<<<Libri d'artista

Luciano Caruso

note biografiche / libri

Luciano Caruso nasce a Foglianise (Na) nel 1944.

L'ambiente culturale partenopeo degli anni Sessanta offre a Caruso, giovane studente di filosofia in direzione della ricerca estetica militante, ricchi spunti nell'ambito di quella formazione crociano-gramsciana che ha caratterizzato la sinistra italiana dal dopoguerra in poi. Può fare riferimento a maestri di eccezionale levatura tra cui Salvatore Battaglia, il latinista Francesco Arnaldi, gli storici Nino Cortese, Vincenzo Cilento, Giuseppe Galasso, Francesco Compagna, lo scrittore Luigi Incoronato e lo storico dell'arte Raffaello Causa

L'impegno politico, che lo porta a contatto con le precarie condizioni di vita dei quartieri poveri di Napoli, unito alla sua sensibilità di poeta che avverte una crisi parallela dell'arte e della poesia contemporanee, fanno nascere in lui l'insoddisfazione per ogni soluzione pacificatoria dei problemi e l'esigenza di trovare compagni di strada che come lui sentano il bisogno di trasferire questa guerriglia culturale nell'espressione artistica. Frequenta a Napoli i pittori del Gruppo 58, che agivano intorno alla "nuova figurazione"; erano Mario Persico, Guido Biasi, Enrico Bugli, Bruno Di Bello, Lucio del Pezzo, Luca, Salvatore Paladino… tra essi anche l'amico Mario Colucci, che aveva aderito al Movimento Pittura Nucleare e che lo metterà in contatto con l'area culturale milanese (tramite Baj, Dangelo e Manzoni) e parigina (i lettristi, Dufrêne e i situazionisti). L'esperienza parigina degli anni Sessanta lascia in Caruso profonde tracce come l'uso del procedimento analogico di ascendenza surrealista e la nuova positività della "lettera" liberata dalla parola.

A Roma ha modo di conoscere Emilio Villa, Martini (con cui fonda nel 1967 il gruppo di "Continuum"), e Mario Diacono. Con loro comincia l'avventura, che lo ha coinvolto tutta la vita: trovare un modo per rispondere all'insufficienza espressiva della dimensione solo verbale della poesia e arricchirla di un elemento che le è proprio ma che è sempre stato trascurato in favore dell'altro: la dimensione visuale e materica della scrittura.

Questo percorso porta Caruso alla riscoperta degli antichi testi visivi (si laurea con una tesi sulla Poesia figurata nell'alto Medioevo), e lo fa risalire fino ai carmi figurati tardo-latini, ma muove anche il suo interesse per le ricerche di pittori quali Burri e Manzoni: da qui l'uso della scrittura manuale o stampata su fogli intonsi o strappati, rispettata o manomessa con cancellature o macchie, assemblata a oggetti estranei e quotidiani, di recupero (foglie, corteccie, corde).

I suoi primi testi scritturali risalgono al 1963-64 e il suo primo libro-opera è del 1965.

Da Il gesto poetico, antologia della nuova poesia d'avanguardia (Napoli, 1968) è stato tutto un proliferare di scritti, saggi, note, messe a punto e riscoperte, che hanno segnato le tappe di una ricerca veramente intensa.

Negli ultimi anni Caruso ripercorre e rielabora scelte stilistiche e tecniche già sperimentate negli anni giovanili. In ciò sta la conferma del suo modo d'intendere la vita personale ed artistica come un lungo viaggio (non a caso molti suoi cicli di opere sono dedicati a questo tema, "La via della seta", "Atlante" ecc.), un cerchio che deve chiudersi, un cammino fatto di tappe, di passaggi che portano in sé il passato ma che rimangono aperti sul futuro.

Caruso muore a Firenze nel 2002.