Esposito.69
Chissà come
Chissà come si era ritrovata in quel bosco. Stava leggendo per la centesima volta L’Orlando Furioso nella sua camera, quando Sonia si era sentita bagnata sotto le gambe. L’umidità del muschio le aveva infradiciato i pantaloni.
Dov’era? Salvo che gli alieni non l’avessero rapita, l’essere in quel posto era fisicamente impossibile.
D’improvviso si sentì sfiorare una spalla. Dietro di lei c’era un bel ragazzo dai capelli biondi e dagli occhi profondi.
-Tu chi saresti?- chiese Sonia.
-Mi chiamo Orlando, madamigella. Di dove siete? Avete un abbigliamento così bizzarro!- rispose lui.
-Io sarei strana? Piuttosto dimmi dove siamo e soprattutto dammi del "tu"!
Poi la ragazza cominciò a riflettere :-Come ha detto che si chiama? Orlando! Ma...oddio...Vuoi vedere che questo è...?-
-Scusa…Orlando? Non è che conosci una certa Angelica? Sai ho saputo che si è lasciata...- disse Sonia.
-Certo, la conosco. Angelica era la mia...
-Mi dispiace...
Sonia cercò di consolarlo.
-Sai, Orlando, non ti capisco. Quando una relazione finisce, finisce. Se lei è andata via è perchè non era la donna giusta. Non bisogna farne una tragedia.-
E così, il giovane e la ragazza parlarono ore delle loro vite.
-Penso che tu abbia ragione, Sonia.- ammise infine Orlando.
-A proposito di ragione. Astolfo ti ha già riportato il senno?-
-Non ce n’è stato bisogno, fanciullina.- disse una voce alle loro spalle. Era Astolfo.
Poi continuò dicendo:- La maga della Luna non trovando il senno di mio cugino ha subito capito. Mi ha detto che avrebbe provveduto in un modo speciale. E come vedo, ha mandato una ragazza capace di allietare il dolore di Orlando.
-Ma perchè io?- chiese Sonia,confusa
-Perchè sei l'unica giovane donna che conosce così bene mio cugino, tanto da poterlo curare con le tue parole.-
Sonia e Orlando si guardarono. Lei capì che il suo compito era finito.
-Addio per sempre , Orlando-
-Non è un addio. Ti prometto che ci ritroveremo. Nei tuoi sogni.- le giurò il cavaliere, vedendola sparire in un fascio di luce argentata.