UN ARTICOLO SERIO

 

A CURA DELLA REDAZIONE DI GLAMAZONIA


Sulla rivista Storia & Dossier n.120 dell'Ottobre 1997 (ed Giunti) è apparso un articolo infarcito di errori che ha subito fatto adirare i redattori di Glamazonia e tutti i lettori di fumetti a cui sia capitato di leggerlo. Ne abbiamo già parlato nel FORUM, ma qui vogliamo farne una accurata disamina, che è stata inviata anche alla redazione della suddetta rivista, per vedere se avranno il coraggio di pubblicare una rettifica sulle loro autorevoli pagine. Intanto ci hanno già inviato la loro risposta ufficiale, che potete trovare cliccando qui.
Pubblichiamo qui l'articolo integrale, nel quale troverete i link ipertestuali ai commenti.


SUPERMAN, SUPEREROE NAZIONAL POPOLARE

 

Nato negli anni trenta dalla fantasia di due ventenni amanti di fumetti e fantascienza, Superman ricopre da sempre il ruolo dell'eroe che lotta contro il male e l'ingiustizia. Durante la seconda guerra mondiale è "l'Eroe americano" che combatte il nazismo e il Giappone; nel dopoguerra difende l'America dalla "minaccia comunista". Cambiano i cattivi ma l'eroe e' sempre lì al servizio della patria.

 

Di Alessandro Formichella

 

Negli Stati Uniti il primo vero e proprio comics-book,(1) come si suol chiamare oggi il "giornalino" di fumetti, fu rappresentato dalla pubblicazione nel 1938 della rivista "Action Comics", all'interno della quale, assieme ad altri comics, faceva la sua apparizione Superman, il primo supereroe nella storia del fumetto. I suoi due autori, Jerry Siegel e Joe Shuster, assetati cultori di fantascienza trasferitisi nei primi anni trenta da Cleveland a New York, crearono il giornalista di Metropolis, dando forma, con molta probabilità, ai viaggi fantastici della propria adolescenza e ai desideri creativi della loro personalità e formazione culturale. Personaggio dalla doppia vita, dalla duplice identità (2) dapprima totalmente segreta e poi piano piano svelata, dotato di superpoteri derivanti dall'esposizione alla radiazione della kriptonite.(3) Superman comparve ufficialmente (4) nel 1933, ma soltanto cinque anni più tardi il fumetto si presentò al pubblico con una narrazione propria, (5) con un inizio e una fine compiuta per ogni comics-book e con una veste tipografica autonoma, differenziata dalle strisce che fino ad allora erano apparse sui quotidiani. Il fumetto, quello che oggi conosciamo nella forma più diffusa, si sviluppò infatti negli anni Venti negli Stati Uniti attraverso le strisce (6) "syndacate", giornaliere, che apparivano sui maggiori giornali: si trattava di vere e proprie strisce orizzontali, poste per lo più ai piedi delle pagine interne, sulle quali veniva avviata la narrazione del comics per poi proseguirla a puntate e concludere la storia del protagonista dopo una serie, più o meno lunga, di vicende. Superman fu, dunque, il personaggio che nel 1938 tenne a battesimo (7) il comics-book venendo pubblicato prima, in forma antologica, sulla rivista " Action Comics", e dopo, nel 1939, separatamente nel proprio book dal titolo inequivocabile di "Superman".

