Scienza,
magia e streghe
Introduzione
generale
Presentazione
del lavori
Inquisition
in the 18th Century
Credenze
popolari
Iconografia
dell’Inquisizione
Indice
libri proibiti nel 1700
Le
modalità processuali
Rapporti
col Santo Uffizio di Roma
Tipologia
dei processi
1598-1998
Modena Capitale
Una
corte nel cuore dell'Europa
|
Modena
nella storia
Archivi
e Scuola
PRESENTAZIONE DEL LAVORO SVOLTO
di: Franca Cavazzuti, Alberto Tettamanti
Il lavoro che qui si presenta è la conclusione provvisoria di
un percorso, avviato nell’anno scolastico passato, che ha avuto come
tema l’attività del tribunale dell’Inquisizione a Modena dalla sua
istituzione alla soppressione, anche se, di fatto, i documenti presi in
esame si concentrano fra il Seicento e i primi anni del Settecento e riguardano,
oltre agli aspetti giuridici della questione, fenomeni relativi alla
vita quotidiana e alla storia materiale.
I motivi che a suo tempo indussero il Consiglio di classe ad inserire
nella programmazione un’attività di ricerca in Archivio furono molteplici;
in sintesi, procedendo dalle finalità educative più generali
agli obiettivi più specifici attinenti alle singole discipline o
ad aree disciplinari, si possono indicare come segue:
- rendere lo studente consapevole del peso e dell’importanza della
documentazione come "una delle attività più frequenti dell’attività
cognitiva matura" (R. Simone) attraverso un’esperienza diretta in un luogo
deputato, per natura e fini istituzionali, alla conservazione e gestione
del documento;
- mettere gli studenti nella condizione di poter svolgere una ricerca
vera, perciò di costruirsi una bibliografia per un primo orientamento,
di individuare le fonti, di reperirle nei luoghi opportuni, di utilizzarle
documentandosi su di esse, di integrarle. Queste operazioni presuppongono
almeno l’individuazione di scopi e destinatari della documentazione, mettono
nella condizione di rendersi conto della provvisorietà degli esiti
raggiunti e della stessa ricerca, il cui progetto si modifica secondo
l’interazione tra il disegno complessivo e i risultati di volta in
volta raggiunti;
- far conoscere gli archivi cittadini e, quindi, sviluppare l’idea
di una storia locale che è parte della storia generale;
- prendere contatto, attraverso il documento, con la realtà
linguistica secentesca e settecentesca, esaminare analogie e differenze
tra la lingua letteraria (di solito l’unica ad essere oggetto di indagine
a scuola) e la lingua d’uso, con particolare attenzione alle lingue speciali
(in questo caso, soprattutto il lessico giuridico); avvicinarsi a generi
di scrittura normalmente non praticati, ad esempio la cronaca cittadina
(Spaccini);
- approfondire la conoscenza di un fenomeno (l’Inquisizione a Modena),
così da doverlo delimitare nel tempo e nello spazio utilizzando
altresì competenze interdisciplinari per l’analisi e lo studio di
esso;
- promuovere la consapevolezza che il documento è un "bene culturale
" e come tale deve essere valorizzato oltre che salvaguardato.
Quanto all’argomento, la scelta è stata fatta dagli studenti
d’intesa con il docente di Storia, per vari motivi: se in un primo tempo
gli studenti erano stati attratti dagli aspetti più appariscenti
di esso (la presenza di streghe e stregoni, la caratterizzazione della
donna "sposa del demonio", i roghi, la pratica della tortura), in seguito
sono emersi interessi più mirati: la ricostruzione delle fasi di
un processo, il rilievo dei capi d’accusa più ricorrenti, il rapporto
tra medicina e pratiche stregonesche, la relazione città \ campagna,
i rapporti tra Chiesa e territorio e le modalità di controllo.
Il bilancio di questa esperienza è ampiamente positivo: in primo
luogo, gli studenti ne sono stati coinvolti al punto da svolgere la maggior
parte del lavoro d’archivio durante le vacanze (natalizie, pasquali ed
estive) o, comunque, in orario pomeridiano, senza mai prendere ciò
a pretesto per eventuali "giustificazioni" del giorno successivo.
A questo si aggiunge che la ricerca ha sollecitato il protagonismo
degli studenti sulla base di un argomento ritenuto difficile, in quanto
relativo non alla loro quotidianità ma a quanto rientra nell’ambito
del "serio"; ha sviluppato un contatto gradevole con un ambiente come quello
dell’archivio, che nell’immaginario giovanile è inesistente oppure
legato ad un’immaginario negativo (polvere, "vecchiume" etc.). Questa esperienza,
che li ha indotti a lavorare insieme, e ha permesso loro di usufruire della
guida sicura e discreta di una ricercatrice esperta come Franca Baldelli
(un adulto di riferimento al di fuori della cerchia dei loro insegnanti)
ha forse consentito di caricare di connotati diversi il termine stesso
di archivio.
Gli aspetti negativi sono riconducibili alla rigidità dell’istituzione
scolastica: orario e regolamento ostacolano infatti la partecipazione a
lezioni e seminari fuori dall’edificio scolastico e, d’altra parte, non
favoriscono le visite degli esperti stessi a scuola; a ciò si aggiungono
le limitazioni imposte dagli stessi programmi scolastici che hanno determinato
la necessità di concludere l’esperienza entro i primi mesi del quinto
anno.
Vorremmo inoltre rilevare come siano stati determinanti per tutta l’esperienza
la passione e l’entusiasmo che Franca Baldelli ha costantemente manifestato,
anche nei momenti di disorientamento (provvisorio), nonché la disponibilità
della direzione e del personale dell’Archivio storico comunale e dell’Archivio
di Stato: due elementi che hanno reso più familiare e facile anche
un ambiente di apprendimento insolito e severo. |