di sopra,qualsiasi mercanzia, animali, o robe di qualsiasi
quantità o qualità, e di più nella perdita ancora
degli animali,delle robe condotte, dei carri, carrozze, barche, cavalli,
e di ogni altra cosa, e bestie, sopra la quale o dalle quali saranno portate
o tirate: d’applicarsi per un terzo alla Serenissima Camera Ducale, per
l’altro all’accusatore o inventore, e il resto all’Officio della Sanità,
non intendendo per gli ordini suddetti di pregiudicare agli altri pubblicati
aventi questo proposito.
Giacomo Spacini.
Pubblicato in Modena, il dì 22 e 23 Luglio 1639. Antonio Pedrazzi
Cancelliere. |