[...] Al momento della nascita ho avuto un'asfissia, ma i medici non hanno avvisato i miei che avrei potuto avere dei problemi e che ero un bambino a rischio. Mia madre ha rotto le scatole a tutti i medici di Latina e di Roma, ma tutti dicevano che ero un bambino pigro, ed era per questo che a sei, sette mesi ancora non stavo seduto...il resto è venuto poi. Devo dire che ho
avuto una mamma speciale.Grazie a lei ho iniziato a leggere le prime paroline a tre anni; sono andato in asilo statale.Prima di frequentare la prima elementare mia madre e' andata a parlare con la direttrice.Sono stato inserito in una classe con un'altra ragazzina insufficiente mentale e con due maestre.Uno sfacelo! Quelle due maestre mi hanno fatto sentire per la prima volta handicappato;dopo qualche mese di scuola non volevo piu' leggere e scrivere (con la macchina da scrivere elettrica).In seconda elementare mia madre non ha piu' voluto che io stessi con quelle insegnanti.Me ne e' capitata una a cui devo proprio tutto, per me meriterebbe la medaglia al valore.Mia madre non ha voluto per me l'insegnante di sostegno; sono stato fra i piu' bravi della classe.Nel frattempo la mia vita era quella di un bambino normale, anzi.La mia casa era diventata un centro per bambini.Devo dire che gli ultimi due anni delle elementari la mia famiglia si era trasferita in un paese vicino Latina e mia madre non ha voluto che cambiassi insegnante, cosi' io e lei siamo stati pendolari, ma mai avrei voluto lasciare la mia super maestra.Le medie le ho frequentate a Sezze. Mia madre, sempre lei, prima dell'inizio delle scuole e' andata a parlare con il Preside. A Sezze il Comune metteva a disposizione un assistente fisico per ogni ragazzo disabile e quando il mio era assente c'era la mia mamma dai guantoni di ferro. Anche alle medie sono stato fra i piu' bravi. Agli esami di terza media il presidente della commissione,vedendo mia madre un po' preoccupata che aspettava, le ha proposto di farmi fare quella specie di esame che fanno fare ai ragazzi insufficienti mentali.Mia madre l'ha squadrato per bene e gli ha risposto che se io avevo seguito normalmente le lezioni, ero stato normalmente interrogato, normalmente dovevo fare l'esame. Il tizio le ha chiesto scusa.Ah, anche la terza media l'ho fatta da pendolare, perche' nel frattempo i miei genitori si erano separati e noi eravamo tornati a Latina. Nell'anno scolastico 1983-84 mi sono iscritto al Liceo Scientifico. Questo lo devo alla mia Preside, donna forte e coraggiosa che ha accettato la sfida che io rappresentavo; allora non c'era ancora la legge sull'inserimento dei disabili alle superiori e io
non scrivevo a mano, non parlavo bene, non camminavo da solo..Anche qui e' dovuta intervenire mia madre, infatti molti professori le hanno voluto parlare, tutti insieme, cosi' lei si e' ritrovata in una specie di tribunale, a volte come accusata. Qualcuno di loro, un prete che per fortuna andava subito in pensione, in pratica le ha detto che erano i genitori a
voler sforzare quel povero figlio a studiare in un liceo cosi' pesante, un'altro l'ha informata che lo stato erogava una pensione ed un assegno d'accompagnamento (!). Va beh, visto il carattere di mia madre, si stava innervosendo e aveva cominciato a rispondere in modo sferzante, ma una insegnante ha ribaltato tutto e ha detto che invece di fare un processo ad un genitore, il processo se lo dovevano fare loro perche' non si erano mai aggiornati. Comunque io al Liceo ci sono andato.Il problema dell'assistente fisico l'abbiamo risolto con una ragazza universitaria che pagava la mia famiglia, ma spesso, quando stava male o doveva fare degli esami, al banco con me c'era mia madre.Ho avuto una brutta esperienza il primo anno con la professoressa di italiano che proprio non mi mandava giu'. Mi ha interrogato dopo due mesi di scuola,senza avermi mai fatto parlare prima, nell'ora di buco e facendo la pia donna.Gli altri insegnanti mi hanno sempre trattato come tutti gli altri, anzi..la professoressa di latino mi faceva poche domande, ma tutti i giorni.Il secondo anno la pia donna ha cambiato scuola