Quando l'handicap va su Internet
L'impegno contro pregiudizi e barriere architettoniche passano sulla rete
di Angelo Di Silvio![]()
Internet, maledettamente lnternet, sempre più lnternet. Sono milioni gli italiani che lavorano, si parlano, fanno acquisti, stipulano contratti, acquistano calzini e magliette, libri e bottiglie di vino e giocano in Borsa.
Qualcuno l'ha definito "una giungla per cuori solitari". Qualcun altro non l'ha neppure definita.A noi venuta la curiosità di verificare la connessione il legame che esiste tra Internet e il mondo dell'handicap.
Abbiamo trovato le storie di quattro persone che lavorano con Internet,che grazie alla rete hanno avuto modo di denunciare la presenza selvaggia delle barriere architettoniche,ma anche di aiutare le persone nella stessa condizione.E sono venuti fuori questi racconti.
Onofrio Casimirri,poliomelitico,ex docente,ha organizzato corsi di informaticaIl prof che insegna a navigare "I disabili? Sono le persone piu' abili che conosco"
Onofrio Casimirri ha 53 anni e gira per Modena su una vecchia Volvo
grigia metalizzata, ereditata da uno zio. E un insegnante di educazione
tecnica in pensione, ha la passione per la pesca subacquea e per la Grecia
- nata dopo aver conosciuto sua moglie che e' greca - ed e' un grande conoscitore
dei segreti dell'informatica. Ma soprattutto un disabile: la
poliomelite lo colpi' quando aveva un anno e mezzo procurandogli danni
permanenti alla gamba sinistra.
Onofrio e' iscritto all'Aniep (Associazione nazionale invalidi per
esiti di poliomelite) e da due anni partecipa alle attività
facendo il volontario nella sezione modenese di via Cavour. Si e'
offerto di mettere le sue conoscenze informatiche a disposizione degli
associati spiegando l'importanza di saper usare un computer e d'essere
autonomi - per chi non lo nella vita - almeno nel lavoro. Il
suo e' stato un lavoro paziente e costante che gli ha consentito di vincere
le iniziali diffidenze dei ragazzi. Ha chiarito loro quanta vita
c'e' in un computer. Sono nati così i corsi d'informatica
dell'Aniep e d'improvviso parole come provider, modem, internet e-mail
sono diventate di dominio pubblico per i ragazzi di via Cavour.
"Ho avuto la conferma di essere riuscito a trasmettere
loro l'entusiasmo, la voglia di raggiungere una maggiore autonomia,
di essere più indipendenti e capaci di aiutare gli altri",
racconta con entusiasmo Onofrio.E' la dimostrazione del buon lavoro
che ha fatto sta negli sguardi di timidariconoscenza che gli rivolgono
i ragazzi disabili a cui ha insegnato trucchi e segreti di Internet,i "piu'
abili che conosco" si schermisce.C'e' chi segue corsi di computer per la
gestine fiscale o per trovare lavoro,chi da casa sua sovraintende alle
attivita' di un gruppo sportivo,chi piu' semplicemente ha allcciato nuove
amicizie."Sono contento per loro"sussurra Onofrio.Poi risale sulla sua
vecchia Volvo e se ne va.
Nell'ambito di questa inchiesta ci sembrato doveroso fornire gli
indirizzi telematici di alcune, tra associazioni e organizzazioni di volontariato
che operano nel settore.Innanzitutto vi segnaliamo i siti ospitati dal
comune di Modena, a disposizione dei disabili.
E' opportuno digitare l'indi rizzo
www. comune.modena.
it/associazioni e poi orientarsi a seconda delle preferenze.
Nel caso del'Aniep e' possibile digitare l'indirizzo www.
comune. modena. it/associazioni/Aniep
Un altro sito che offre un servizio molto interessante per i disabili
e' sicuramente quello curato dalla Uildm, (Unione italiana per la lotta
alla distrofia muscolare ) www.Uildm.org.
Il
merito di questo sito web sta nel suo continuo aggiornamento e nella numerosa
serie di servizi che mette e a disposizione dei suoi iscritti (dalla gest
ione della posta elettronica all'aggiornamento della normativa relativa
all'handicap).
UAniep (l'Associazione nazionale invalidi per esiti di poliomelite).
Nata nel 1959 presente a Modena nella sede di via Cavour 27.
Negli anni Sessanta l'Aniep ha organizzato anche delle vere e proprie
lezioni scolastiche per iniziativa dell'allora presidente Nunzio Obici.
Agli studenti disabili venivano impartite lezioni di primo e secondo
grado grazie all'iniziativa di insegnanti impegnati nel volontariato.
La scuola era diretta da Bruno Santi, figura di spicco dell'associazione,
tutt'ora impegnato in via Cavour.
Nel 1996 parte ilcorso per l'apprendimento di base e l'utilizzo dei
personal computer che si svolge nei locali della stessa associazione.
Con i contributi di alcuni Enti Iocali,viene offerta la possibilità
di un acquisto minimo di strumento informatico che consente l'informatizzazione
delle operazioni di ufficio.
Parte il progetto denominato "una finestra sul mondo", aperto ai soci.
lnteso come ad aprire un più ampio orizzonte all'autosufficienza
ed integrazione sociale.
