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Elena Gagliardelli

Un mondo migliore

Quando lo comprai ero felice. Lo misi subito nel mio giardinetto, su un fungo di legno che avevo preparato da tempo per qualcuno di speciale e lui  lo era.

Il  suo nome era Zufolo.

Aveva un cappellino rosso che gli ricadeva sulla faccetta sorridente, due guanciotte rossastre, un grembiule di  pelle  marrone  e  una  pala   in  mano.

Il foglio di  pergamena che lo accompagnava diceva: “Questo è un nano magico, protegge la casa e la famiglia.

Comprandolo tu hai promesso di curarlo per sempre e lui farà lo stesso con te. Non dimenticarti mai del nano magico e della sua promessa.”

All'inizio non mancavano le attenzioni al mio nanetto, ma col passare degli anni misi su famiglia, avevo tanto lavoro e la passione per i nani da giardino svanì. Mi accorsi che Zufolo non era più quello di 6 anni prima: era tutto sbiadito, il suo sorriso era svanito e il ricordo di qualche simpatico piccione aveva sporcato il suo capello. Decisi allora di metterlo al riparo in soffitta, lo riposi con cura nella sua scatola e mi dimenticai di lui.

Ma non per molto: la mattina dopo - recandomi al lavoro in auto - notai che i nani che prima davano un tocco di colore ai giardini di quasi tutte le case del vicinato, erano scomparsi. “Chi mai li avrà rubat…” non riuscii a finire il pensiero perchè dovetti frenare bruscamente: davanti a me c'era un nano, il MIO nano!

Scesi, feci per afferrarlo, ma lui mi puntò contro la pala e urlò: “Hai tradito la tua promessa, umano. Tu e la tua razza ci sfruttate come decorazioni e poi vi scordate di noi! Siete ingrati e crudeli. Ma ora tocca a noi governare il mondo e vi mostreremo un futuro migliore.” Poi mi colpì il naso con la pala e scappò via.

Sfregandomi il naso dolorante ripensai alle parole della pergamena. Volsi lo sguardo verso l'esercito di nani da giardino che si stava ammassando all'orizzonte: erano tutti sorridenti e armati di pala… Qualcosa mi diceva che il futuro sarebbe stato certamente migliore. Per i nani.