Dagli Statuti a Ercole III
Arti e corporazioni
La peste
Scienza, magia e streghe
Il prestito e il Monte di Pietà
Bambini e donne nel 1700
Da Napoleone alla Resistenza
 
Arti e corporazioni
  

Arti e corporazioni 

La giurisprudenza 

Porci in poesia 

Gli Estensi a Modena 

Chiese non più esistenti 

Quartieri 

Scuola, cultura e università 

Accademia delle Belle Arti 

Conservatori pubblica felicità 


1598-1998 Modena Capitale
Una corte nel cuore dell'Europa
 
Modena nella storia
Archivi e Scuola
  
L’ARTE DEI FABBRI-FERRAI 

Modena è sempre stata una rappresentante della lavorazione del ferro e dei metalli in generale; ancora oggi questa tradizione è ben radicata e anche tra i nostri familiari c’erano e ci sono dei fabbri ferrai. Abbiamo deciso di studiare questo mestiere anche perché esso, oltre a rappresentare una fondamentale attività per la costruzione di oggetti indispensabili alla vita di ogni giorno, effettivamente può essere considerato una vera e propria forma d’arte e dà la possibilità di manifestare inventiva e creatività. Quella dei fabbri-ferrai, poi, non è assolutamente una occupazione monotona, dal momento che il campo dei prodotti a loro richiesti è estremamente vario e spazia da attrezzi agricoli, strumenti bellici, di uso domestico e di decoro. Purtroppo oggi, a causa dell’avvento delle lavorazioni industriali, nettamente più rapide ed economiche rispetto a quelle manuali, il numero dei fabbri ferrai è notevolmente diminuito. 

Storia  
I lavoratori del ferro, già sulla fine del milleduecento, emergono per l’intelligente e intensa vita associativa. In un voluminoso codice in legno e cuoio pressato, con iniziali di finissima miniatura, sono riportati i corporati dall’anno 1306 all’anno 1568. Sappiamo così che nel 1306 gli iscritti erano 42, nel 1431 erano 100 e nel 1568 i nuovi immatricolati furono 9. Il 1431 segnò per l’arte una data memorabile poiché furono riformati i suoi statuti. I corporati in quell’anno erano 27 a porta San Pietro, 15 in Porta Albareto, 7 a porta Baggiovara e 13 in porta Cittanova. 
Il 10 Aprile i corporati si raccolsero nella loro Casa che era situata nella cinquantina di San Lorenzo, e decisero di rivedere e riformare gli articoli statuari in maniera da rapportarli ai tempi profondamente mutati. Si stabilì che i ferrai potessero lavorare, comprare e vendere "sine ulla molestia" in tutti i giorni dell’anno non riconosciuti festivi dalla chiesa, eccettuate le feste di San Geminiano e pochi altri Santi. Ma la serenità dell’arte fu spesso turbata dalla non sempre onesta concorrenza dei merciai, che spesso commerciavano prodotti la cui diffusione era destinata ai fabbri-ferrai. Così nel 1485 i massari dell’arte furono costretti a protestare contro il merciaio Geminiano Millani, il quale rifacendosi agli antichi statuti, che consentivano ai merciai di introdurre dal di fuori ferramenta qualora a Modena non se ne lavorassero a sufficienza, aveva avviato un commercio abbastanza diffuso di questo tipo di prodotti. Di fronte all’ira dei ferrai un’ordinanza ducale proibì severamente ai non immatricolati nell’arte di vendere qualunque tipo di ferramenta nuova. I ferrai pretendevano però che non fosse commerciata, se non da loro stessi, "qualsiasi cosa fosse di ferro o di altro metallo che fosse stato sia sopra l’incudine o sotto il martello dei ferrari", ottenendo così che fossero elencate dettagliatamente le merci legittimamente commerciabili dall’una o dall’altra arte e stabilite multe per chi non avesse rispettato detto elenco. 

Alla fine del 1500, i ferrai avvertirono la necessità di rivedere e riformare nuovamente la disciplina statutaria: tutti i fabbri dovevano essere registrati sul libro della matricola e solamente chi esercitava la propria attività all’interno di una bottega poteva godere di voce deliberativa nelle assemblee generali, potendo ricoprire cariche riguardanti l’arte. Nelle assemblee infatti venivano eletti, utilizzando fave bianche o nere, tre "massari pecuniari", quindici "massari non pecuniari" e un "notaio", che sostanzialmente avevano funzioni organizzative e il compito di registrare le operazioni economiche fatte in nome e per conto dell’Arte. 
Nel mese di Gennaio di ogni anno gli eletti giuravano sopra la Sacra scrittura di essere fedeli alla Casa d’Este, di non fare e permettere tradimenti, di osservare e di fare osservare gli statuti nell’utilità dell’arte "posposto ogni amore, odio, utile e timore". Quando decedeva un corporato o un suo familiare, tutti gli altri erano tenuti ad accompagnarlo alla sepoltura. Chi mancava ingiustificatamente a questo atto estremo di solidarietà e amicizia, veniva multato e il denaro andava a sollievo dei poveri dell’arte. I poveri venivano "funerati" gratuitamente. 
Per allietare la vita cittadina, i ferrai, come parecchie altre arti, annualmente a fine Giugno, organizzavano un palio che, partendo da dietro Canalchiaro, s’allargava sulla piazza del comune e imboccava via Castellaro per giungere sulla via Emilia. L’attesa della competizione era grande e spettavano grandi festeggiamenti ai vincitori. 

Espressione tipica della vita economica comunale è il controllo delle corporazioni d’arte e Mestiere attraverso norme consuetudinarie approvate dalle assemblee corporative, al fine di assicurare oltre ad un retto esercizio dell’arte stessa, la salvaguardia degli interessi degli associati e la buona qualità dei prodotti. Tali statuti vengono sottoposti alla autorità comunale, che in questo modo, garantisce una costante vigilanza sulla attività economica e cittadina, tutelando nel contempo gli interessi della comunità. Quella che riportiamo qui sotto è la "Carta iniziale dello statuto dei fabbri" (Statuta fabrorum civitatis Mutine) 

  

Le norme statutarie riportate in apertura del codice dei fabbri ferrai, precisano che "ad evitandos fraudes et errores et questiones" fra i rappresentanti di questo mestiere, ogni maestro dovesse necessariamente imprimere sui prodotti fabbricati un proprio contrassegno. In Archivio Storico del Comune di Modena è conservato un documento che riporta i nomi degli associati dell’arte e i relativi marchi o contrassegni con la descrizione degli stessi.