" Aiutatemi a denunciare tanti ostacoli ingiusti "
Barriere umilianti
Nella Bassa troppi
ostacoli ai disabili
Un
censimento di tutte le barriere architettoniche che impediscono ai disabili
di muoversi tra uffici pubblici, luoghi di culto, strutture di assistenza
della Bassa. E' la denuncia che in questi giorni migliaia di navigatori
di Internet hanno intercettato durante i loro viaggi. A redigere il documento,
corredato di inequivocabili fotografie, è stata una 20enne di San Felice.Afflitta
da tetraparesi spastica dalla nascita e costretta in carrozzella, ha trovato
col computer la strada per comunicare con il mondo. Alla pari. La sua denuncia
ha già fatto il giro d'Italia, le hanno scritto persino dalla Svizzera. Il
suo progetto è realizzare su Internet una grande ricerca, che denunci tutte
la barriere di Modena e d'Italia. Non solo della Bassa.
di Stefano Aurighi
San Felice- La sua è un'ironia che spiazza, uno schiaffo
morale a chi pensa di aver capito come gira il mondo:" Il miglior
mezzo di locomozione? E' la mia carrozzella, che è anche la mia migliore
amica". Debra Pignatti ha 20 anni, frequenta la quinta del professionale
per l' agricoltura e l'ambiente Spallanzani di San Felice. Vive su una
sedia a rotelle sin dalla nascita: tetraparesi spastica. Il suo handicap,
però non le ha mai impedito di coltivare la speranza di avere prima o poi
una vita di relazione normale ed è per questo che da alcuni anni- forte
del sostegno della famiglia, degli amici e di alcuni docenti- sta combattendo
una battaglia personale contro le barriere architettoniche nella Bassa.
L'incontro con Giovanni Faglioni ( uno dei " mostri sacri " dell'informatica
a livello nazionale che all'epoca dell'incontro con Debra prestava servizio
civile alla Croce Blu di San Felice ) è stato l'elemento che mancava a
Debra per dare forma alla propria protesta. Giovanni le ha insegnato l'uso
del computer, valorizzato a scuola, e, dopo alcuni mesi, ecco finalmente
il risultato: una ricerca sulle barriere architettoniche a San Felice,
Mirandola e Finale, documentata con decine di foto e corredata di testimonianze
di amici e docenti. Un lavoro immediatamente reso disponibile su Internet.
All' indirizzo www.comune.modena.it oppure http://www.arcanet.it/debra
si trova il link Vorrei, ma non posso..., che è il titolo di
quella che Debra, definisce " la protesta fantasiosa di chi non riesce
delle città italiane perchè vorrebbe... ma non può ". La " cyber-proposta
" è divisa in diversi capitoli. I più impoetanti sono le descrizioni
delle barriere architettoniche a Mirandola, Finale e San Felice, con foto
e commenti. Ci sono poi le testimonianze dei compagni di classe, degli
insegnanti... C'è poi la possibilità, a partire dalle pagine elettroniche
di Debra, di " navigare" verso gli altri siti nazionali ed internazionali
in cui viene dibattuto il problema. Debra, con il suo piccolo ma importante
esempio, ha portato sulla " piazza virtuale " di Internet i difetti
dei paesi della Bassa, senza però dimenticare alcuni esempi in cui i portatori
di handicap sono invece tutelati sul fronte dell'accesso alle strutture.
Un esempio, il suo, che presto potrebbero seguire tutti i portatori di
handicap. E Debra, che abita a San Felice in via Spinosa 4 (tel.0535/85168),
ha un grande progetto: un censimento modenese e nazionale di tutte le barriere
architettoniche che impediscono una vera eguaglianza. Aspetta foto, notizie,
suggerimenti sui " server " di Mirandola e del Comune di Modena.
Aiutiamola.
A
Mirandola inacessibili gli uffici per invalidi civili
Mirandola- " Mirandola è
più grande di San Felice e di Finale, pensavo fosse più preparata per facilitare
gli spostamenti dei disabili ". La delusione di Debra, proposta sulle
pagine di Internet, è evidente :" Mi sono accorta che anche qui esistono
molte barriere, ad esempio all'ingresso del Comune c'è una scalinata;
nel cinema ci sono gradini all'entrata e all'interno. Addirittura
gli uffici degli invalidi civili sono ospitati in un vecchio palazzo
molto artistico, ma con ampie scale. Sia la Posta che la biblioteca-
prosegue Debra- sia la banca più importante di Mirandola, sono
" naturalmente " provviste di gradini agli ingressi. La cosa
che mi è sembrata più comica è che la palestra di fisioterapia per
la riabilitazione dei bambini handicappati è al primo piano di un palazzo
senza ascensore". Non mancano le segnalazioni delle strutture che
invece favoriscono i portatori di handicap, come una cabina telefonica
attrezzata per i disabili e l'anagrafe cittadina. E i negozi? " Tutti
accessibili- conclude Debra - basta riuscire a superare i marciapiedi....".
San
Felice un disastro
San Felice- " Io vivo a
San Felice- scrive Debra nella ricerca sul sito del Comune di Modena e
del server di Mirandola- Per me non è facile andare in giro per il mio
paese perchè vivo su una sedia a rotelle. In Comune mancano gli
accessi per i disabili. Nello stesso stabile c'è un ascensore, ma funzionerà?
Per accedere all'Ufficio anagrafe bisogna superare tre gradini.
In banca ci sono le porte con apertura automatica, inaccessibili
alle persone come me. Quelle con aperture adeguate in cui potrei andare
sono provviste di alti gradini". Debra cita poi l'esempio della scala
della biblioteca ("molto stretta"). "Ho trovato un
edificio pubblico che non ha nessuna barriera architettonica: il teatro
comunale".
E
a Finale non si passa per andare alla fisioterapia
Finale- " Oggi sono andata a fare un bel giro a Finale. Per strada ci si muove agevolmente. Ma poi mi si presentano alcune barriere architettoniche: avevo pensato di andare a vedere un film al cinema, ma eccomi davanti a tre altissimi scalini". Davvero una sorpresa amara quella che Debra ha dovuto affrontare a Finale, ma non è l'unica. Al contrario, la lista dei disservizi è ancora lunga:"Avrei bisogno di un ciclo di terapie di fisioterapia presso i locali dell'Usl- prosegue Debra su Internet- ma anche qui ho trovato tante difficoltà perchè ci sono alcuni gradini e uno scivolo molto ripido. Inoltre c'è un marciapiede estremamente alto. Avevo voglia di andare a vedere una commedia a teatro, ma non posso perchè ho trovato degli ostacoli. Non ho trovato grandi barriere in banche e negozi, tuttavia esistono dei marciapiedi alti. Anche se io avessi una sedia a motore non riuscirei mai a salirvi o scendervi. La cosa paradossale- conclude- è che Finale è più grande di San Felice eppure ci sono meno barriere".
