Un volto, una storia
A 20 anni, su una carozzella, lotta contro le barriere grazie a Internet
Debby, la cybernauta
di ENZA POLTRONIERI
Snoopy sfreccia nel cyberspazio su una carrozzella con le ali.
Quella di Debra le ali non le ha ancora, la sua intelligenza sì.
Ed è con quella che Debra immagina un mondo più giusto, "un
mondo dove le carrozzine possono entrare dappertutto e velocemente, cioè
spiega il significato del biglietto di presentazione del suo progetto:
Vorrei, ma non posso. "Vorrei avere i diritti degli altri, ma per
colpa dello Stato o almeno della burograzia, questi dirirtti non appartengono
a noi disabili".
A parlare è Debra Pignatti, una ragazza ventenne di S.Felice
sul Panaro colpita da tetraparesi spastica alla nascita. Debby adora
gli animali, ama la musica, le piace stare in compagnia e corrispondere
in Internet, frequenta il 4 anno di un istituto professionale agrario anche
se non proprio per passione. "La scelta è stata operata
più dall'Usl che da me personalmente. Al momento di decidere
la scuola da frequentare non mi è stata data molta scelta a causa
di presidi
con mente ottusa, trasporti non semplici da effettuarè e integrazioni
che sono tuttora molto lontane da essere perfette o almeno umane."
I problemi non si fermano certo qui per chi anche recarsi al cinema o a
fare shopping è una vera impresa, un percorso pieno di ostacoli.
Ma Debra non è tipo che si arrende. Studiando le leggi che
tutelano i portatori di handicap si è accorta che molte non vengono
applicate, come quella sull'abbattimento delle barriere architettoniche
e si è chiesta che cosa poteva fare lei.
E' così nato il Progetto Barriere "la protesta civile e fantasiosa
di chi non riesce a fruire delle città italiane perché "vorrebbe".....,
ma non può. Una lotta per tutti quelli che si devono spostare
su una carrozzella, ma anche per tutte le persone civili che credono e
desiderano una città a misura di "tutti" gli uomini.
Le armi di cui Debra dispone sono degne del XX secolo: un computer, uno
scanner e un collegamento a Internet. Con l'educatrice assistenziale
e con Katia, l'ex- insegnante di sostegno,Debby ha iniziato ad andare in
giro per il suo paese e per quelli vicini fotografando le barriere architettoniche
che le impediscono di muoversi liberamente. Il materiale raccolto
è stato poi inserito in Internet in modo da essere fruibile dal
più ampio numero possibile di persone. "L'idea è
stata accolta con molto entusiasmo da parte dai miei familiari e devo dire
che mi aiutano tutti. Karen, mia sorella di 16 anni mi impagina i
testi che scrivo, perché io uso un programma DOS che non mi permette
di gestire Netscape. La mamma mi da' consigli e mi incoraggia a continuare.
Mio padre lavora tantissimo per permettermi di usare Internet (la Telecom
non fa sconti a nessuno e rimanere collegati in rete costa)." E grazie
alla collaborazione di tutta la famiglia ora Debra ha un sito ricco di
informazioni e foto, con rimandi ad altri siti sull'argomento. Il
progetto prevede il censimento delle barriere architettoniche del modenese
e dell'intero territorio nazionale, un traguardo ambizioso che richiede
il contributo di tutti. Per partecipare basta andare in giro armati
di macchina fotografica e immortalare le strutture 'colpevoli'. Debra
inserirà poi il materiale in Internet. E tu Debby come
ti senti al centro di questa rete? "Per me è un'esperienza
bellissima, perché spero di poter essere utile a qualcuno e perché
mi ha permesso di farmi nuovi amici. Ti devo confessare una cosa:
il fatto che milioni di persone visitare il mio sito e vedermi in foto
mi fa sentire un po' importante, anche perche' e' la prima volta che realizzo
una cosa da sola." Nella rete cibernetica per ora sono finiti i comuni
di S. Felice sul Panaro, Mirandola, Finale Emilia e S. Possidonio.
Di tutti vengono denunciate le evidenti inadempienze
alla legge 104/92: uffici comunali irraggiungibili con la sedia a rotelle,
farmacie off limits, cinema e negozi proibiti per gli alti marciapiedi,
gradini ovunque, porte troppo strette... E la risposta degli interpellati?
"Se ne fregano altamente", ci dice Debra. Nulla si è
mosso, nessuna barriera è caduta. Forse che qualche
comune non sia ancora collegato a Internet o abbia scambiato il sito Vorrei
ma non posso per un itinerario turistico?
(C) 1996-97 Debra Pignatti