"EVEREST, ANTICHE TRACCE"

a cura di Massimo Bassoli e

Manuel Lugli

Spedizione alpinistica alla cima più alta della terra 8872 m, per il suo spigolo Nord, in Tibet, avvenuta nell'aprile del 1996.

I protagonisti:

"Ci fermammo, totalmente presi dallo stupore. La vista dell’Everest annullava ogni pensiero.

Dimenticammo i deserti rocciosi e la nostalgia di altre bellezze. Non facemmo domande né commenti, ma restammo semplicemente a guardare".

Così scriveva George Leigh Mallory il 25 giugno del 1921, all’ingresso della vallata di Rongbuk.

Mallory sarebbe scomparso per sempre, nel corso della terza spedizione Britannica del 1924, insieme ad Andrew Irvine.
Fu avvistato da Noel Odell oltre gli 8400 metri di quota, in marcia verso l’ultimo salto della cresta Nord-Est e gli 8848 metri della cima.
La vicenda é ancora avvolta nel grande mistero della grande montagna e della cordata scomparsa. Hanno raggiunto la cima?
Dai racconti lasciati da Mallory nasce il fascino che scatena l’inevitabile attrazione che ci spinge a ripercorrere i suoi passi, con la certezza che tutto ciò che apparirà ai nostri occhi sarà assorbito dalle nostre menti incastrandosi indelebilmente, e le fatiche fisiche saranno il cemento di tutte le nostre emozioni.

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