SCUOLE ED HANDICAP
"Le mie armi: carrozzina e computer" 
Debra Pignatti conduce una battaglia contro tutte le barriere architettoniche

Servizio di Viviana Bruschi

SAN FELICE (Modena) - «Vorrei... ma non posso. Vorrei volentieri ma... Perché il mondo è pieno di barriere architettoniche?» Debra Pignatti, 20 anni, frequenta la quarta classe dell'istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente «Spallanzani» di San Felice. Afflitta da tetraparesi spastica e costretta in carrozzella dalla nascita, ha trovato nel computer un valido alleato per comunicare con il mondo. Ora viaggia su Intemet con un grande progetto: denunciare le tantissime barriere architettoniche di Modena e d'Italia. Barriere scolastiche innanzitutto, ma pure dei piccoli e grandi centri urbani. Le hanno scritto persino dalla Svizzera, non solo per congratularsi, ma pure per dirle: «Non mollare, il progetto è grande». Debra coltiva da anni la speranza di poter accedere ovunque con la propria carrozzella, «la sua migliore amica». E' pungente la ragazzina, occhi vispi e caschetto, e non risparmia commenti sui politici dalle tante parole sull'handicap e dai pochi fatti. Il «siamo tutti uguali», insomma i grandi proclami di chi vorrebbe con parole buone eliminare la differenza tra handicap e non handicap, non funzionano, dice Debra, e poi chi ci crede. Nessun ente pubblico cui finora la studentessa ha inviato il progetto barriere, ha risposto in merito. Per fortuna più sensibili dei politici sono i ragazzi, tantissimi coetanei di Debra, sia portatori di handicap sia giovani normali, con i quali via Intemet è iniziata una stretta collaborazione sull'argomento barriere e pure una grande amicizia. «A scuola devo farmi aiutare perché il mio mezzo di locomozione non può fare miracoli - commenta la studentessa - e cosi' pure al cinema, nei negozi, al bar, all'ospedale, ai giardini e Figuriamoci poi in giro per l'Italia». «Vorrei, ma non posso» è il titolo della protesta in cyberspazio ed è divisa in diversi capitoli, tra cui quello relativo alla ricerca specifica in loco delle barriere, con tanto di documentazione fotografica. A questo primo grande «resoconto» delle tante difficoltà incontrate da chi non può far uso delle proprie gambe, seguirà un progetto ambizioso, «ma realizzabile», commenta la giovane, e cioé un censimento modenese e nazionale di tutte le barriere. Ora che Debra ha tante amicizie telematiche, non le sarà difficile andare a scovare, per esempio, cosa non funziona in una città del Nord, del centro, e del Sud. «La mia esperienza di vita - dice - mi ha insegnato che non bisogna mai arrendersi davanti ai problemi, ma anzi continuare a lottare per ottenere ciò che si vuole». . Debra, pensi che possa bastare l'intelligenza dell'uomo per sconfiggere ciò che lo differenzia dai suoi stessi simili, oppure è neceasario essere muniti di scalpello e martello per abbattere le barriere? «Magari bastasse la prima, ma ripeto non mi arrendo e lo faccio anche per chi verrà dopo di me e con i miei stessi problemi.». E le barriere umane, come sono, insormontabili «Sì, a volte sì, sul mio cammmino di vita trovo persone insensibili e poco disposte al dialogo, perché sono abituate a vivere d' immagine ed io non rappresento certo il Ioro specchio ideale». Cosa vorresti adesso? «Adesso? No, sempre vorrei avere qualcuno che mi dicesse "ti voglio bene", vorrei che mi accettasse come sono, vorrei che qualcuno mi stringesse forte forte nelle sue braccia; tutto questo mi farebbe sentire felice e importante».

Firmato Debra...

Cercatela in Intemet, sarà in grado di mostrarvi le barriere architettoniche di mezzo mondo.

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(C) 1996-97 Debra Pignatti