e per me e' stato tutto molto piu' semplice. Durante il secondo anno la Preside aveva fatto presente al Provveditorato la mia esistenza, la presenza dell'assistente e voleva mettere a posto tutto prima degli esami del quinto, ma, non avendo ricevuto nessuna risposta, si e' rivolta direttamente al Ministero. Durante il terzo anno e' venuto un ispettore del Ministero, abbiamo fatto una bella chiaccherata in sala Professori con la mia assistente e la prof di inglese(materia nella quale non e' che eccellessi) e quando mi e' stato chiesto quale fosse la materia che mi piaceva di meno, mi sono messo a ridere ed ho detto: proprio inglese!C'e' stata una risata generale. Anche durante gli anni di liceo sono stato fra i migliori, ma devo riconoscere che molto merito ce l'ha avuto ancora una volta mia madre, che con santa pazienza faceva i compiti con me.Mi sono reso un po' indipendente in quinto, anche perche' cominciava a farmi pena la mia sorellina che sicuramente non ha avuto la madre come ce l'ho avuta io.Ho preso la
maturita' nell' 89. Per quanto riguarda l'Universita', il mio pallino e' sempre stato l'informatica, Io pensavo a Pisa, ma quell'anno fu istituita la facolta' a Roma a numero chiuso:250 posti. Questa volta si e' mosso mio padre. E' andato dal Preside della Facolta', gli ha esposto il caso, ha parlato col Rettore. Insomma volete sapere come ho superato i quiz? Io ero accompagnato da un mio amico che mi capiva e lui riferiva le mie risposte alla segretaria del Rettore che scriveva!! Il giorno che sono andato con mia madre a Roma per vedere i risultati, me la stavo facendo sotto (scusate) perche' mio padre mi aveva detto che se non fossi stato fra i 250 mi sarei dovuto iscrivere a matematica. Mia madre, che e' tosta, non so se l'avete capito, mi ha rassicurato dicendo che al limite avremmo preparato subito la valigia per Pisa. Fortunatamente non ce ne e' stato bisogno:ero arrivato 81esimo. Durante le lezioni mi prendevano gli appunti gli obiettori, ma ce ne stavano certi...La mia santa mamma e' riuscita a prendermi degli appunti da favola! Chiaramente avevamo dovuto affittare una casa ammobiliata a Roma e tornavamo a casa il venerdi' sera. Per gli esami hanno adottato il sistema delle risposte multiple, ma ogni volta bisognava andare dai professori, avvertirli, ecc. La professoressa di calcolo delle probabilita' mi ha detto chiaramente:con questo sistema i trenta te li sogni!. In effetti sono riuscito a prenderli solo al quarto anno, quando ormai mi conoscevano. C'e' stata la professoressa di Algebra al primo anno che, neanche rivolgendosi a me, che stavo scherzando con l'obiettore, ma a mia madre,  le ha detto : le offro diciannove, sa... in quelle condizioni...Mia madre le ha risposto che l'esame l'avevo fatto io e che avrebbe dovuto dirlo a me e non a lei. Io non avevo sentito nulla, mi ero preparato benissimo, pero' volevo finire presto e la mia teoria era quella di prendermi qualsiasi voto.Quando poi mia madre mi ha riferito le parole della signora professoressa non so che avrei fatto per tornare indietro.Mia madre mi ha detto che se avessi detto una bella parolaccia, l'avrebbe tradotta all'istante, se mai non l'avesse capita da sola.C'e' stato un professore che mi ha preparato un esame con trenta argomenti di cinque domande ciascuno, un'altra che pur avendo risposto bene a tutto mi ha dato 26, forse per le mie condizioni anche lei; un altro ha chiesto a mia madre se sapevo leggere;l'assistente, per fortuna si e' messo a ridere e anche lei. La firma sugli statini la metteva mia madre: per conto di...la madre...Sono stato tra i primi a sbiennare, tra i primi a laurearmi. Ormai sono quasi tre anni...e il lavoro? Quasi quasi mi sono pentito di aver studiato tanto,potevo fare come tanti amici miei che ancora si godono la bella vita da studente fuori sede a Roma. La mia conclusione e' che, a parte le mie capacita', se non avessi avuto una madre come la mia e i soldi di mio padre, forse forse non sarei riuscito a laurearmi.
 
Junior Silvestro Pomenti
 
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(C) 1996-97-98 Debra Pignatti