La mia prima intervista.


Ciao Debra, mi chiamo Marina Leonardi e sono una giornalista di Modena Mattina-L'Unità. Ho saputo di te da Giovanni e da mio marito Enrico Guerzoni che è il responsabile dell'Informacittà al Comune di Modena. E' al suo indirizzo che ti chiedo di rispondere visto che al giornale non siamo collegati con Internet. Ho parlato ieri con tua madre e siamo rimaste d'accordo che ti avrei scritto le domande questa mattina (è la mia prima intervista su Internet...) ti chiedo il grosso favore di rispondermi entro qualche ora perchè mi piacerebbe scrivere l'articolo oggi pomeriggio perchè esca domani (se non ce la fai non ti preoccupare). Allora ecco le domande:

Prima di conoscere Giova sapevi cosa fosse Internet?

-No e devo dire che devo tutto questo a Giova che mi ha fatto entrare in un mondo diverso, dove anch'io portatrice di handicap dietro allo schermo sono uguale agli altri.

Cosa hanno detto i tuoi genitori quando hai proposto loro l'idea di acquistare un computer?

-All'eta' di circa 8 anni ho cominiciato a trafficare con un piccolo compiuter (Commodor VIC.20) che mi serviva a scrivere e a giocare con programmi molto semplici usando due sensori collegati alla tastiera,infatti il mio handicap mi impedisce tuttora di usare la normale tastiera, ma devo usare sensori con programmi a scansione. Poi mi hanno regalato un compiuter piu' grande (Olivetti M.24) con il quale usavo dei programmi a scansione piu' sofisticati, uno di questi era stato ideato, per me , da Giova. Preciso che nonostante Giova avesse finito il servizio di obbiezione continuava e continua a venirmi a trovare, e fu proprio lui a capire che con un compiuter piu' veloce e piu' capiente di memoria, avrei potuto gestire programmi piu' completi;cosi' mia madre insieme all'USL mi cercarono programmi a scansione piu' elaborati e contemporaneamente mia madre cerco' i fondi per l'acquisto del compiuter.

Cos'è per te ora il computer, come ti aiuta nel comunicare?

-Trovati i fondi e il programma ho cominciato veramente a scrivere e a comunicare specialmente tramite Internet.

Come ti è venuta in mente l'idea di realizzare il progetto barriere?

-Il mio progetto barriere e' nato studiando le leggi che dovrebbero tutelare i portatori d'handicap e cosi' mi sono detta: -Le leggi ci sono perche' non vengono applicate? Come si possono denunciare queste mancanze?-. Insieme alla mia prof. abbiamo pensato che Internet poteva essere il mezzo piu' veloce per diffondere queste mancanze e cosi' abbiamo cominciato a girare, fotografare il mio paese e i paesi vicini.

Hai intenzione di proporre altri progetti su Mo-Net?

-Per il momento non ho intenzione di proporre altri progetti, ma la mia speranza e' che il progetto barriere venga seguito da altre persone che non hanno ancora avuto il coraggio di denunciare queste cose. Spero che il mio progetto dia la volonta' di farlo. Da parte mia do' la mia massima collaborazione a chiunque voglia inviarmi materiale per ampliare questo progetto e ringrazio anche te perche' questa intervista e' senz'altro una forma di pubblicita' per il mio lavoro.

Ecco questo è tutto. Ti ringrazio e buon lavoro. Marina

-Ciao Debra.

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