Dagli Statuti a Ercole III
Arti e corporazioni
La peste
Scienza, magia e streghe
Il prestito e il Monte di Pietà
Bambini e donne nel 1700
Da Napoleone alla Resistenza
 
Arti e corporazioni
  

Arti e corporazioni 

La giurisprudenza 

Porci in poesia 

Gli Estensi a Modena 

Chiese non più esistenti 

Quartieri 

Scuola, cultura e università 

Accademia delle Belle Arti 

Conservatori pubblica felicità 


1598-1998 Modena Capitale
Una corte nel cuore dell'Europa
 
Modena nella storia
Archivi e Scuola
  

Commento dello Spaccini: 
L’Archivio Storico del Comune di Modena conserva il manoscritto di questa cronaca. La grafia è abbastanza leggibile ma richiede in ogni modo un occhio esperto e abituato a decifrarla. A causa della nostra inesperienza in fatto di letture di grafie antiche, non siamo riusciti a leggere quelle pagine ingiallite dal tempo ed abbiamo spostato la nostra attenzione e il nostro studio sulla Trascrizione di Carlo Giovannini (opera stampata da Franco Cosimo Panini), dove abbiamo potuto notare alcune caratteristiche che il manoscritto non era riuscito a rivelarci. 
Il lessico utilizzato è quotidiano, popolare, presentato in termini dialettici. La lingua usata è italiana o meglio, un incrocio tra latino e il volgare, ma comprensibile. La Cronaca dello Spaccini riprende in parte la fine della Cronaca Lancellotti (vale a dire la metà del quindicesimo secolo) trattando gli avvenimenti modenesi fino alla metà del sedicesimo secolo. Inoltre è costituito da un numero altissimo di pagine di grande formato ed è collocata nella camera segreta (ASCMO) dell’Archivio Comunale di Modena. 
Questa cronaca si può definire un documento, tuttavia è stato scritto proprio per una determinata occasione, la cronaca riporta vari avvenimenti nei minimi particolari e l’autore espone un giudizio personale raccontandoli a propria discrezione. Questo fa trasparire la posizione politica dell’autore come nel caso dello Spaccini che dimostra di essere un sostenitore della Casa d’Este. Per quanto riguarda la città di Modena e la sua storia ha inoltre cronache riportanti notizie particolari e dove è possibile evidenziare l’aspetto narrativo e letterario. 
 

 

Conclusioni: 
Dalla pagina 84 alla pagina 98 della Cronaca dello Spaccini è descritto l’avvenimento della venuta degli Estense a Modena giorno per giorno. Abbiamo raccolto gli avvenimenti che ci sembravano più importanti. Il 4 Gennaio del 1598 il vice Duca mostrò la scomunica della chiesa a Gaspar Selingardo, Vescovo di Modena e nella notte avvenne un trasporto di casse al castello di Modena il cui contenuto era misterioso. Alle guardie fu detto che era piombo per le munizioni, ma molti pensavano che si trattasse delle ricchezze del Duca. Il giorno 7 Gennaio dello stesso anno entrò nella città di Ferrara un bolognese con due testimoni presentando la scomunica al Monsignor Vescovo Alisandro Boschetti perché la pubblicasse. 
Durante la S. Messa del giorno 11 Gennaio si rese pubblica la scomunica ai danni di Cesare d’Este che venne affissa alla porta del Duomo per tutto il giorno. Il di’ seguente cominciarono i preparativi per il trasporto degli averi del Duca da Ferrara a Modena che durò 17 giorni ed il giorno 29 Gennaio del 1598 arrivò a Modena Cesare d’Este, esule da Ferrara. Lo stesso giorno giunsero a Ferrara i documenti della Santa Sede riguardanti la scomunica di cui riportiamo la prima parte: 
"che la città di Ferrara sia della Sede Apostolica, oltre che cosa assai notta per le instorie, si prova per la dichiaracione et concessione di diversi Imperatori de’ quali si nominerano alcune. Chiaro è per confessione et dischiaracione di quel popolo di Ferrara, per la recognezione di tutti i duchi, che sono stati da 300 anni in qua, di Casa d’Este. Per infinite bolle, concessioni et investiture de’ Sommi Pontifici, cominciando da Innocencio III in qua, che di tutti i successori le hanno tolte, oltre che molti pontefici hanno diverse volte per via di ragione et arme, ricuperati da molti et diversi che la volevano occupare…"