Dagli Statuti a Ercole III
Arti e corporazioni
La peste
Scienza, magia e streghe
Il prestito e il Monte di Pietà
Bambini e donne nel 1700
Da Napoleone alla Resistenza
 
Arti e corporazioni
  

Arti e corporazioni 

La giurisprudenza 

Porci in poesia 

Gli Estensi a Modena 

Chiese non più esistenti 

Quartieri 

Scuola, cultura e università 

Accademia delle Belle Arti 

Conservatori pubblica felicità 


1598-1998 Modena Capitale
Una corte nel cuore dell'Europa
 
Modena nella storia
Archivi e Scuola
  
NUMERAZIONE DELLE CASE 
di: Borsari Giulia, Salamone Giulia, Sola Fabio 

Il nostro gruppo ha scelto come argomento la numerazione delle case principalmente per il fatto che abbiamo ritenuto interessante capire l’evoluzione della società modenese tramite un "fenomeno" che apparentemente potrebbe apparire di poco conto rispetto ad altri avvenimenti più eclatanti e che hanno interessato in maniera più diretta la società modenese. 
Siamo partiti da una domanda che è sorta spontanea: "Per quale motivo dal 1786 si è sentita l’esigenza di una numerazione delle case ?" 
Questo è ciò che intendiamo trattare nella nostra ricerca d’archivio. 
Il nostro cammino si snoda attraverso l’analisi di molteplici documenti e planimetrie della città, da quando era solamente un piccolo borgo fino allo sviluppo che l’ha portata alle dimensioni odierne, attraverso la riproduzione e i documenti fotografici dei palazzi e dei primi numeri civici più significativi. 

Palazzo ducale e schizzo del palazzo vecchio (parte nord del cortile interno) 
Ognuna delle 6 Parrocchie, in cui la città era divisa, ebbe la demarcazione generale dei suoi confini e la suddivisione in Quartieri comprendenti le vie. A ciascun Quartiere, infine, fu assegnata una lettera e a ciascuna casa un numero civico preceduto da lettera, come veniva ufficialmente espresso da una ordinanza del cancelliere Flaminio Maselli in data 17 luglio 1786. Il numero "A 1" fu assegnato proprio al Palazzo Ducale. 

Alcune cartografie della città’ 
Da una nostra analisi delle cartografie della città di Modena, considerati gli sviluppi urbanistici che si sono avuti dal 1400 circa fino al 1786 (fascia d’anni all’interno della quale sono datate le cartografie prese in considerazione) è emerso che, probabilmente il Duca Ercole III non è stato spinto solamente dal problema della povertà, a compiere la numerazione delle case ma anche da una reale esigenza di tipo amministrativo. E’ infatti evidente dalle cartografie, che abbiamo proposto, come la città di Modena da piccolo borgo contenuto all’interno delle mura (Tav. N°...) si sia ampliata e come il numero delle abitazioni (risultavano 1872 nell’anno della numerazione delle case) si sia moltiplicato in maniera esponenziale a tal punto che la città si ingrandì uscendo dalla vecchia cinta muraria (Tav. N°...).