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LA PARROCCHIA DI SAN BIAGIO
di: Biagioni Daniele, Copelli Chiara, Betuzzi Barbara, Martinelli Marco
Introduzione
La nostra ricerca e’ iniziata da un appunto trovato su un libro relativo
a la storia di Modena, in cui si dice più’ o meno cosi’:
".... la vecchia chiesa di San Biagio fu demolita
nel 1768; si trovava sulla via Emilia fra Via Carteria e Via Malatesta
dove oggi sorge il Palazzo Montecuccoli degli Erri. Dopo la distruzione
la parrocchia fu spostata nella chiesa anticamente dedicata alla Beata
Vergine del Carmine ( eretta nel 1319 ) che ora si chiama San Biagio in
Carmine.... "
Nell’archivio storico di Modena abbiamo esaminato prima le vacchette
del 1768 e 1769 ma non abbiamo trovato nulla riguardo la suddetta parrocchia.
Abbiamo poi analizzato la "Raccolta degli Atti seguiti in occasione della
soppressione delle parrocchie" dell’anno 1768: qui abbiamo trovato nove
documenti relativi al trasferimento della Parrocchia di San Biagio.
DOCUMENTO:
Leggendo i documenti trovati abbiamo riscontrato delle difficoltà
a comprenderli pienamente per la grafia spesso illeggibile e per imperfezioni
dovute all’azione del tempo che ha in parte danneggiato l’inchiostro. Comunque
dalle frasi e dalle parole che siamo riusciti a leggere con sicurezza abbiamo
capito che il documento si riferisce a tutte le questioni relative al trasferimento
della parrocchia.
Per vedere l'immagine completa clicca qui
Si parla della contesa fra i Padri Carmelitani presso i quali doveva
essere trasferita la parrocchia e l’Illustrissimo Vescovo di Modena, Monsignor
Fogliani, che vuole la soppressione della parrocchia stessa. Nel documento
si evidenzia che il Priore dei Padri Carmelitani, Ludovico Fabris, pone
il Vescovo di fronte a determinate condizioni di carattere pratico, per
rendere possibile la convivenza fra i Padri ed i Parrocchiani di San Biagio.Queste
condizioni sono quattordici e non siamo riusciti a decifrarle in modo completo:
nella prima condizione, ad esempio, si parla della suddivisione delle spese
tra il Parroco ed i Padri relative all’olio di oliva usato per le lampade
della chiesa; nella sesta si chiede che nel periodo della Santa Pasqua
l’altare sia a disposizione sia dei Padri che del Parroco; nella tredicesima
si evidenzia che, nel caso si rompa una campana della torre della chiesa,
per il suo ripristino sia equamente suddivisa la spesa tra i Padri ed il
Parroco di San Biagio; nella dodicesima invece si attua una sorta di patto
tra i Padri ed il Parroco in cui si dice che gli oggetti di uso comune
(suppellettili e quant’altro necessario ai riti religiosi) dei Padri Carmelitani
possono essere utilizzati dal Parroco così come quelli del Parroco
possono essere usati dai Padri.
Anche le altre richieste sono tutte riguardanti la vita quotidiana:
anche se alcune di queste " regole " possono sembrare banali sono sicuramente
utilissime a mantenere una buona convivenza fra i vecchi utenti della chiesa
ed i nuovi ospiti. Nel resto del documento sia il Parroco che il Priore
dei Padri si impegnano solennemente a rispettare i patti suddetti, impegnandosi
a fare in modo che codeste condizioni fossero rispettate anche in futuro
dai rispettivi successori. Nella parte finale del documento abbiamo
riscontrato che si accenna alla soppressione di altre Parrocchie attuata
nello stesso anno quale quella di San Giovanni Battista della Commenda.
Conclusione:
Dalla lettura del documento abbiamo riscontrato che la regolamentazione
seguita al trasferimento di una parrocchia e’ molto precisa e riguarda
ogni singolo aspetto della vita comune. Questo e’ sintomo di grande rigore
e civiltà ben presente nella Società Modenese del diciottesimo
secolo.
La Parrocchia di San Lorenzo
Il nostro lavoro di ricerca riguardo alla sopracitata Parrocchia e’
iniziato da un semplice accenno trovato in un libro sulla storia di Modena
che così diceva: ".... anche la chiesa ed il Convento di San Lorenzo
soppressi nel 1780 furono trasformati in abitazioni civili.... "
Da qui per saperne di più’ ci siamo recati all’Archivio Storico
del Comune di Modena e qui abbiamo consultato alcune vacchette, ovvero,
quelle relative agli anni 1779-1780-1781 e non abbiamo rilevato niente
di pertinente all` argomento. Cosi’ pensando che probabilmente la soppressione
fosse stata registrata al momento della decisione e non della demolizione
vera e propria abbiamo provato ad analizzare documenti di anni prima: cosi’
nella raccolta degli atti seguiti alla soppressione delle parrocchie nell’anno
1768 " abbiamo trovato due documenti: essi sono relativi alla soppressione
di alcune parrocchie sotto prescrizione del Vescovo e tra queste e' citata
anche San Lorenzo.
Sempre in archivio abbiamo inoltre trovato molto materiale relativo
alla Parrocchia nel " Libro delle Chiese di Modena " di Gusmano Soli. Da
questo materiale abbiamo ricavato e ricalcato la pianta del Convento di
San Lorenzo relativa all’anno 1778. |