Da
Napoleone
alla
Resistenza
Un
laboratorio coi documenti
Modena
tra il 1796 e il 1945
Napoleone
Il
ritorno di Francesco IV
Moti
carbonari e Ciro Menotti
1848
Governo Provvisorio
L’Unità
d’Italia
1a
Guerra Mondiale-Fascismo
La
seconda Guerra Mondiale
a

1598-1998
Modena Capitale
Una
corte nel cuore dell'Europa
|
Modena
nella storia
Archivi
e Scuola
MODENA TRA IL 1796 E IL 1945
Nel 1796 non era facile fare previsioni per il futuro. Già da
qualche tempo la città di Modena viveva in un clima di tensione
e da una lettera che stabilisce la celebrazione di messe di suffragio,
possiamo leggere:
"dovrà far celebrare dopo i dodici anni, e anche prima, come
spero, quantunque sia assai giustamente temibile, che gli anni avvenire
per i Modanesi vadino ad essere angustiosi".
Archivio Curia Arcivescovile Modena, Corrispondenza varie, maggio 1796
------------------
C’era una volta... una Città ambiziosa e tenace che sperava di
risolvere alcuni annosi problemi del vivere quotidiano prestando fede alle
"novità democratiche".
Quella città, non troppo grande ma neppure troppo piccola, ospitava
da tempo una corte, un sovrano ed era capitale di un Ducato - forse un
po’ troppo piccolo - desideroso di competere con le grandi corti europee
con le quali poté gareggiare nell’arte (quadreria ducale), nelle
lettere e nella musica, verosimilmente a scapito dell’economia dello Stato.
Fu testimone, in quel tempo, del malcontento diffuso, delle speranze
"rinate", delle feste e delle tragedie, dell’amore e dell’odio: divenne
ben presto teatro della rappresentazione della vita e della civiltà
lasciando, nel tempo, indelebili tracce di se.
Terribilmente afosa in estate, contrapponeva inverni, "...oltremodo
rigidi. Alla neve caduta negli ultimi giorni del prossimo scorso mese era
susseguito un freddo eccessivo: oggi però l’aere è il più
crudele; due venti contrarj e gagliardi soffiano, e fanno attorcigliare
la densa e minuta neve, che vibrando violentemente nel volto reca il maggior
cruccio: Il Teatro Rangone resta chiuso e la neve prosegue nel corso della
sera, e della notte e nella seguente mattina osservasi che la medesima
in modo disuguale, forma un enorme quantità, dall’anno 1780, a questa
parte non veduta" .
Quella città fu "raccontata" nei particolari da don Antonio
Rovatti nella Cronaca Modonese, e l’immagine di quel lento scorrere delle
vicende umane è lo spettacolo che più di ogni altro è
atto a sedurre l’immaginazione egli uomini (Bloch)
C’è oggi...una città non troppo grande, ma neppure piccola,
industrializzata, elegante, ricca di verde, rispettata, rivisitata dai
suoi cittadini attraverso le "pagine dell’Archivio". "Così in un
periodo di profonda insicurezza e perplessità, la storia...ha la
funzione di conservare il ricordo degli eterni valori umani, di salvare
l’immagine dell’uomo per un futuro ancora sconosciuto". J. Burckhardt.
Coordinatore:
Franca Baldelli
|