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Il prestito e il Monte di Pietà
Bambini e donne nel 1700
Da Napoleone alla Resistenza
 
Il prestito e il 
Monte di Pietà
  

Indice generale della ricerca 

Il prestito e il potere 

L’usura 

La zecca 

Il Monte di Pietà 

Il collegio dei Banchieri 

Le Casse di Risparmio, la Società di Mutuo Soccorso, le banche 
 


1598-1998 Modena Capitale
Una corte nel cuore dell'Europa
 
Modena nella storia
Archivi e Scuola
  
PREMESSA 
di: Vera Fattori 

Durante una visita guidata al Museo Civico, prevista per gli insegnanti nell'ambito del Progetto scuola-città, ci fermammo davanti al Gonfalone della Buona Morte: rimasi colpita dalla simbologia che alludeva all'istituzione del Monte di Pietà e mi riproposi di approfondire l'argomento. Il Laboratorio in collaborazione con l'archivio storico comunale mi ha dato l'occasione per farlo coi miei alunni, che ora frequentano la classe V C Commercio Estero dell'istituto Tecnico "J.Barozzi" di Modena. 
E' stata una ricerca molto stimolante, durante la quale ho incontrato però delle difficoltà. Al di là dei miei limiti, che riconosco onestamente, quanto a questa nuova didattica della storia, e ai quali so però in coscienza di avere contrapposto una forte motivazione ed un costante impegno, i problemi sono stati vari: tra i primi quelli del tempo a disposizione e del coordinamento. 
Alcuni allievi meno ordinati e capaci di lavorare in gruppo hanno infatti rallentato le operazioni, costringendo gli altri, più volonterosi e responsabili, a farsi carico della situazione. Sono pertanto particolarmente grata a quelli che hanno consentito di portare a compimento la nostra indagine in modo accettabile. 
Essa non pretende di essere esaustivo: non ci eravamo posti infatti tale finalità. 
Ritengo positivi il contatto degli studenti col fascino del documento antico; la conduzione di una ricerca autentica con tutti i problemi che essa comporta, specialmente a livello organizzativo; persino gli errori commessi durante il percorso che saranno di utile insegnamento nella futura attività scolastica o lavorativa. 
Ringrazio sentitamente il direttore dell'Archivio storico comunale, dottor Aldo Borsari, la dottoressa Franca Baldelli e i responsabili del Settore Istruzione che ci hanno consentito questa interessante attività. 
Un grazie particolare alla preside Mariangela Cedolin che, sempre sensibile alle innovazioni nel campo della didattica, ha risposto alle nostre esigenze con la consueta prontezza; ai colleghi del consiglio di classe per la loro paziente collaborazione e al personale non docente per la disponibilità dimostrata. 

Modalità 

Il lavoro ha avuto inizio lo scorso anno scolastico. 
La classe è stata divisa in quattro gruppi (composti da quattro persone) sui seguenti argomenti: Pegno; Usura; Monte di Pietà; Banca. 
Sono partiti dai testi della nostra ricca biblioteca (oltre 15.000 volumi) per una preparazione di base e in alcune fasi si sono scambiati le informazioni. 
Selezionando poi sugli inventari dell'Archivio, sono pervenuti ai documenti, che hanno cercato nel corso di alcune visite all'Archivio stesso. 
Essi sono di vario tipo: statuti, bandi, gride, suppliche, notificazioni, lettere, vacchette, relazioni, riviste, cronache, giornali... Sono stati consultati direttamente, ma anche indirettamente per ragioni di tempo, in classe, su fotocopie richieste agli archivisti.  Sono stati decodificati, a volte normalizzati, rielaborati, sintetizzati in regesti e didascalie, inseriti nel contesto storico. 
Giunti a questo punto, i gruppi erano ormai diventati flessibili: i ragazzi hanno lavorato in ragione dei documenti reperiti e man mano che un gruppo esauriva il proprio compito, aiutava gli altri: persino nelle operazioni al computer c’è stata alternanza, almeno per quelle più semplici, grazie anche al fatto che la Biblioteca è dotata di due PC vicinissimi e l'allievo più esperto ha potuto guidare gli altri. 
Hanno poi impostato i cartelloni, sulla base prevalentemente dei documenti ed hanno cercato di renderli più fruibili con indicazioni brevi e illustrazioni varie. 
Hanno seguito un filo conduttore di tipo cronologico, per dare un quadro abbastanza organico dell'evoluzione del prestito, ma si sono concessi anche qualche licenza tematica, là dove è sembrata opportuna: è il caso, ad esempio, di "Usura ieri" e "Usura oggi" per sottolineare la persistenza del problema, affrontato dal Codice civile e da quello penale, e spesso in rilievo sulle pagine di quotidiani e riviste. 
La ricerca è tuttora in corso, ma l'esame di maturità si avvicina e non sarà possibile fare molto.  Il proposito è tuttavia quello di raccogliere ulteriori informazioni sui più antichi istituti di credito della nostra città.