UN INTRECCIO Dl PIANI NARRATIVI SOLIDALE ALL'ATTUALITA AMERICANA

Il personaggio del supereroe non nacque casualmente, ma trovò ispirazione, nella fantasia di Siegel e Shuster, dal racconto di fantascienza Gladiator, firmato da Philip Wyle alcuni anni prima. In termini narrativi le vicende di Superman, l'uomo che nella vita normale fa il cronista al quotidiano "Daily Global" (8), un po' ombroso e un po' solare, che vive in una città a metà strada fra la scienza e la fantascienza, non ebbero mai un unico canovaccio. Le vicende del supereroe, in tutta la loro longevità delle diverse edizioni dal 1933 e poi dal 1938 (4), si sono sempre caratterizzate per l'estremo rapporto di attualità (9), di contingenza ai fatti e alla vita sociale americana, il che ha significato una mutazione considerevole, di volta in volta, dei campi d'azione, delle tematiche e degli scenari urbani e politici del comics. Fin dall'inizio Superman non fu un personaggio onnipotente (10): gli autori pensarono alla loro creatura dotandola di ampi poteri, ma non della vera e propria onnipotenza. Negli anni Trenta, il fumetto si presento al giovane lettore americano come un'estrapolazione della fantascienza, come una forma figurata di un racconto immaginario e di un mondo diverso, ma possibile. Questa caratteristica principale del comics definì le vicende di Superman come un "intreccio senza consumo", (11) secondo la definizione di Umberto Eco: ossia un intreccio illimitato di piani narrativi e di personaggi che hanno alimentato senza fine il comics, portandolo fino agli attuali cinquantanove anni di vita. Altra caratteristica importante sia del personaggio che dell' "intreccio" e stata – ed e ancora oggi – che, sciolta un'iniziale ambiguità sulle origini (12) di Superman, il lettore ha sempre saputo, al contrario dei coprotagonisti delle storie, che il supereroe era giunto dal pianeta Kripton, che la sua vera identità non era quella di un normale terrestre e che gli scopi delle sue imprese erano prevedibili. Questa forma e questo stile sceneggiato del fumetto ha avvicinato il comics a un altro grande mezzo di comunicazione di massa: il cinema. Definite queste caratteristiche tecniche del primo supereroe nella storia del fumetto, l'obiettivo si stringe sulle tematiche narrative e sulle sceneggiature di "Realpolitik" scritte talora per il comics. Fin dalle prime narrazioni, infatti, Superman si configurò come il personaggio estremo difensore della legalità, della lotta contro la criminalità e della vittoria dei "giusti" contro gli "ingiusti". Questi elementi costitutivi del personaggio portarono quasi immediatamente a definirlo come uno dei modelli fumettistici del "Nuovo Corso" della politica rooseveltiana. Difesa della legalità, dei "principi americani", della solidarietà, della proiezione positiva dello Stato sulle persone erano i temi centrali della tensione politica del New Deal che fecero parte anche di Superman e che gli attribuirono una certa idea di solarità tanto da rappresentarlo quale eroe del giorno, contrapposto al contemporaneo Batman, eroe della notte. Ma c'è da chiedersi se Superman fu davvero il fumetto-simbolo del New Deal. (12 bis) Certamente i temi trattati da Superman furono quelli che la società americana, e in particolar modo il progetto politico di ricrescita economica di Franklin D. Roosevelt, sollevarono come prioritari per il ripristino della potenza americana, ma è altresì vero che tutti i comics degli anni Trenta ebbero come base narrativa questi soggetti.

 

