“Area ex cotonificio di Fiume Veneto”

Concorso di Idee Relazione PREMESSA

La nostra proposta di intervento per il recupero degli spazi “ex cotonificio” di Isola del Fiume, è avanzata nel pieno spirito del concorso e pertanto, più che condotta all’insegna della stretta “tradizionalità”, si rivolge all’esplorare di soluzioni alternative. Si rileva che l’idea proposta è stata voluta e ricercata nonostante la ristrettezza dei tempi in cui essa è maturata, appunto perché fermamente creduta. Le considerazioni iniziali, non possono non sottolineare che l’area, nella sua interezza gode di una peculiarità di rilievo, ovvero il suo estraniarsi dal conteso circostante se non altro per la separazione fisica rappresentata dal canale. La separazione del luogo dal suo contesto, ne è quindi uno dei tratti maggiormente caratterizzanti. Se tale è la caratteristica dominante, il luogo si presta pertanto in modo del tutto propizio ed imperdibile per lo sviluppo di idee, come già detto, e come si vedrà in seguito, per molti versi in aperta “rottura” non i processi compositivi e le soluzioni infrastrutturali convenzionali. La posizione del cotonificio, posto subito a ridosso dell’accesso all’area, è anch’essa un forte elemento di chiusura, vincolando l’accesso alla parte restante dell’area stessa e avvalorando ulteriormente la tesi della separazione complessiva dell’intervento. Sulla base di questi elementi, di ordine al contempo fisico e “astratto”, si articolano la scelta compositive adottate. La massa dei volumi, quali capannoni industriali per molti aspetti di qualità mediocre, non era del resto proponibile per qualsiasi riutilizzo che non fosse riconducibile ad attività analoghe alle originarie. Si è pertanto optato, seguendo una linea di “rottura con l’esistente”, per un radicale svuotamento dei corpi, prevedendo il recupero degli elementi più significatici (le colonne interne) e di una parte significativa del muro perimetrico, nel tratto rivolto all’attuale accesso.

Del edificato pertanto, rimane il tratto più caratteristico, ovvero la sua facciata, ora però convertita a limite, segno fisico della separazione di un esterno rispetto ad un interno “altro”, ovvero di diversa e originale fattura. Si tratta, oltre che esser traccia della memoria del luogo, del tentativo di una trasposizione fisica di un segno, di ordine primariamente concettuale, che se da un lato individua un luogo fisico protetto dal contesto esterno, dall’altra assume una valenza simbolica, ovvero il distacco da idee e soluzioni limitate dalla loro stessa ripetitività e comprovata inefficienza. La scelta di escludere il traffico automobilistico, proponendo un sistema di trasporto completamente alternativo PRT, ne è l’elemento maggiormente rappresentativo. PRT(Personal Rapid Transit), come sarà meglio illustrato in seguito, rappresenta una soluzione di estremo interesse per i problemi della viabilità attuale, primo tra tutti quello della sicurezza stradale. È interessante anche notare, che “PRT” si configura come la perfetta chiusa della nostra parabola concettuale. Se da un lato infatti, la nostra area è il luogo della separazione, proprio da essa si “irradia” la risposta più alternativa per il ristabilimento dei collegamenti tra l’area separata (l’intervento) e il suo esterno. Il ripristino dei contatti, avviene così in un modo del tutto non convenzionale, appunto fisicamente “sopra il limite” del muro di separazione, cosa fisicamente resa possibile dalla quota in cui verrà mantenuto il PRT. Il rispetto e la riscoperta delle individualità da un lato, e il recupero di un nuovo modo di interagire e relazionarsi, questa alfine è la chiave di lettura del presente progetto.

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO Le demolizioni previste L’intervento prevede una demolizione molto consistente dell’esistente. Rimangono invece inalterati i tratti di muro perimetrale, nonché un significativo numero del colonne esistenti.

