Letizia Rivera
La perla di fiume
Quella sera il signor T. si era coricato molto presto; dormiva sonni tranquilli e la sua chioma canuta, ma non ancora rada, poggiava delicatamente sul cuscino. Lentamente, fra i suoi pensieri si creava un'immagine sfuocata, una forma colorata immersa in uno sfondo bianco; a mano a mano che i contorni indecisi divenivano nitidi, ai suoi occhi apparve sempre più famigliare, come un ricordo lontano sbiadito dal tempo. In quella figura riusciva ormai a delineare un delicato profilo di donna, contornato da una cascata di capelli rossi e folti e addolcito da un sorriso. L'anziano uomo fu sopraffatto da un'emozione enorme e, sbattendo ripetutamente le ciglia, si portò una mano al cuore. Dalle sue labbra semischiuse uscì un inafferrabile mormorio di sillabe sconnesse ed infine un nome… Lynn…
Il vecchio aveva la percezione di essere adagiato su di un cuscino molto soffice ma, con stupore crescente, notò che né le sue gambe né quelle sottili di lei poggiavano su qualcosa di solido e tangibile, bensì parevano sospese ed immerse in una stanza interamente bianca, senza pareti. Assorto per un istante in questi pensieri, ebbe un lieve sussulto quando la giovane donna, che fino a quel momento era rimasta muta, come un'apparizione divina, si girò e, con tono ovattato, lo chiamò per nome: I loro sguardi si incrociarono ed il vecchio rimase incantato a contemplare le sue labbra chiudersi dolcemente, per poi osservare tutta la splendida creatura che sedeva dinnanzi a lui: la sua Lynn, che era mancata così giovane… Era proprio come la ricordava nei suoi sogni, capelli al vento, con indosso la stessa veste a fiori giallo chiaro e nero che portava il giorno in cui si erano conosciuti, al collo una perla di fiume, quella che lui stesso, fra le lacrime, al funerale, le aveva lasciato fra le dita.
Lynn si alzò e mosse alcuni passi verso di lui, camminando nel vuoto senza indugi; il vecchio la seguiva, rapito, con lo sguardo, mentre lei, vicinissima, si sfilava il girocollo e glielo appoggiava sulle mani ruvide. Sfiorando la sua fronte rugosa con un bacio, Lynn gli strinse le mani nelle sue e sussurrò : .
Quando il signor T. riaprì le mani, rimase ad osservare il gioiello e, perso nell'ebbrezza di quella gioia che non provava da tempo, non si accorse che tutto stava pian piano svanendo attorno a lui. Quando rialzò il viso, trovò davanti agli occhi soltanto il lampadario della sua stanza da letto e fra le sue dita non v'era più nulla. Resosi conto che era stato soltanto un sogno, non riuscì a frenare le lacrime. Soffocato da questa tristezza incolmabile, si girò verso il comodino, dove teneva il portaritratti d'argento con la foto di sua moglie; sperava, rivedendo il suo volto, di poter placare almeno in parte il desiderio di riaverla con sé e di poterla abbracciare.
Ma, incredulo all'inverosimile, vide il gioiello di perla che aveva creduto di tenere in mano pochi istanti prima. Proprio lì, accanto alla cornice.