La valigetta del lettore gourmand
di Rino Pensato
ottobre 2006

 

Mentre un gastrosofo sistema la questione, un picaro "senza principi" irrompe nell'alta ristorazione
> Massimo Donà. Filosofia del vino. Bompiani, 2004
> Anthony Bourdain. Kitchen confidential. Feltrinelli, 2000

lllCosa c’è in comune tra un’indagine a dir poco originale sul rapporto tra filosofia occidentale e vino e un romanzo autobiografico dello chef più "rock" della scena gastronomica internazionale? In breve, tra Filosofia del vino, di Massimo Donà e Kitchen Confidential, di Anthony Bourdain? Niente che io riesca a riassumere qui. Talmente, in apparenza, diversi sono i punti di vista, le prospettive dei due libri e i loro autori, un professore di filosofia e un cuoco avventuroso e avventuriero nel senso proprio dei termini, che è anche difficile immaginare un lettore o uno studioso interessato a entrambi i libri. Eppure, ne sono convinto, la lettura dell’uno (Donà) riesce in qualche (misterioso) modo a illuminare e dare un senso e a dotare di una "ragione filosofica" l'avventura, l'esperienza gastronomlllico-esistenziale dell’altro (Bourdain). D'altro canto il racconto del percorso esistenziale del cuoco franco-americano (dagli anni di "sesso, droga e alta cucina" al successo internazionale dello chef e della sua brasserie di Manhattan prima, dei suoi libri dopo) fornirebbe, ne siamo certi, ulteriori spunti di riflessione allo "sguardo bagnato dal vino" di Massimo Donà, che esclude dalla sua trattazione del tutto i filosofi americani e, cosa abbastanza sorprendente, in particolare il pragmatismo americano. A noi personalmente il divertentissimo e fortemente "alcolico" racconto di Bourdain ha fatto tornare alla memoria (dai tempi remoti dell’Università?) una frase di Charles S. Peirce: "La verità di una concezione poggia esclusivamente sulle sue relazioni con la condotta della vita". Tutto Kitchen confidential sembra voler convalidare l’enunciato del grande filosofo e semiologo statunitense, al quale viene dai critici riconosciuto, se non altro, uno "stile eccentrico e spesso di tono ironico", cosa insolita tra i filosofi, non certo tra i cuochi, specie se si chiamano Anthony Bourdain.