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Morena Tosatti

Un attimo, solo un attimo

“Ecco le cartelle Thomas” disse depositando la pila di fogli sulla scrivania. L’avvocato non si girò mentre  allacciava la giacca, quel pomeriggio avrebbe pranzato con la fidanzata. “Laurie!” sibilò a bassa voce, marcando appena sulla prima sillaba . La segretaria percepì un senso di inquietudine incrociando l’obliqua lama del suo sguardo. Ma fu un attimo, solo un attimo e Thomas riprese a sistemarsi tranquillamente i guanti “Ovviamente non sulla scrivania. Mettile al  solito posto. Per favore.” “Naturalmente Thomas. Scusami” .
La caffetteria era un luogo esclusivo nel centro della città . Al tavolo, non lontano dall’uscita Thomas mangiava assieme a  Caroline assaporando la sensazione di rassicurante certezza che gli trasmetteva quella ragazza  dagli abiti eleganti  e dalla conversazione scontata e prevedibile.
Al di sopra dei sui capelli curati e perfetti  mentre la porta si apriva lasciando entrare un brivido di freddo il giovane avvocato notò la sagoma incerta di un tipo malconcio e arruffato che sgusciò nel locale e prese a chiedere soldi in giro.
Fu un attimo, solo un attimo e Thomas sentì l’acuto dolore all’orecchio strizzato dalla mano che lo stava conducendo nell’angolo dove avrebbe passato il resto della giornata in ginocchio “ma come hai fatto a conciarti in questo modo?” “giocavo mamma e…” “nel fango?” Le parole uscivano come un sibilo dalla voce bassa della donna, il tono  lento, controllato aveva qualcosa di feroce “lo sai che sono i vermi a strisciare nel fango? E tu sei solo un piccolo sudicio verme”.
“Oddio ma quant’è che non si fa una doccia quello! Thomas, ma non vedi?” Caroline aveva arcuato leggermente l’indice della mano destra per accostarlo alle narici . “Si è addirittura seduto! E’ una provocazione non trovi?”.
“Già, ne convengo” l’avvocato non si era mosso, lo sguardo appena inclinato nella direzione dell’uomo.
 Riflettè rapido.
“Caroline, non te l’ho detto? Ho un appuntamento con un cliente importante” Si alzò mentre la fidanzata  lo guardava incredula” Non me lo hai detto! Certo che no!, ma ti pare il…” “Scusami tesoro, hai ragione, stasera mi farò perdonare te lo giuro” uscì in fretta , finì di vestirsi lungo la strada, fece il giro dell’isolato fino a che non riapparve l’ingresso della caffetteria, si nascose dietro le vetrine di un negozio e attese. Quando l’uomo uscì iniziò a seguirlo dapprima tenendolo distante poi avvicinandosi sempre più.
Il parchetto era deserto, Thomas  si guardò attorno mentre cercava di vincere il disgusto che gli provocava l’idea del contatto fisico.
“Ehi tu !” Il barbone non fece in tempo a girarsi completamente, un paio di guanti lo stava già soffocando. “Tornatene da dove sei venuto sudicio verme” riuscì solo ad udire confusamente mentre gli parve di incrociare un lampo di odio nello sguardo di uno sconosciuto. Ma fu un attimo, solo un attimo.Prima del buio.