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Da Napoleone 
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Modena tra il 1796 e il 1945 

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Modena nella storia
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MODENA TRA IL 1796 E IL 1945 

Nel 1796 non era facile fare previsioni per il futuro. Già da qualche tempo la città di Modena viveva in un clima di tensione e da una lettera che stabilisce la celebrazione di messe di suffragio, possiamo leggere: 
"dovrà far celebrare dopo i dodici anni, e anche prima, come spero, quantunque sia assai giustamente temibile, che gli anni avvenire per i Modanesi vadino ad essere angustiosi". 
Archivio Curia Arcivescovile Modena, Corrispondenza varie, maggio 1796 

 
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C’era una volta... una Città ambiziosa e tenace che sperava di risolvere alcuni annosi problemi del vivere quotidiano prestando fede alle "novità democratiche". 
Quella città, non troppo grande ma neppure troppo piccola, ospitava da tempo una corte, un sovrano ed era capitale di un Ducato - forse un po’ troppo piccolo - desideroso di competere con le grandi corti europee con le quali poté gareggiare nell’arte (quadreria ducale), nelle lettere e nella musica, verosimilmente a scapito dell’economia dello Stato. 
Fu testimone, in quel tempo, del malcontento diffuso, delle speranze "rinate", delle feste e delle tragedie, dell’amore e dell’odio: divenne ben presto teatro della rappresentazione della vita e della civiltà lasciando, nel tempo, indelebili tracce di se. 
Terribilmente afosa in estate, contrapponeva inverni, "...oltremodo rigidi. Alla neve caduta negli ultimi giorni del prossimo scorso mese era susseguito un freddo eccessivo: oggi però l’aere è il più crudele; due venti contrarj e gagliardi soffiano, e fanno attorcigliare la densa e minuta neve, che vibrando violentemente nel volto reca il maggior cruccio: Il Teatro Rangone resta chiuso e la neve prosegue nel corso della sera, e della notte e nella seguente mattina osservasi che la medesima in modo disuguale, forma un enorme quantità, dall’anno 1780, a questa parte non veduta" . 
Quella città fu "raccontata" nei particolari da don Antonio Rovatti nella Cronaca Modonese, e l’immagine di quel lento scorrere delle vicende umane è lo spettacolo che più di ogni altro è atto a sedurre l’immaginazione egli uomini (Bloch) 

C’è oggi...una città non troppo grande, ma neppure piccola, industrializzata, elegante, ricca di verde, rispettata, rivisitata dai suoi cittadini attraverso le "pagine dell’Archivio". "Così in un periodo di profonda insicurezza e perplessità, la storia...ha la funzione di conservare il ricordo degli eterni valori umani, di salvare l’immagine dell’uomo per un futuro ancora sconosciuto". J. Burckhardt. 

Coordinatore: 
Franca Baldelli