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Ilaria Carretti

Qualche istante nel futuro

Non avrei raggiunto in tempo la scuola.
Arrivò un altro autobus, ma l’autista disse che era rotto.
Una ragazza vestita tutta in pelle balzò giù dall’uscita posteriore con aria stranamente furtiva.
Il giorno prima ero stata male e non avevo scritto i riassunti per l’interrogazione di arte, così avevo saltato tre ore di scuola per andare in biblioteca a scriverli.
Non ne andava bene una.
Avevo perso due bus, e ora quello rotto!
L’aspetto della ragazza mi ricordò due che avevo visto alla fermata vicino alla biblioteca.
C’era qualcosa di misterioso nell’aria: rabbrividii ma allo stesso tempo ero intrigata.
Riuscii ad arrivare a scuola.
Ormai avevo perso l’ora di arte.
Il cielo si era popolato di maestose nubi violacee.
Mi sedetti sul muretto in fondo al piazzale di uno stabile deserto lì vicino.
C’era senz’altro qualcosa d’insolito.
Dopo due ore un’auto parcheggiò nei paraggi.
Erano operai del cantiere dello stabile, rimasero lì.
Non c’era anima viva.
Mi alzai.
I due tizi scesero.
Mi incamminai verso la scuola.
E se mi aggredissero? Pensai d’un tratto, ma non riuscii a reagire. Che idiozie!
Quelli però mi bloccarono e realizzai che ci avevo azzeccato.
Sagome scure corsero verso di noi.
Era la fine. Perché?!
Poi riconobbi i due della fermata, c’era anche la ragazza del bus!
Erano in cinque e si avventarono contro i miei aggressori.
Caddi a terra nell’impatto e non vidi ciò che accadde.
Qualcuno mi rialzò cautamente, vidi gli operai legati in auto e la ragazza mi spiegò la situazione.
I cinque mi avevano seguito per non farmi venire qui, sapevano che qualcuno voleva usare i miei poteri.
Un momento, che poteri?
“Puoi prevedere l’immediato futuro, e alcuni pensano che tu ne abbia altri sconosciuti.
Siamo i Guardiani del Varco e controlliamo che i Vagabondi non sfruttino chi possiede la carta d’accesso alla nostra società” mi rispose lei.
Di colpo scoprii una realtà sconosciuta.
Ecco cos’era quel mio strano pensiero!
“Tu la possiedi. Sei una di noi” mi disse uno dei ragazzi.
E questa fu la fine dell’inizio.