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Tiziano Malavolta

Riflesso

Io e i miei genitori viaggiavamo con i finestrini abbassati: c'era caldo anche se eravamo ai primi di settembre. Ascoltavo la musica con l'i-pod quando ad un tratto arrivammo a destinazione.

In una cittadina affollata gli abitanti del quartiere si accalcavano per vedere i nuovi arrivati che avrebbero abitato nella piccola villetta.

Mi vergognavo di tutte quelle attenzioni e mentre scendevo dalla macchina inciampai sui miei stessi piedi.

Entrata, iniziai a girovagare e salita al primo piano una luce potentissima illuminò una stanza attirandomi.La luce era stata provocata dal riflesso di uno specchio antico e semplice.

>chiese mio padre spaventandomi
>dissi alzando le spalle.
>chiese mia madre che sprizzava gioia da tutti i pori.
>Avevano capito che ero di poche parole in quel momento e mi lasciarono sola a sistemare la mia roba nella nuova camera.
Una lacrima scivolò sul mio volto e lo sguardo cadde sullo specchio.
Mi vedevo riflessa ma non ero io, cioè in parte: aveva i capelli neri corti e gli occhi color cioccolato.Non aveva ovviamente jeans e maglietta, aveva un vestito lungo e di seta come quello delle principesse...eppure ero io!

>sussurrai.
Allungammo tutte e due le mani per toccarci ma all'improvviso quando sfiorai il vetro freddo lei sparì e io mi ritrovai nelle mura di un castello.Camminando mi scontrai con un ragazzo che aveva quasi la mia età.

>disse massaggiandosi la fronte.
>risposi

Era stupito della mia risposta ma dopo capì e iniziò a raccontarmi tutta una storia complicata.Mi trascinò in una saletta grande e dopo uno sguardo mi strinse in un forte abbraccio: Alice ed io, la mia gemella, eravamo principesse e guardiane del magico specchio.Ci siamo promesse che ci saremmo riviste, con Daniel (il ragazzo) gli diedi un buffetto sulla guancia e con un sorriso tornai a casa.