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 LO STEMMA DI MODENA. 

Lo stemma odierno di Modena è d’oro con la croce azzurra. È sormontato dalla corona marchionale ed accollata da due trivelle azzurre disposte in croce di S. Andrea. Motto: Avia Pervia. 

In origine era molto più semplice consistendo unicamente nella croce azzurra in campo d’oro; ma successive variazioni ed aggiunte lo trasformarono come oggi noi lo troviamo. Dapprima quindi Modena adottò come stemma la croce, seguendo in ciò l’esempio di tutte le città italiane che presero parte alla famosa Lega Lombarda. La croce azzurra in campo d’oro, sola senza trivelle e senza motto, fu per secoli lo stemma di Modena. A dimostrare ciò abbiamo i facsimili degli stemmi comunali copiati da monete, da sigilli, miniature, disegni a penna e da stampe. 
Noi disponiamo di materiale a partire dal 1242, data d’apertura della zecca modenese: monete in rame e argento, miniature (ad esempio quella del 1327 raffigurante S. Geminiano su un cavallo ricoperto da un’ampia gualdrappa sulla quale vi sono due grandi croci), sigilli dove vi è l’impronta della sola croce. A partire dal 1501 abbiamo sigilli dove la croce è fiancheggiata dalle letture C. M. (Comunitas Mutinae); e dal 1509 abbiamo una moneta con l’impronta dello scudo con la sola croce contornata dalla parola "Mutinensis". 
L’uso dello scudo con la sola croce contornata dalle parole "Comunitas Mutinae" continua per tutto il sedicesimo secolo. Per ora non compare l’impresa delle trivelle come emblema ufficiale incorporato allo stemma della città (unica eccezione il sigillo che si trova in una lettura dei Conservatori di Modena al Duca di Ferrara in data 23 Novembre 1551), ma la sua apparizione isolata e come semplice impresa risale al 1473, anno in cui ebbe origine l’impresa delle trivelle. Essa si trova, infatti, in una pubblicazione a stampa il 25 Settembre 1525 per Don Antonio. Nel frontespizio è impressa l’arma del Comune, fiancheggiata a distanza per ciascun lato da due Trivelle incrociate e congiunte da un nastro. 

In un’altra stampa del 1544, vi è lo stemma della comunità cioè uno scudo con la croce sola da una parte e dall’altra, a sinistra, le Trivelle incrociate. 

Ci sono anche altri esempi, ma le trivelle sono sempre disgiunte dallo stemma come semplice impresa a sé stante. Soltanto dal 1556, esse appaiono qualche volta accollate allo stemma; e ciò avviene per la prima volta nei Registri "Ordinaria" degli anni 1556 e 1561. 


Per quanto riguarda il Motto, le sue origini si hanno nel 1561. Infatti, il 15 Giugno del 1561 fu giorno per Modena di grandi feste per celebrare l’entrata in città d’Alfonso d’Este. Dell’avvenimento ci ha lasciato una narrazione il celebre letterato Giovanni Maria Barbieri, allora Cancelliere, negli "Atti del Consiglio Comunale". In questa relazione si ha per la prima volta menzione del motto "Avia Pervia". Barbieri è quindi l’ideatore del motto, e ne siamo certi perché tutte le imprese e gli stemmi prima di quest’epoca sono sempre senza motto. Esso però apparirà solamente nel 1599 su di un registro intitolato "Liber Relationum" disegnato da Trailo Tassino con l’incarico di Cancelliere della Comunità. Ma l’adozione ufficiale del motto avvenne nel secolo diciassettesimo, quando il sigillo accompagnato dalle trivelle e dal motto venne apposto ad un codice degli statuti dei calzolai. Composto in questo modo (scudo con croce, trivelle e motto) lo stemma si mantenne fino al 29 Agosto del 1740, giorno in cui con un decreto, il Duca Francesco III d’Este concesse al Comune di Modena di sovrapporre al suo stemma la corona marchionale. 
Più tardi, per decreto napoleonico del 9 Gennaio 1813, lo stemma si trasformò radicalmente. 
Ma quest’ultimo stemma durò quanto la fortuna napoleonica, cosicché, poco oltre un anno, tornò a essere come era stato e come anche oggi è.