Il
prestito e il
Monte
di Pietà
Il
prestito e il potere
L’usura
La
zecca
Il
Monte di Pietà
Il
collegio dei Banchieri
Le
Casse di Risparmio, la Società di Mutuo Soccorso, le banche
1598-1998 Modena
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Modena
nella storia
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Statuti per il Monte Generale dei Pegni, Anno 1772
Statuti del nuovo Monte Generale di Pietà a Modena, eretto nel
1772.
Francesco III ricorda in modo paternalistico la soppressione dei Monti
Feneratizi dannosi per la popolazione ed approva l'erezione del nuovo Monte
Generale di Pietà, dotandolo di statuti adeguati.
Del Sindaco Ragionato (Rub VI) 8
E' una figura importante: deve redigere le scritture contabili e agire
secondo l'utile del Monte.
Del Cancelliere (Rub VII) 9
Scrive tutti gli atti delle Congregazioni, compresi quelli notarili.
Deve assistere alle aste.
Nel Libro dei Partiti segna ogni anno i nomi dei vari collaboratori
del Monte.
Del Campioniere (Rub XII) 16
In un libro registra tutte le indicazioni sui pegni: il giorno della
prestanza, i nomi degli impegnanti, la qualità, il peso, la misura
e la condizione.
Del Tavolazzino (Rub XI) 15
Deve essere un contabile esperto: compila le Tavole degli introiti
che affluiranno nella Cassa del Tesoriere, esamina e chiarisce i pegni,
deve dichiarare l'utile ed il ricavato del Monte tramite il Libro d'Incanto,
esegue l'estratto dei pegni venduti, rileva il Capitale dell'Istituzione
assieme ai Frutti, alle Spese e ai Sopravanzi.
Di questi deve compilare una Nota, passarla al Montista per pagare
i proprietari dei Pegni venduti.
Di quelle persone, alle quali non si deve prestare (Rub XIX) 21
E' vietato prestare e ricevere pegno dai forestieri, cioè coloro
che non hanno residenza fissa in Modena.
Tabella dei giorni ed ore nelle quali dovrà stare aperto il Monte
a pubblico benefizio (Rub XXX) 28
Il Monte è aperto tutti i giorni non Festivi tranne il Mercoledì
pomeriggio ed il Giovedì in quanto sono permesse Opere Servili.
Gli orari vengono divisi in due periodi: dall'1 novembre a Pasqua e
da Pasqua al 31 ottobre, tenendo conto dell'attività liturgica.
Il pomeriggio è dipendente dai Vespri e dall'Ave Maria.
In mattinata si potrà chiudere un'ora prima del mezzogiorno
nei giorni di Quaresima in cui si predica nella Cattedrale.
Bullàtta (dura, sparèda): bolletta (dura, sparata); "essere
in bolletta", significa essere senza soldi. La parola deriva probabilmente
dalla bolletta che veniva rilasciata dal Monte di Pietà, quando
si impegnava qualcosa di valore. L'aggettivo "sparèda" non è
altro che una storpiatura fonetica del più appropriato "sbarèda",
cioè sbarrata, annullata con una linea e perciò priva anche
quella di qualsiasi valore. Fortunatamente passato il tempo della grande
miseria, la parola è comunque rimasta in gran voga, soprattutto
fra i giovani, ad esprimere non una miseria cronica, ma l'esaurimento del
"settimanale" passato dai genitori. A Modena il "boletòun" (bollettone),
era il blocchetto contenente i moduli per le ricette mediche dei poveri
iscritti nell'apposito elenco degli assistiti dal comune.
Tratti da: "La tradizione popolare modenese, antologia dei proverbi,
modi di dire, usanze e curiosità, collezioni modenesi", edizioni
CDL, 1992.
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