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Quaderni dell'Archivio Storico
Mercanti e banchieri a Modena dal XIII al
XVIII secolo
"Sarà forse audacia la mia, ma formulo il voto che finalmente
ci si accinga alla edizione completa e integrale di tutti gli Statuti delle
Arti Modenesi, a partire dai più antichi dei secoli XIII e XIV per
arrivare a quelli dei secoli XV e XVI......
Era questo l'auspicio
che
qualche decennio fa esprimeva, negli Atti e memorie della Accademia di
Scienze Lettere e Arti in Modena, Emilio Paolo Vicini, i cui studi sono
ancora un irrinunciabile e prezioso riferimento per coloro che si accingono
ad indagare, a ricostruire o, più semplicemente, a conoscere la
storia di Modena. Un auspicio che, nelle parole dell'insigne studioso,
non significava soltanto portare alla luce una documentazione quantitativamente
e qualitativamente copiosa e preziosa quale è quella degli Statuti
delle Arti conservati presso l'Archivio Storico Comunale, ma soprattutto
ricostruire, alla luce di essa, "lo spirito corporativo che nel Medioevo,
qui, come altrove, animò i cittadini", al fine di mettere in luce
"le complesse funzioni civili ed economiche delle varie Corporazioni in
rapporto alle istituzioni comunali del tempo e alla vita cittadina in pieno
rigoglio".
Dal 1937, anno in cui tale auspicio venne formulato in un articolo
volutamente concepito per sottolineare l'importanza e il valore della documentazione
statutaria modenese, sono trascorsi alcuni decenni. Non invano però,
dal momento che dopo la recente pubblicazione degli Statuti dei salsicciai
e lardaroli la storia delle corporazioni cittadine si arricchisce di un
nuovo fondamentale contributo rappresentato da questo volume dedicato all'arte
del Cambio a Modena. L'edizione
degli Statuti dell'arte dei banchieri, fondamentali per ricostruire e seguire
la storia di questa corporazione dalla formazione all'apogeo ed infine
al declino, sono stati però soltanto il punto di partenza di una
indagine che si è spinta ben oltre. Nei saggi introduttivi
infatti, si è cercato di ricostruire un profilo dell'economia modenese
a partire dai secoli centrali del Medioevo quando le città, ed in
particolare i comuni urbani dell'Italia centro settentrionale, cominciano
di nuovo ad essere il centro della vita intellettuale, civile, culturale,
istituzionale anche e soprattutto grazie alla rinascita degli scambi e
al propagarsi dell'economia monetaria.Di questo processo di rinascita urbana,
i mercanti, i cambiatori e i banchieri, sono ovunque innegabili e fondamentali
protagonisti. Così anche a Modena, il profilo professionale
e le attività di questi protagonisti della rinascita urbana dei
secoli centrali del Medioevo scandiscono, le principali tappe della formazione
non soltanto del movimento corporativo, ma pure dell'economia cittadina,
della rinascita della vita urbana e degli scambi.
Un lavoro dunque che aggiunge un importante tassello allo studio delle
corporazioni di arti e mestieri in quanto si è cercato, attraverso
la trascrizione e lo studio del prezioso statuto dell'arte del 1453, di
ricostruire la storia "interna" dei cambiatori, dei mercanti e dei banchieri.
Ma anche, attraverso una indagine "esterna" svolta su un'ampia documentazione
che va dalle deliberazioni e dagli statuti del Comune alle più antiche
testimonianze sulle attività di prestito e mercatura, un importante
contributo alla storia economica di Modena che lamentava sino ad ora, per
quanto riguarda il Medioevo, un imperdonabile vuoto.
La presente pubblicazione, che costituisce il sesto contributo della
collana «Quaderni dell'Archivio Storico»,
può considerarsi quindi una risposta all'accorato invito del Vicini
che ha comunque trovato in quelli che possiamo definire gli "eredi" dei
fondatori delle corporazioni di arti e mestieri dei solleciti e degni interlocutori.
Un doveroso ringraziamento va infatti alla Banca Popolare dell'Emilia Romagna
che ha voluto associarsi a noi in questo progetto che rappresenta, per
così dire, un ritorno alle radici di una professione e di una attività,
ma anche e soprattutto una ricostruzione della vita economica cittadina
in anni in cui si configurano forme di lavoro e di produzione precapitalistiche.