La storia di Debra Pignatti,affetta da tetraparesi spastica autrice di "Progetto barriere"
<<Le mie denunce le spedisco sulla rete>>
La storia di Debra Pignatti, ventiduenne di S. Felice sul Panaro colpita
da tetraparesi spastica alla nascita, prende la svolta tra il '96 e il
'97. La ragazza, sguardo vivo e tanti interessi da coltivare, manda
in rete la prima cyber protesta: un dossier, intitolato "Progetto barriere",
in cui venivano
elencate
le prove di tutte le barriere architettoniche esistenti a Modena e Provincia.
Ha fotografato uffici postali inaccessibili, denunciato la mancanza di
pedane o scivoli nelle banche, nelle scuole mettendosi in contatto con
tanti altri disabili (e non) che col passar dei tempo sono diventati suoi
collaboratori. Fu la protesta -scrive Debra -<<di chi non riesce
a fruire delle città italiane perché "vorrebbe" ... ma non
puo'>>
Quando hai cominciato ad usare lntemet?
Ho cominciato ad usare internet circa 5 anni fa, grazie ad un mio amico
che mi ha sempre aiutato
nell'uso dei personal computer.
Come ti venuta l'idea di affidare le tue denunce all "rete"?
La rete era ed per me che vivo su una sedia a rotelle il modo
più veloce per raggungere tanti posti in un momento,
sai non e'semplice muoversi con quattro ruote.
Quante persone hai conosciuto fino ad ora navigando su lnternet
che ti hanno risposto sottoponendoti le loro battaglie contro le barriere
architettoniche?
Ho conosciuto parecchia gente, alcuni di questi mi hanno aiutato ad
ampliare il mio progetto sulle barriere architettoniche (http. www. arcanet
it/debra), collaborando sempre solo in rete, alcuni altri li ho anche incontrati
personalmente ed in alcuni casi nata e' anche un'amicizia che ci
tiene tutt'ora in contatto.
Devo dire però che l'aiuto maggiore, nel mio progetto, l'ho
avuto più da persone cosiddette "normali" che da disabili e non
capisco il perché.
Che cosa rappresenta per te lnternet?
Per me lnternet, rappresenta un modo di essere uguale agli altri, un
modo per comunicare con gente nuova, un modo di fare amicizia.
Un filosofo americano ha definito lnternet<< un male necessario,
una sorta di immondezzaio, ma anche la migliore invenzione dei secolo>>.
Che cosa ne pensi?
Penso che abbia ragione in tutti e due i casi, certamente e' un mondo
meraviglioso pieno di tante cose positive ma come tutte le cose ha anche
i lati negativi, mi spiego meglio: e' come entrare in sala affollata,
tanta gente, tanti modi di vedere le cose, tante idee, tanti gusti.
Serena Gnudi, detta Tremenda racconta le sue amicizie in rete
Internet mi fa sentire utile
I suoi amici la chiamano "Tremenda" perche' dice Serena Gnudi,
trentadue anni, disabile motoria da quando aveva un anno di vita - <<quando
mi metto in testa una cosa la porto a termine. Costi quel che costi>>.
Serena ha frequentato un corso di informatica organizzato dall'Aniep,
imparando ad usare il computer dalla stanza di casa sua.
Ha imparato a "smanettare" sulla tastiera e a utilizzare computer,
modem, fax e scanner:<< e' un modo per sentirmi utile e per essere
d'aiutoagli altri e a me stessa>>.
Utilizzare
lnternet stato anche il modo di conoscere tante persone nuove e di
stringere nuove amicizie.
Di recente Serena e' riuscita ad aiutare un amico disabile che avrebbe
corso il rischio di rimanere senza alloggio durante le vacanze di
Pasqua a causa della chiusura della comunità di riabilitazione dove
vive il ragazzo.
Si e' scaricata da lnternet tutte le associazioni di volontariato che
operano in Emilia Romagna..Venti pagine zeppe di indirizzi e numeri telefonici
che Serena ha contattato per posta elettronica fino a quando e' riuscita
a garantirsi l'interessamento e quindi l'assistenza, di una cooperativa
sociale.
La storia di Serena e' un esempio di straordinaria cocciutagine ma
anche il modo di mettere a frutto le conoscenze informatiche acquisite
nei corsi frequentati.Adesso,grazie ai suoi sforzi, il suo amico verra'
ospitato e trascorrerà una Pasqua piu' tranquilla.
Marco Pellacani ha fondato un'associazione
di artisti disabili
Io, poeta con le stampelle
A. A. A. poeti disabiliI i cercasi, rivolgersi associazione Poha - ospitato
nell'indirizzo telematico di Debra Pignatti e al suo ideatore Marco Pellacani,
31 anni, sposato e padre di una bambina.
<<Quando mi venuta l'idea di cercare altri poeti, mi sono
messo su lnternet. Ma non e' stato cosi facile perché
in molti mi hanno criticato dicendomi che cosi finivo per creare un ghetto>>.
Marco spera che il suo progetto possa espandersi e gli piacerebbe pubblicare
delle poesie che ha scritto. <<Purtroppo non facile contattare
le altre persone. Forse questo e' il difetto principale di internet:tu
parli con delle persone, scambi opinioni, ma rischi di non conoscerle mai>>.
Una stanza per il mondo
Nella foto accanto
Marco Pellacani nella sua stanza.
Da qui si connette con tutto il mondo.
<<Mi hanno criticato per la mia associazione
di poeti disabili,ma nessuno dice niente
sulla pornografia imperante>>