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Michele Schiatti

Oscar

Oscar era un ragazzino di 8 anni che viveva con il padre Raquel , uomo abile e coraggioso, e la nonna Veneranda, donna estremamente forzuta e determinata per la sua età, ma sempre preoccupata quando il figlio e il nipote uscivano dalla loro casetta sfidando la Foresta.
Essi vivevano appunto in una baracca nel cuore della Foresta Amazzonica, là dove magia e realtà si uniscono a formare un mondo inimmaginabile…
Oscar era nato e cresciuto in quella stamberga, luogo comune anche alla morte della madre, e doveva tutta la sua abilità di orientamento al padre.
-Vado in cerca di cibo- disse un giorno papà e, munito dei suoi due bastoni (uno da caccia e uno da pesca) e della sua canoa, iniziò a risalire faticosamente un Rio delle Amazzoni agitato e furioso. Quella sera, però, papà non tornò, lo stesso successe il secondo giorno.
La mattina del terzo giorno la nonna Veneranda mi pregò di accompagnarla a cercare Raquel; così salimmo nelle nostre canoe e iniziammo a remare in controcorrente in cerca del mio papà. Venne la sera e decidemmo di fare una sosta sulle rive del grande fiume; scendemmo ed io, con l'ascia costruita dal nonno, iniziai a fare strada alla nonna nel bosco per trovare una piccola radura nella quale sistemarci.
Ad un certo punto raggiungemmo una sequoia nel bel mezzo di un piccolo slargo; da dietro l'enorme albero sbucò una coppia di giaguari. Io mi voltai all'indietro per cercare suggerimento nello sguardo della nonna, ma ella non c'era più; subito ripercorsi la strada appena fatta per scappare dai felini, ma anche per cercare la nonna e non trovandola spinsi la canoa in acqua e mi ci rifugiai. Solo in quel momento mi accorsi che la canoa della nonna non c'era più.
Ero estremamente preoccupato e confuso: come aveva fatto la nonna a scappare ed allontanarsi con la canoa senza che mi accorgessi di nulla? Ero immerso nei miei pensieri quando un enorme tentacolo sbucò dall'acqua e, avvolgendo la canoa la tirò a fondo. Credevo di morire affogato ed invece la discesa fu breve e la canoa raggiunse il punto più profondo del letto del fiume che come magicamente era privo d'acqua. Il terreno su cui appoggiava la canoa era completamente asciutto, mentre sopra la mia testa l'acqua era sospesa come da una enorme vetrata orizzontale a perdita d'occhio. Ancora stupefatto vidi non molto lontano papà probabilmente svenuto o mor… il pensiero mi invase ma riuscii a scacciarlo.
In quel momento apparve dal nulla la nonna: subito la tentazione di lanciarmi tra le sue braccia e piangere si fece sentire, ma l'espressione maligna sul suo viso mi fece cambiare idea. Ella aprì bocca e queste parole ne uscirono: -Sciocco ragazzino pensavi veramente che io ti accudissi perché ci tenevo a te? Pensavi veramente che io ti volessi bene? No! Io non ti ho mai apprezzato, ho cercato per tutta la mia vita un momento buono per ucciderti e se non fosse per tuo padre a quest'ora ci sarei riuscita!!- Io ero sbigottito, non sapevo cosa dire e cosa pensare così lasciai che alcune parole mi uscissero dalla bocca: -Mio… mio padre?-. -Sì moccioso, quando ho partorito tuo padre è successa una cosa unica su questo mondo: io e lui abbiamo ricevuto poteri magici, lui buoni e io cattivi.
Quando a sua volta ha permesso a tua madre di concepirti ha trasmesso in te la predisposizione a contenere parte dei suoi poteri. È per questo che tua madre è morta nel partorirti: tu avevi una predisposizione alla magia che una donna comune non può sopportare (questo tuo padre non lo sapeva). Io, però, sono vecchia e i miei poteri si stanno lentamente esaurendo quindi non ho potuto ucciderti in sua presenza. Lui ha formulato un sortilegio su di te in modo che fossi protetto anche in sua assenza. Ti chiedi perché non mi abbia ucciso invece che tenere la tua vita legata ad un sortilegio?
Semplice, non ha mai avuto il coraggio di uccidere la donna che lo aveva messo al mondo!
L'unica cosa con cui tuo padre non poteva competere era la natura: oggi la sua barca ha sbattuto contro uno scoglio e lui è morto annegato!! Ora il suo sortilegio si è spezzato e io posso ucciderti!! -. Non feci neanche in tempo a riordinare le informazioni che un lampo di luce bianca partì dalla punta del dito della nonna e mi trafisse il cuore…
Non mi chiedete cosa successe dopo perché non ne ho la più pallida idea…