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Quaderni dell'Archivio Storico
Cronica delli Livelli
della Illustrissima Comunita' di Modona (1570)
E' indubbio - ed è noto - che Giovanni Maria Barbieri sia
stato uno dei protagonisti della cultura filologica e storica del suo tempo.
Meno noto è il fatto che egli dal 1561 al 1574 ricoprì la
carica di "cancelliere perpetuo" della Comunità di Modena.
Durante questi tredici anni provvede a far cessare "il gran disordine"
che si era prodotto nelle scritture antiche e moderne della Comunità,
redigendo tra l'altro i verbali degli atti del Consiglio ed ordinando e
riorganizzando l'archivio cittadino nella piena convinzione che, soltanto
con una corretta gestione di quello che oggi viene definito il flusso della
documentazione, possa essere, con piena efficacia, espletata la funzione
amministrativa.
Nel 1570, riscontrato lo stato di abbandono in cui versavano le registrazioni
dei "livelli" - ossia delle case e terreni che la Comunità concedeva
in affitto ai privati - pose mano alla "Cronica" nella certezza che "se
di un livello se ne è persa finanche la memoria non se ne può
esigere il pagamento". Il libretto è denominato cronaca perché
l'autore, fedele alla sua meticolosità, indaga su tutti gli avvenimenti
inerenti al livello: dai passaggi di proprietà ai mutamenti di prezzo,
ai miglioramenti effettuati dai vari "livellari".
Il documento oltre ad essere di grande interesse per una storia delle
pratiche amministrative, fornisce preziose indicazioni pertinenti alla
storia economico-sociale della Comunità di Modena nei secoli XV
e XVI ed ha indubbia rilevanza per l'immagine della città e del
territorio in quel periodo, fornendoci per alcuni versi informazioni inedite
e contribuendo a configurare una mappa cittadina circostanziata.
Il Barbieri, da buon giurista, rileva tutto con scrupolo, allo scopo
di recupera-re non tanto e soltanto il gettito fiscale, di per sè
non rilevantissimo, ma soprattutto la titolarità del diritto da
parte della Comunità, titolarità che il tempo, l'incuria
e forse anche la corruzione tendevano a far dimenticare.
Con questa operazione, che ci pare di primissimo ordine, il Barbieri
fece con chiarezza il punto della situazione in un momento di grande sviluppo
della città - siamo nella seconda metà del '500 - in cui
facilmente sull'interesse pubblico avrebbe potuto altrimenti prevalere
l'interesse privato.
La pubblicazione di questo manoscritto, realizzata in collaborazione
con il professor Albano Biondi e la dottoressa Rossella Valentini dell'Università
di Bologna, costituisce il secondo contributo della collana "Quaderni
dell'Archivio Storico", con la quale il nostro Istituto intende proporre
all'attenzione pubblica aspetti e problemi legati alla storia della Comunità
Modenese nella piena coscienza che la progettazione di un qualsiasi futuro
sostenibile dipenda, più di quanto non si creda, dalla consapevolezza
del nostro passato.