DALLE SPERANZE DEL NEW DEAL ALLA GUERRA CONTRO IL NAZISMO

Il ruolo ricoperto da Superman nel New Deal fu del resto molto simile a quello sostenuto da molti altri fumetti e, più in generale, da tutti i mezzi di comunicazione di massa statunitensi che in questo periodo si trovarono ad affrontare gli effetti della grave crisi interna ed estera, considerato il crac finanziario degli Usa prodotto tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta e le tensioni internazionali con l'avvicinarsi del secondo conflitto mondiale alla fine dello stesso decennio. Nel decennio compreso tra il 1930 e il 1940 i temi più accreditati e più valorizzati dal pubblico americano rimasero sempre gli stessi: la ricrescita economica e occupazionale, la difesa della legge, il patriottismo. Si trattava di temi affrontati un po' da tutti i comics che videro, in questi anni, una costante fusione della componente nazionalistica e di componenti "pulp-fiction". (13a) Il rapporto tra la figura di Superman e il New Deal non appare chiarissimo, o almeno non e sufficientemente suffragato per delineare il supereroe come l'unico modello fumettistico della politica rooseveltiana. Di certo, proprio per le sue intrinseche caratteristiche, e molto più chiaro il rapporto tra Superman, identificato come "l'eroe americano" salvatore del mondo, e il secondo conflitto mondiale, in cui gli Stati Uniti si mostravano palesemente come i difensori della libertà e del liberalismo contro l'Europa totalitaria e autarchica. In questo caso, tutta la serie di pubblicazioni di "Superman" comprese tra il 1940 e il 1943-1944, per la precisione tutte le pubblicazioni dalla numero 12 alla numero 27, si caratterizzarono per un taglio fortemente nazionalistico e antinazista, in cui Superman apparve senza mezzi termini come l'uomo della "guerra del bene" contro la "guerra del male". Basta vedere le copertine (13) delle pubblicazioni per comprendere il taglio che fu dato alla rivista: nella numero 12, pubblicata tra il 1939 e il 1940, e raffigurato Superman sul ponte di una nave assieme a un marine, con un esplicito riferimento alla sempre più ravvicinata entrata in guerra degli Stati Uniti contro il Giappone e l'Asse Berlino-Roma-Tokyo. Nella numero 18, quando l'entrata in guerra degli Stati Uniti era già avvenuta, Superman cavalca una bomba d'aereo cercando di dirottarla, nella caduta, dall'obiettivo di una citta. E' chiaro, anche in questo caso, il messaggio che veniva trasferito sul pubblico americano: gli Stati Uniti erano entrati in guerra per salvare il mondo dalle forze del male. Un messaggio rafforzato in una delle ultime copertine intorno al tema della guerra, la numero 23, pubblicata alla fine del 1943, dove Superman sovrastava Hiroito e Hitler nell'intenzione di imprigionarli. In tutti questi numeri della rivista il soggetto fu uno solo: la figura dei soldati americani protetti dal supereroe che combatteva contro le forze nazifasciste, che elaborava e portava a termine, sempre da vincente, azioni di controspionaggio e militari contro i nazisti. In questo modo il fumetto, e in particolar modo il comics di Superman, nei primi anni Quaranta svolse un ruolo determinante nel proporre il conflitto antinazista a un Paese e a un pubblico che non lo stava vivendo direttamente sul proprio territorio e che poteva conoscere le sorti e le ragioni del conflitto mondiale attraverso la lettura dei quotidiani, con la radio e il cinema e, per le giovani generazioni, con i comics. Non fu un caso che, proprio nei primi anni Quaranta, le stories di controspionaggio e di azioni militari anti-naziste di Superman divennero un noto e seguito serial radiofonico nazionale, segnando, tra l'altro, il passaggio del supereroe dall'uso di un mezzo di comunicazione di massa come il comics-book a un altro, ancor più diffuso e più eterogeneo del primo nell'età del pubblico, come l'emittente radiofonica.

 

VERSO LA GUERRA FREDDA: IL PATRIOTA SUPERMAN CONTRO Il COMUNISMO (14)

Anche negli anni a seguire, Superman continuò a presentarsi con la sua indole patriottica e di difensore della legalità. Conclusosi il secondo conflitto mondiale, rimpatriati i soldati che hanno salvato il mondo dal potere nazi-fascista, gli Stati Uniti si preparano a riacquistare la pace sperata con una nuova fioritura economica che porta gli americani a conoscere il televisore, gli elettrodomestici, l'automobile per tutti. Ma non tutti i nemici sono scomparsi: spazzati via il nazismo e il fascismo, emerge preoccupante il comunismo. Il sospetto che il comunista, oppressore delle libertà, si possa insinuare tra gli americani si diffonde dappertutto, grazie anche al Maccartismo. Come sempre, Superman si adegua alla contingenza e alla volontà del suo pubblico. Cosi, nei primi anni Cinquanta il supereroe e protagonista di nuove battaglie contro tutto ciò che insidia la nuova America, il suo potere e la sua vittoria. E' in questo clima che Superman fa un altro passaggio nell'uso dello strumento comunicativo. Nella prima e seconda meta degli anni Cinquanta, pur restando un comics-book che esce periodicamente in edicola, il supereroe entra nella casa degli americani attraverso un serial televisivo, messo in onda per ben sei anni, dal 1951 al 1957, con il titolo Le avventure di Superman. Superman diventa, cosi, un eroe, anzi un supereroe nazional-popolare che arriverà in Italia solo più tardi, negli anni Sessanta, (15) quando il boom economico avrà portato la penisola a essere una nuova colonia della cultura di massa americana e a lasciarsi andare a nuove, spensierate conoscenze e divertissement.

 

BIBLIOGRAFIA (16)

 

C. Moliterni, P. Mellot, M. Denni, Il fumetto. Cent'anni di avventura, Electa, Milano 1996; AA.VV., Un secolo di disegni, avventure, fantasia, Electa, Milano 1996; F, Fossati, Fumetto, Mondadori, Milano 1992,


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