Antonio Delfini
(1907 - 1963)Leggendo i vari racconti del Ricordo della Basca , leggendo La sorella ballerina, o La modista o Il Fidanzato, o quel frammento ultimo, Il 10 giugno 1918, ho amato subito e soprattutto due cose: la rapidità vertiginosa, e la libertà .... I racconti di Delfini lasciano la sensazione che la vita sia rapidissima, imprevedibile e ferocemente crudele.
(Natalia Ginzburg, 1982).
Antonio Delfini (1907-1963) nasce a Modena in una ricca famiglia di proprietari terrieri e manterrà un legame profondo con la città natale, di cui racconta mirabilmente ambienti e personaggi.
La sua formazione, autodidatta, è legata ad amicizie giovanili come quelle con Ugo Guandalini (futuro editore Guanda) e Mario Pannunzio. Nel 1931 pubblica la raccolta di brevi prose Ritorno in città. Del 1938 è la prima edizione del suo libro più noto, Il ricordo della Basca, ristampato nel 1956 con un’Introduzione narrativa giudicata il suo capolavoro. Nel 1940 pubblica uno dei pochi testi del surrealismo italiano, Il fanalino della Battimonda.
Nel secondo dopoguerra Delfini è segnato da vicende molto dolorose. Nel 1957 esce l'antologia La Rosina perduta; nel 1960 la raccolta di prose satiriche Misa Bovetti e altre cronache. Seguiranno le Poesie della fine del mondo (1961) e Modena 1831 città della Chartreuse (1962), ultimo libro pubblicato in vita. Nel 1963 Il ricordo della Basca, ripubblicato col titolo I racconti, vince il Premio Viareggio. Nel 1982 escono postumi i Diari.
Nel novembre 1992 la nuova biblioteca civica di Modena viene intitolata ad Antonio Delfini.
Edizioni recenti
Diari, a cura di G. Delfini e N. Ginzburg, Einaudi, 1982
Il ricordo della Basca, Garzanti, 1992
Modena 1831 città della Chartreuse, Libri Scheiwiller, 1993
Il fanalino della Battimonda, introduzione di C. Garboli, Lombardi, 1993
Antonio Delfini, a cura di A. Palazzi e M. Belpoliti, "Riga", n. 6, 1994 (con testi inediti)
Poesie della fine del mondo e poesie escluse, a cura di D. Garbuglia, introduzione di G. Agamben, Quodlibet, 1995
Manifesto per un partito conservatore e comunista e altri scritti, a cura di C. Garboli, Garzanti, 1997
20 anni dalla morte - 1983
Nel ventennale della morte le Biblioteche del Comune di Modena promuovono il riordino dei manoscritti ritrovati presso la villa familiare di Cavezzo (fondo oggi conservato alla Biblioteca Estense), un convegno di studi e una mostra documentaria.
Anche grazie a queste iniziative, oggi Delfini è considerato un piccolo classico del '900.






Perché il 2007 Per ragioni non chiarite, Delfini sostiene di essere nato nel 1908 e molte biografie riportano questa data.
In realtà, come si evince dall'atto di nascita, lo scrittore nasce il 10 giugno 1907 a Modena nella casa in Piazzale Reale (oggi Piazza Roma) al numero 11, "in una stanza la cui finestra guardava (e guarda tuttora) il monumento a Ciro Menotti" (RB).
atto di nascita di Antonio Delfini
La Biblioteca intitolata ad Antonio Delfini ricorda lo scrittore in occasione del centenario della nascita (10 giugno 1907) con letture di Claudio Ponzana, disegni di Stefano Ricci e ritratti fotografici d'epoca
Ascolta i brani letti
Scarica l'audio dei brani letti (28,2Mb)
Indice delle letture
Altre immagini dell'autore modenese sono presenti nel sito della Biblioteca Estense Universitaria di Modena. I documenti in rete
provengono dal Fondo Delfini, con alcune integrazioni dalla Biblioteca Delfini, e
sono contenuti nel catalogo Immagini di Antonio Delfini a cura di Andrea Palazzi (Edizioni Artestampa, 2007) >>>