Non è stata presa in considerazione l’area della centrale elettrica, per la quale si concorda su un suo successivo ripristino e potenziamento. Anche l’area periferica al cotonificio sarà oggetto di demolizione, volendo con ciò recuperare spazio per i posti auto (ricordiamo che l’intera area al suo interno ne sarà completante sprovvista). Le realizzazioni proposte L’intervento costruttivo si caratterizza per una forte disarticolazione dei volumi, disposti comunque secondo allineamenti e geometrie che si riallacciano alle parti esistenti mantenute. Per contro quindi, alla rigida geometria dello stato attuale, così fortemente segnata dalle perpendicolarità delle colonne, si propone un gioco di volumi molto più libero, dove larga parte e riservata a linee curve e sinuose. Tutto ciò però, lascia anche intravedere l’intenzione di creare una precisa corrispondenza tra i volumi e il sistema di collegamento di comunicazione PRT. In altre parole, le volumetrie sono studiate funzionalmente al collegamento PRT, o se vogliamo il PRT diviene tema della composizione estetica del paesaggio, oltre che elemento strettante funzionale. L’intera realizzazione, quindi, si configura alla fine come un'unica “grande macchina”. Parcheggio e interscambio con la stazione principale PRT. La realizzazione riguarda l’area dell’edificio esistente più a nord, ovvero a ridosso dell’ingresso. Esso prevede: - 150 Posti auto su due livelli - Centro controllo PRT, officina e ricovero dei mezzi - Prima stazione PRT, a diretto contatto con gli spazi di pubblica utilità. Area a carattere pubblico. Dalla stazione PRT- parcheggio, sarà possibile accedere, agli spazi di pubblica destinazione. La parte dominante di questi, è costituita da un corpo di forma cilindrica, organizzato su tre livelli. Le destinazioni previste, sono distribuite in modo da garantire la massima affluenza ai piani inferiori, mentre per contro ai piani superiori sono disposte le destinazioni con minori afflussi. Il volume presente una patiogalleria centrale, con le varie utilità disposte a raggiera. I collegamenti tra ai vari livelli, sono garantiti da un sistema di scale e ascensori-panoramici, disposti esattamente al centro della struttura. Più in dettaglio al pian terreno, si disporranno le attività a carattere commerciale, oltre che l’accesso alla grande sala auditorium e agli spazi ad essa funzionali o con finalità analoghe. A ridosso del muro sud, sono invece collocati gli spazi destinate a museo, allestimento ed esposizioni. Questi spazi godono di un grandi affacci sul parco e su uno spazio pavimentato pubblico. Il sistema consente una facile illuminazione naturale dell’interno. A piano primo e secondo, saranno disposti spazi quali biblioteca, uffici comunali e archivio. Sempre al primo piano, sopra il museo, si prevederanno gli spazi destinati a palestra e simili. La sala auditorium si caratterizza per la forma a settore circolare. Essa appare come elemento incastrato nel volume centrale. I posti a sedere sono disposti a raggera su gradoni, con il livello maggiore allineato al primo piano. Dal fondo della sala, ovvero dai posti più’elevati, sarà possibile uscire direttamente sul parco, grazie a un terrapieno declinante. In generale, le rotazioni dei volumi e gli allineamenti, rispondono ad un gioco geometrico finalizzato all’individuazione di particolari elementi, scorci e vedute dell’interno dell’area, tra questi il monumento al marinaio. Monumento al marinaio Il monumento al marinaio, visto il valore di “riparazione” che esso assume, deve acquisire una collocazione di particolare evidente, oppure, e così si è preferito, più raccolta e protesa alla memoria e alla “meditazione”. Esso sarà quindi collocato nel punto più lontano, al termie di un percorso, di selciato, a chiusura del parco fluviale. La presenza del monumento, si caratterizza principalmente per una sorta di silenziosa assenza, come appunto tutto ciò che fu inghiottito dalle profondità delle acque.Si tratta infatti di un bacino scavato direttamente a ridosso delle acque e con queste comunicante. Sarà disposto su gradoni e sul fondo sarà collocato, completamente immerso, un elemento di particolare significato. Questo elemento sarà opportunamente illuminato dal fondo della vasca. La presenza del monumento, sarà indicata e resa percepibile, da qualsiasi punto dell’area, grazie a due elementi verticali, assunti oramai a simbolo universale della tragedia e follia umana. [...]

con la gentile collaborazione dell'Associazione Familiari e Vittime della Strada e di SkyWeb Express

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