Comune di Modena – Assessorato Politiche Giovanili - Biblioteca Rotonda - Circoscrizione n°3 con Kult Underground>prosa over 25 - David Riva
Due per uno due
PREMIATO con la seguente motivazione:
Il racconto si distingue per la freschezza delle immagini e per l'uso ironico di un linguaggio diretto.
Deve fare un gran caldo nei quadri di Dalì.
Ma è quasi tutto rubato dal ruggito dei finestrini abbassati. Infatti:
“Cosa?”, chiede Roi.
“Ho detto che deve fare un gran caldo nei quadri di Dalì!”. Stavolta grida, Leno.
“Perché?”, ribatte Roi.
Si chiama Roi poiché ad una festa era caduto preda di un'overdose del Roipnol che sua madre custodiva segretamente dietro le creme idratanti: era crollato in coma per due giorni.
“Tutti gli orologi sono squagliati.”.
Silenzio, nel boato dell'aria.
“Era una battuta, Roi.”.
“Chi è Dalì?”. I medici avevano detto alla madre che l'episodio non avrebbe lasciato conseguenze neurologiche, riuscendo a convincere solo lei. Poco.
“Lascia stare, siamo arrivati”.
Con un tonfo la ruota del furgone sale il marciapiede, si guarda attorno, ne ridiscende in tutta fretta, scuotendo il carico di lattine. Leno sbuffa, ma è inutile protestare, Roi non capisce che così facendo rovina l'organolettica della birra.
“Aspettami qui, Roi, non potresti nemmeno salirci su questo furgone.”, dice Leno, riferendosi al fatto che è lui a portare in giro l'amico nullafacente, anche se fisicamente è Roi che guida. Male.
Nove cassette più cinque fusti, lo scarico e la consegna non fanno parte del loro accordo. Roi si considera più intellettuale che manovale, quando può si accende una sigaretta e fissa l'orizzonte, per quanto urbano esso sia.
Appiccicato al caldo, Leno entra nel bar trascinando la birra, aprendo con le spalle la porta, che sta per liquefarsi al sole. Dentro va meglio, Leno si appoggia al bancone in sasso, nell'attesa di vedersi rotolare vicino l'enorme stazza del signor Giovanni.
“Ciao!”. Da dietro le spalle, a tradimento. Leno si gira e quel sorriso dagli occhi verdi insieme alla debilitante sensazione di formicolio alle viscere che contraddistingue i momenti di crucialità lo afferrano alla gola per soffocarlo.
La sua risposta è, infatti:
“…”.
E un sorriso piuttosto ebete, il fiato se n'è uscito da qualche fessura intercostale. Occhi verdi ricomincia:
“Il signor Giovanni non c'è, mi ha detto che saresti arrivato con la birra. Ho cominciato questa settimana a lavorare qui, però non sono alla prima esperienza: dove devo firmare per la consegna?”, e si avvicina a Leno, che accenna una ritirata. “Ah, che stupida: io mi chiamo Elea, e tu?”, con la pallida mano distesa davanti al corpo mozzafiato.
“Ciao.”, un po' roco, colpetto di tosse, “Qui.”, sbagliando il tempismo della risposta, tendendo la mano destra con la cartelletta per la firma.
“Che strano nome: Qui. Sei uno dei tre nipotini di Zio Paperone?” ammicca lei ridendo quel suo sorriso meraviglioso.
In prima istanza Leno non capisce la battuta, poi mette a fuoco tutta la sua imbecillità.
“Sono Leno”, risponde esattamente, mentre lei svolazza la sua firma sulla bolla. E vorrebbe aggiungere:
“E' un piacere conoscerti, uno si aspetta di entrare e rendere omaggio al Re di Obesonia e invece trova te, insomma c'è una bella differenza, fuori il caldo soffoca qualsiasi velleità lavorativa, ma uno si motiva se consegna birra in un locale dove lo accoglie la Principessa delle Fate. Sei di queste parti?”.
Invece entra Roi. Si accorge della scena intrigante e sul suo viso si apre un ghigno che vorrebbe essere promettente, fascinoso e intelligente tutto nello stesso tempo. Un po' troppo per lui. Che dice, languido: ”Sei davvero stupenda, oggi.”.
Elea lo guarda negli occhi con i suoi stupendi occhi. Che strano: a prima vista il fattorino sembrava così simpatico. Ora ha già perso parecchi punti. Quasi tutti, diciamo. Infatti:
“Puoi portare la birra al solito posto.”, dice seria revocando il sorriso, poi torna dietro la rassicurante trincea rocciosa del bancone. Non prima di notare che il giovane parla anche da solo. Infatti:
“Ma sei cretino, Roi, che figura! E non ti avevo detto di aspettare fuori? Va bene essere amici, ma devi darti una regolata. Forza, dammi una mano.”.
Invadente, Roi. Ma stavolta almeno lo aiuta a sollevare le cassette, l'intellettuale.
David Riva