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LO ZAFFERANO |
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Ebbene sì, sono di origine orientale, ma sono stato subito adottato dalle cucine mediterranee. Provengo da un tenero e gracile fiore che all’interno racchiude 3 piccoli tesori. Sì, sono molto prezioso, perché occorrono circa 200.000 stimmi e 500 ore di manodopera per ottenere 1 Kg di zafferano: ecco perché ho il colore dell’oro… perché costo come l’oro! Già i Fenici, gli Egiziani, i Greci, i Romani mi apprezzavano molto e sapevano già come ingannare mescolandomi ad altre spezie di colore giallo, molto più economiche. Inoltre, so essere, all’occorrenza, un colorante, un condimento, un medicinale, un profumo. |
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Carta d'identità Nome: Crocus sativus Cognome: famiglia delle Iridacee Luogo di nascita: Asia Minore e Medio Oriente Età: almeno 4.000 anni Residenza: viene coltivato nel bacino del Mediterraneo, soprattutto in Spagna, Grecia e Italia (in Abruzzo e Sardegna). Professione: è una spezia ricercata, usata come ingrediente in molti piatti; colora, insaporisce e aromatizza soprattutto zuppe, risotti e pesce. Caratteristiche botaniche: il Crocus sativus è una pianta erbacea che cresce in zone collinari calde e ventilate. Ha un fiore color violetto che fiorisce solo per 2 settimane in autunno. I fiori devono essere raccolti manualmente all’alba prima che il calice si apra; ogni fiore contiene solo 3 stimmi gialli che danno lo zafferano. |
Segni particolari: oltre a conferire un aroma penetrante e colore ai cibi, lo zafferano contiene vitamine e sostanze antiossidanti che danno il caratteristico colore giallo. Stimola l’appetito e favorisce la digestione Curiosando si scopre che: la parola zafferano in arabo significa “giallo”. Noto fin dall’antichità, gli Egiziani lo usavano per tingere i tessuti, per produrre profumi e in cucina. I Romani lo usavano per ricoprire le strade creando un tappeto dorato per il passaggio di principi e imperatori. In Europa fu introdotto dagli Arabi. Una leggenda racconta che per sbaglio, mentre stavano colorando di giallo le vetrate del Duomo di Milano, cadde un po’ di zafferano nella pentola dove stava cocendo il riso: da qui è nato il “risotto alla milanese”.
In cucina:
cerca, oltre alla
ricetta del “risotto alla milanese”, anche altri piatti nel mondo che lo
contengono.
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Carovana delle Spezie è stata
realizzata grazie alla collaborazione e ai contributi di Comune
di Modena, Servizio Biblioteche,
Provincia di Modena,
Ufficio educazione alimentare e orientamento ai consumi, Università
degli Studi di Modena e Reggio Emilia,
CIR
Cooperativa Italiana di Ristorazione. |
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