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PORCI IN POESIA
di: Capone Livia, Mezzetti Mia, Piersanti Stefania, Tardelli Silvia
Quando, nel Settecento, i letterati, seguaci di quel poetare ironico
che era la poesia bernesca, toccavano del porco, di solito esageravano,
tiravano a strafare: cosi l'abate, Giuseppe Ferrari, che sotto il nome
araldico di Tigrito Bistonico ("accademico ducale de Dissonanti di Modena")
rimase estasiato di fronte a due cotechini imbanditi in un convito nobiliare
e ne fu ispirato a comporre Gli elogi del Porco, Capitoli Berneschi, stampati
in Modena, per gli Eredi di Bartolomeo Sogliani Stampatori Ducali nel 1761:
un inno pomposamente solenne, in un linguaggio che paga il suo debito all'Accademia
della Crusca, innalzato al porco, animale tutto buono, tutto da lodare,
dal codino alle orecchie. A petto di questo, alquanto greve, esercizio
accademico pare un capolavoro di leggerezza gioiosa il poema dedicato al
salame dal ferrarese Antonio Frizzi, La Salameide, poemetto giocoso, con
le note, Venezia 1772, appresso Guglielmo Zerletti. L'editore che sente
il bisogno di giustificarsi, spiega che, essendo impegnato nell'edizione
dell'opera di un poderoso teologo, ha ritenuto di fare una cosa non sgradita
ai lettori presentando un testo non serioso, che varia l'offerta della
casa e se non fa bene, male certo non fa. L'autore, un ferrarese fine,
si diverte a giocare spiritosamente con la tradizione epico cavalleresca
della terra padana. Cosi (canto III, strofe 32/34) si rivolge a Ferrara
l'eroica, cantata qui, non per glorie cavalleresche ma porchesche:

Donna del Po, se cominciar mi lice
Come tra noi par che più d'un costumi
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Vaga Donna gentil del re de' fiumi;
Dunque coi tuoi Poeti anch'io dirò
Ben gloriosa Donna del Po.
Non perché il tuo bel pian
Dividon l'acque
Dove fa capitombolo Fetonte
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Non perché fra i tuoi cigni
il sommo nacque
Che i furori canto del pazzo Conte
Non si per questi, o per mill'altri pregi,
Ma pe' salami, onde vie più ti fregi.
Del salame di cotica qui parlo ecc.
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