SIRACUSA
Al ritorno dal mio viaggio in Emilia Romagna, dove
ho avuto la gioia di conoscere Debby, ho voluto fare un primo giretto nei
dintorni del mio posto di lavoro, nel centro storico della mia citta':
Siracusa. Il mio sguardo e' abbastanza critico, credo, e oltre le polemiche
si puo' dire che ci sono leggeri segnali di "comprensione" per coloro che
non usano le gambe per muoversi ma un mezzo con ruote, piu' o meno grande.
Devo ammettere di dover confermare che non e' facile ad un disabile l'accesso
ai luoghi di culto cattolico e questo per me e' stato un grande dolore.
A discolpa diro' che nella mia citta' quasi tutte le costruzioni risalgono
ad epoche antiche e quindi e' abbastanza complicato renderle accessibili
ai disabili, ma voglio sperare che nel futuro una possibilita' di ammirare
le stupende colonne doriche del Duomo verra' offerta a tutti senza discriminazioni.
In citta' ci sono comunque due o tre chiese di piu' recente costruzione
dove le barriere architettoniche non ci sono.
 |
Cominciamo con il Palazzo Vermexio: e' la sede
del Comune di Siracusa. L'accesso e' a livello della piazza Duomo, in un
cortile sormontato da un grande arco. Agli uffici disclocati su tre o quattro
piani, si accede con una comoda doppia rampa con ringhiera. |
 |
Per accedere all'Archivio del Comune
e' stato invece predisposto
un "ascensore" esterno per "saltare" gli scalini
|
 |
Uno scivolo
(purtroppo non sempre lasciato
libero dalle auto parcheggiate)
immette su un lungo
marciapiede in discesa
fino all'ingresso
della Bibblioteca Comunale
|
anch'essa di libero accesso per uno scivolo all'ingresso,
ma - e qui viene il bello - dopo aver ammirato
la larghezza e la notevolmente facile percorrenza della doppia rampa che
immette nei locali interni,
mi sono ritrovata a dover fotografare, come si
nota, un ascensore fermo, probabilmente mai collaudato, che il disabile
in teoria dovrebbe usare per accedere ai quattro piani su cui si estende
la nostra Bibblioteca.
Voglio
sperare che non durera' per sempre questa presa in giro del disabile che
dopo aver affrontato due rampe in discesa non puo' accedere all'ascensore
perche' e' fermo da sempre !Ecco come appare adesso l'ingresso alla bibblioteca,
dunque:
Ok, non si puo' andare in bibblioteca per ora,
allora forse potro' andare a fare un prelevamento Bancomat per comprare
qualche libro, visto che in prestito non li posso ancora avere: ma mi trovo
davanti un dilemma: come faro' ad arrivare allo sportello?
Anche la mia amica che e' alta solo un metro e
cinquanta ha serie difficolta' ad usarlo.. c'e' un alto scalino fra l'altro
molto stretto dove lei si arrampica e poi e' costretta a tenersi mentra
digita il codice segreto ... allora penso di entrare e salutare la mia
amica Ines che lavora qui, prelevero' all'interno... |
 |
|
ma anche qui e' tutto difficile!! Ben tre scalini,
di marmo, oltrettutto,...anche questo tentativo e' andato a vuoto ci sono
i telefoni per forutna... ma non ho ancora trovato una cabina telefonica
per avvertirla del mio arrivo.
In piazza ce ne sono due, ma neanche a dirlo non
sono accessibili se non c'e' qualcuno che compone per me il numero !!! |
Penso allora di andare a fare un giretto nell'attesa
che lei esca da quella "torre inaccessibile": ah! finalmente un Bar...
 |
ne ho girati tre o quattro qui intorno, nessuno
di loro aveva l'accesso libero per me. Ma ora sono arrivata al Caffe' Minerva:
qui trovo che qualcuno ha pensato anche a me.
E allora: complimenti al Caffe' Minerva !!!
|
 |
Sono proprio a due passi dal Duomo: e' una
antica costruzione si vedono alte e possenti colonne che appartenevano
al Tempio di Minerva, la dea della caccia. E' gia' bello fuori chissa'
come sara' all'interno... ma anche qui ci sono sbarramenti - e non siamo
in guerra!! - alti e tanti scalini vietano l'ingresso ai disabili che non
siano accompagnati come minimo da un ciclope... !
Pazienza!!
ma per sempre io dovro' aver pazienza e loro
continuare a vivere come se io non fossi mai nata?
|
|
|
...ma chi ha detto che i templi storici non
sono visitabili da tutti?
|
sono ancora in giro: vediamo qualche negozietto. ci
sara' qualcosa da portare in emilia romagna ai miei amici. Qui ci sono
molti piccoli negozi, l'architettura non e' molto "socievole", e anche
un cartello che sembra esssere di benvenuto puo' suonare come una ironia....
guardate un po' cosa ho trovato?
 |
Questo cartello bianco, non molto leggibile in
foto, dice testualmente: ENTRATA LIBERA e lo ripete in tre lingue oltre
l'italiano... mi verrebbe da dire: se avesse aggiunto uno scivolo e tolto
quel mobiletto che riduce la larghezza della porta avrebbe utilizzato senza
parlare la piu' internazionale delle lingue conosciute: l'amore! |
 |
Poche centinaia di metri piu' su ecco
il Museo di Palazzo Bellomo:
mi hanno detto che e' bello,
ma ci sono troppi scalini anche qui!
|
Continuando il mio giro in Ortigia, scopro che tutti
i locali hanno scalini, almeno uno generalmente due o tre.
|
Dopo la fonte Aretusa, meta di turisti che
anche io potro' ammirare, vorrei andare a godere del panorama prendendo
un gelato su uno splendido lungomare che incontro alla mia sinistra, ma
l'amministrazione comunale ha pensato bene di negarmene il diritto, perche'
e' meglio per i negozianti che non sia possibile l'accesso ai motorini
rumorosi ed e' anche comprensibile, ma io perche' non posso?
|
 |
 |
Continuo la mia discesa,
qui almeno e' tutto agevole.
Posso godere
anche qui di un bel panorama
|
 |
E posso scendere anche oltre,
infatti qui i gradini sono stati ridotti
per lasciar posto ad una comoda rampa
che permette anche a me di arrivare
all'ingresso dell'Acquarium.
|
|
|
Ed eccomi qui. Ho voluto mettere vicine
queste foto, quelle dell'ingresso e dell'uscita dall'Acquarium.
La cassiera cui ho chiesto notizie circa l'uscita
abbastanza difficoltosa
ha assicurato che "ai disabili e' concesso
di uscire dalla porta di ingresso"
|
Spero di poter continuare il mio giro fotografico
alla ricerca di cio' che e' stato fatto e di cio' che ancora puo' essere
messo in opera per far sentire accolti e amati tutti coloro che per esigenze
familiari o per diletto personale volessero visitare e vivere la nostra
stupenda citta'!
(C) 1996-97-98-99 Debra Pignatti