Chiara Abbondanti
Aria di cambiamento
“Spostati,sciocca! Non vedi che sta arrivando il vagone?”
Aluvian tornò immediatamente alla realtà, afferrata da un paio di mani robuste che la tirarono indietro appena in tempo per evitare la massa scura e sferragliante che si fermò pochi metri più avanti.
Si girò. Un uomo in divisa grigia la guardava contrariato: ”Maledetti popolani! Il Dipartimento non ha già abbastanza grane con i ribelli per salvare anche la vita a voi straccioni?”
“Mi scusi”mormorò Aluvian, abbassando la testa. Le porte della metropolitana si aprirono con un fischio.
”Grazie, comunque”aggiunse, entrando. Dietro di lei sentì un grugnito di approvazione.
Sedendosi,pensò che non ce l'aveva con quell'uomo per come l'aveva trattata: le aveva salvato la vita, e questo bastava per sperare che la sua parte umana fosse ancora viva. Come poteva biasimare le sue parole? Prima di tutto l'uomo, come tutto il Corpo di Difesa, aveva subìto il lavaggio del cervello; secondo,era contenta che l'avesse chiamata”stracciona”: significava che i vestiti nascondevano bene la sua natura.
Guardò fuori dal finestrino. Doveva stare più attenta, diamine! Cosa ne sarebbe stato di tutti i sacrifici, di tutta la sofferenza che il suo popolo era stato costretto a subire in questi anni, se fosse morta proprio ora?
Uccisa da una metropolitana, per giunta! No,ora doveva stare con gli occhi ben aperti.
Però non si era distratta inutilmente: aveva sentito qualcosa. Aria di cambiamento. Ed era stata portata proprio dal vagone che stava per travolgerla. Aria fresca, pulita, colorata.
Da quanto tempo non vedeva un colore? Ormai non faceva più caso alle pallide sfumature di grigio che
avvolgevano ogni cosa da circa cinque anni. Da quando erano arrivati i Tre. Esseri spregevoli con un piano assurdo: assorbire ogni colore. Avevano preso il controllo del Regno in poco tempo … e anche della mente di suo fratello.
Aluvian tornò ai giorni in cui ancora abitava,con lui e loro padre, nel Palazzo Reale. La loro stirpe regnava da secoli su quel mondo, ed era sempre stata amata da tutto il popolo. Ma Erundel ora era l'uomo più odiato di tutto il regno, da quando era diventato un burattino nelle mani dei Tre. Aluvian sapeva che il fratello non era malvagio: aveva solo avuto troppa fiducia nei tre nuovi consiglieri, per accorgersi che cercavano di manipolare la sua mente. Lei,invece,aveva avvertito i loro poteri già dal primo giorno in cui li aveva incontrati; nello stesso momento aveva sentito avvicinarsi un cupo presentimento, che divenne ogni giorno più forte. Ne ebbe la conferma quando suo padre venne ucciso.
Ma ora, ecco il momento propizio: le forze ribelli che si erano raccolte attorno alla figura di Aluvian o Estele, la Speranza, come era chiamata ormai da molti, erano pronte da diverse settimane, aspettando il segnale del mutamento. Adesso anche la natura era favorevole alla rivolta, e presto le cose sarebbero tornate come prima … il pensiero le riempì il cuore di una sensazione a cui non era più abituata: gioia.
Doveva solo dare la notizia agli altri, poi nel giro di un paio di giorni avrebbero agito, quando la situazione propizia sarebbe stata al culmine. Aspettava da così tanto tempo questo momento, che stentava a crederci: finalmente avrebbe liberato il suo popolo, e rivisto suo fratello …
L'arresto improvviso della metropolitana la distolse dai suoi pensieri. Perchè si erano fermati? Guardò fuori, ma vide soltanto il buio della galleria; non c'era nessuna stazione. Aluvian vide del movimento sul marciapiede di sicurezza che costeggiava i binari. Un brivido attraversò la schiena della ragazza. Un attimo dopo le porte si aprirono, e una decina di uomini in divisa grigia entrò nel vagone.
L'uomo che guidava la colonna spostò lo sguardo su tutti i passeggeri, fino a posarlo sugli abiti logori di Aluvian. Alzò la mano, e la indicò …