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Quaderni dell'Archivio Storico
L'Archivio
Storico del Comune di Modena, con il presente ultimo lavoro editoriale,
il XII
Quaderno della collana che da questo Istituto prende nome, ha voluto
concentrare l'attenzione sul mercato della piazza Grande di Modena, una
piazza che, per quasi mille anni di storia, gli ambulanti hanno abitato
con il loro lavoro, un brulichio di scambi e contrattazioni a volte infinite
e interminabili (regolamentate tuttavia da istituti appositamente preposti),
ritualmente ripetute per centinaia d'anni, sfidando il tempo, nel senso
anche di clima meteorologico, come mostra bene l'immagine di copertina,
dove i banchi del mercato al minuto vengono coperti e nascosti da banchi
di neve. Oggi, dopo che da settant'anni quella piazza è stata abbandonata
a fatica da parte di chi per un millennio vi era stato ospitato vendendo
e commerciando le proprie mercanzie, per recuperare e riappropriarsi della
memoria della propria storia, gli ambulanti stessi, attraverso l'associazione
di categoria Confesercenti Anva, sotto la guida della valente competenza
scientifica del prof. Cattini, si sono interrogati sulle proprie origini
attraverso documenti - di cui l'Archivio Storico della città è
paziente e diligente custode - quali, ad esempio, le norme relative alla
disposizione dei banchi in piazza, contenute già negli Statuti cittadini
più antichi, quelli del 1327. Per chi vive di commercio e nel commercio,
tutto ciò può servire ad acquisire maggiore consapevolezza
delle proprie tradizioni, da tutelare, salvaguardare e coltivare.
Nel pieno Medioevo, a seguito della ripresa di traffici e scambi mercantili,
con la ripresa insomma di un'economia che dal sistema comunale traeva nuovo
impulso, veniva sentita come un obiettivo irraggiungibile l'esigenza di
un commercio globale che mettesse in comunicazione ogni angolo del pianeta,
soprattutto a seguito delle scoperte di nuovi mondi nella prima età
moderna. Prodotti (spezie, tessuti pregiati, ecc.) che arrivavano in città,
sulla tavola o a disposizione dei pochi che se li potevano permettere,
dopo viaggi interminabili di migliaia e migliaia di chilometri, a piedi,
a dorso di mulo, su un calesse, per nave, per bastimento, erano il vanto
di corti regnanti e ceti più elevati, al contrario di oggi, allorché
la facilità e rapidità di scambi e trasporti di merci a ogni
latitudine sembra impoverire la connotazione profonda e esclusiva di certi
articoli o alimenti legati a un territorio circoscritto e preciso, togliendo
ad essi, per così dire, la propria "personalità", la
propria autenticità: portando tutto ovunque, si corre il rischio
di omologare indifferentemente quel tutto.
L'interazione fra città murata, piazza e mercato è stato
il momento caratterizzante della vita sociale modenese dalle origini dell'età
comunale fino all'epoca odierna. Dopo l'Unità d'Italia si decise
il trasferimento del mercato in uno spazio "fisso", adiacente e "coperto";
nei decenni successivi si iniziò la realizzazione di questo impianto
che venne però inaugurato soltanto nel 1931 come Mercato di Via
Albinelli. Il mercato del Lunedì, inoltre, da sempre anch'esso in
Piazza Grande, venne poche decine d'anni fa trasferito nell'ex Piazza d'Armi,
ora Parco Novi Sad, contribuendo all'espansione di altri centri decentrati
che pian piano si sostituiscono al cuore pulsante della città.
L'Archivio Storico, con questo volume, intende non solo promuovere
la conoscenza della storia di un settore, il commercio ambulante, in generale
poco approfondito, ma anche, nel contempo, continuare l'opera di trascrizione
e pubblicazione di fonti documentarie, straordinariamente rilevanti per
la conoscenza del nostro passato, come, in questo caso, gli Statuti dei
Merciai di Modena del XVI secolo.