"TIEN SHAN 90 (il signore dei cieli)"

(due tempi da 25' ciascuno)

a cura di M. Bassoli:

Spedizione alpinistica in Kasakistan avvenuta nel luglio del 1990.

I protagonisti:

L’esperienza sportiva e umana vissuta in Kasakistan nell’ex Unione Sovietica, ai confini tra Asia Sovietica e Cina, nelle montagne del Tien Shan.

La scalata alle grandi vette, il Khan Tengri (il signore dei cieli) di 7010 m, e il Pik Pobedy di 7439 m; ricerche scientifiche ad alta quota in contatto con i popoli delle montagne, Kirghisi ed Uzbechi.

"Questa mattina a colazione, Victor, il nostro capo della base Russa e grande fotografo professionista, informato che nel gruppo di Italiani qualcuno aveva un anno in piu’, attraendo l’attenzione di tutti i presenti, mi augura buon compleanno a nome di tutto il campo base, offrendo una torta preparata sul posto, seguita da un omaggio da parte della squadra di alpinisti Sovietica, un paio di scatole di caviale, una spilletta ricordo ed una serie di cartoline di immagini scattate da lui in persona.

I miei compagni cantano happy birthday to you, e sono "31" a 4100 m., come in un sogno; intanto ricomincia a nevicare. Non so’ dire cio’ che provo, e’ talmente profondo, contradittorio sconvolgente.

Sono queste le cose che terrei a raccontare, oltre la fredda cronaca di una ennesima spedizione alpinistica.

Niente eroi, solo uomini, le montagne non si vincono, con la natura si puo’ solo pareggiare.

Sono in aereo e con lui il la mente vola, e’ tempo di bilanci; sto’ per tornare alla vita di tutti i giorni, ho dentro di me’ una nuova esperienza.

Non e’ la montagna la sola padrona dei miei pensieri, forse e’ la parte piu’ romantica, ma sono le persone, i miei compagni, i popoli che ho conosciuto, che mi mettono di fronte ad incredibili interrogativi.

Mi sento pieno, arricchito, triste e felice allo stesso tempo, la gioia e l’infelicita’ vanno sempre sottobraccio e si appoggiano l’una all’altra in un equilibrio precario, finche’ non si trova il modo di accettare questa condizione come un fatto indiscibile e naturale.

In montagna e’ cosi’, la fatica e il dolore sono il prezzo per raggiungere la vetta e la felicita’, poi c’e’ la discesa e di nuovo fatiche e paure, una volta giu’ di nuovo serenita’, soddisfazione e la voglia di ripartire....... di vivere".

Massimo Bassoli

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