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1598-1998
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Modena
nella storia
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Commento dello Spaccini:
L’Archivio Storico del Comune di Modena conserva il manoscritto di
questa cronaca. La grafia è abbastanza leggibile ma richiede in
ogni modo un occhio esperto e abituato a decifrarla. A causa della nostra
inesperienza in fatto di letture di grafie antiche, non siamo riusciti
a leggere quelle pagine ingiallite dal tempo ed abbiamo spostato la nostra
attenzione e il nostro studio sulla Trascrizione di Carlo Giovannini (opera
stampata da Franco Cosimo Panini), dove abbiamo potuto notare alcune caratteristiche
che il manoscritto non era riuscito a rivelarci.
Il lessico utilizzato è quotidiano, popolare, presentato in
termini dialettici. La lingua usata è italiana o meglio, un incrocio
tra latino e il volgare, ma comprensibile. La Cronaca dello Spaccini riprende
in parte la fine della Cronaca Lancellotti (vale a dire la metà
del quindicesimo secolo) trattando gli avvenimenti modenesi fino alla metà
del sedicesimo secolo. Inoltre è costituito da un numero altissimo
di pagine di grande formato ed è collocata nella camera segreta
(ASCMO) dell’Archivio Comunale di Modena.
Questa cronaca si può definire un documento, tuttavia è
stato scritto proprio per una determinata occasione, la cronaca riporta
vari avvenimenti nei minimi particolari e l’autore espone un giudizio personale
raccontandoli a propria discrezione. Questo fa trasparire la posizione
politica dell’autore come nel caso dello Spaccini che dimostra di essere
un sostenitore della Casa d’Este. Per quanto riguarda la città di
Modena e la sua storia ha inoltre cronache riportanti notizie particolari
e dove è possibile evidenziare l’aspetto narrativo e letterario.
Conclusioni:
Dalla pagina 84 alla pagina 98 della Cronaca dello Spaccini è
descritto l’avvenimento della venuta degli Estense a Modena giorno per
giorno. Abbiamo raccolto gli avvenimenti che ci sembravano più importanti.
Il 4 Gennaio del 1598 il vice Duca mostrò la scomunica della chiesa
a Gaspar Selingardo, Vescovo di Modena e nella notte avvenne un trasporto
di casse al castello di Modena il cui contenuto era misterioso. Alle guardie
fu detto che era piombo per le munizioni, ma molti pensavano che si trattasse
delle ricchezze del Duca. Il giorno 7 Gennaio dello stesso anno entrò
nella città di Ferrara un bolognese con due testimoni presentando
la scomunica al Monsignor Vescovo Alisandro Boschetti perché la
pubblicasse.
Durante la S. Messa del giorno 11 Gennaio si rese pubblica la scomunica
ai danni di Cesare d’Este che venne affissa alla porta del Duomo per tutto
il giorno. Il di’ seguente cominciarono i preparativi per il trasporto
degli averi del Duca da Ferrara a Modena che durò 17 giorni ed il
giorno 29 Gennaio del 1598 arrivò a Modena Cesare d’Este, esule
da Ferrara. Lo stesso giorno giunsero a Ferrara i documenti della Santa
Sede riguardanti la scomunica di cui riportiamo la prima parte:
"che la città di Ferrara sia della Sede Apostolica, oltre che
cosa assai notta per le instorie, si prova per la dichiaracione et concessione
di diversi Imperatori de’ quali si nominerano alcune. Chiaro è per
confessione et dischiaracione di quel popolo di Ferrara, per la recognezione
di tutti i duchi, che sono stati da 300 anni in qua, di Casa d’Este. Per
infinite bolle, concessioni et investiture de’ Sommi Pontifici, cominciando
da Innocencio III in qua, che di tutti i successori le hanno tolte, oltre
che molti pontefici hanno diverse volte per via di ragione et arme, ricuperati
da molti et diversi che la volevano occupare…" |