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note biografiche/libri

Giuliano Della Casa (Modena, 1942), pittore, ceramista, curatore di libri preziosi e inusuali, ha studiato tra Modena (la scuola d'arte A. Venturi) e Bologna (l'Accademia di Belle Arti), ma decisivo per la sua formazione è stato l'incontro con Adriano Spatola (un sodalizio durato dai libri per le edizioni Geiger degli anni Sessanta fino alla raccolta postuma "La definizione del prezzo" del 1992) e, insieme a lui, con il fecondo rapporto tra pittura e poesia, che rimarrà la costante forse più profonda e persistente del suo lavoro nel trentennio successivo.


Filmato girato nello studio dell'artista nella primavera del 2000

Con Spatola firmò anche, insieme a Claudio Parmiggiani, il manifesto della prima edizione di "Parole sui muri" (1967), la manifestazione per le vie della Fiumalbo di Mario Molinari alla quale si torna ora a guardare come alla prima espressione dell'effervescenza di una generazione di artisti.
In essa si rese visibile per la prima volta quel "punto di raccordo modenese" (L.Anceschi), che comprendeva già anche Carlo Cremaschi, Carlo Candi, Franco Guerzoni, Gian Pio Torricelli, Franco Vaccari (ai quali si sarebbero aggiunti in seguito Luigi Ghirri, Lucio Riva, Wainer Vaccari, Davide Benati, tra gli altri), ma in essa ebbe modo di convergere pure quella sorta di "internazionale dell'arte", nella quale si mescolavano trasgressivamente poesia, pittura, musica, fotografia, cinema e che andava prendendo forma in quegli anni coinvolgendo Alberto Grifi, Aldo Brabanti, Gianfranco Baruchello, Daniela Palazzoli, Gianni Sassi, Gianni Emilio Simonetti, Giuseppe Desiato, Enrico Bugli, Stella Maria Martini, Luca Castellano, Maurizio Nannucci, Paul Vangelisti, Henri Chopin, Ben Vautier, Giuseppe Chiari, il gruppo Fluxus, John Cage, Timm Ulrichs, Ferdinand Kriwet, Julien Blaine, Gerard Bisinger, John Furnival, Dick Higgins.
L'apertura di una grande rete di collegamenti in Italia e nel mondo tra pittori e poeti impegnati in una ricerca affine, che ha saputo sopravvivere ed estendersi anche oltre la stagione che le diede il primo impulso, ha una diretta filiazione nell'attività di editoria artigianale, altra costante primaria nel lavoro di Della Casa che non si è limitato alla cura sapiente dei suoi lavori "a quattro mani" con i poeti, ma si è fatto editore egli stesso con i preziosi "Telai del Bernini", acquisiti nel 1988 dal Paul Getty Museum di Malibù. Da questo contesto e da questo intreccio, da un lato, le partecipazioni a mostre come "Parole, Immagine, Oggetto" (Istituto di cultura, Tokyo 1976), "Cent livres d'artiste italiens" (Bibliothèque nationale, Paris, 1981), "The artist and the book in twentieth century Italy" (The Museum of Modern Art, New York, 1992) o "Depagination" (Pasadena Art Center, 1994) e, dall'altro lato, i libri con poeti e scrittori, come "Cacciatore di mosche" con Spatola (1980), "Un grammo d'oro" (1981), "Ora blu" (1981), "The simple life" (1993), e "Anima mania" (1995) tutti e quattro ad attestare l'intenso scambio con Paul Vangelisti, "Le meraviglie dello spirito del senatore no" con Paolo Badini (1984), "Giardino pensile" con Marco Belpoliti (1987), "Signore anatre" con Sandro Vesce (1989), "L'elegia dell'alchimista" con Edoardo Sanguineti (1990) "Diverrai un angelo con Gian Ruggero" Manzoni (1993), "Piccoli dei" con Alberto Cappi (1994). In questo quadro, tuttavia, andrebbero citate anche le collaborazioni con Corrado Costa, Giulia Niccolai, Joan Brossa, Roger Mc Gough, Franco Beltrametti, Lucio Klobas, Sebastiano Vassalli, Giorgio Celli, Alfredo Giuliani, Elio Pagliarani e, in California - una specie di "seconda patria" dove trascorre lunghi soggiorni a partire dal 1981 - con Robert Crosson, John Thomas, Amiri Baraka (Leroi Jones), John McBride, Luigi Ballerini, Dennis Phillips. Tra le sue numerose mostre andranno ricordate le personali alla Galleria della Sala di cultura (1966) e alla Galleria Alpha di Modena (1967), a Torino (1968), Palermo (1969), Milano (1971, 1978), Genova (1974, 1979), Roma (1974, 1983), alla "Galleria 3403"di Los Angeles (1980), alla Galleria civica di Modena (19811/2), alla "Louver Gallery" di Los Angeles, alla New York University e al Bryn Mawr College di Philadelphia (tutte nel 1982), al Museo civico di Palazzo Te di Mantova (1987), ancora a Monza e Genova (1987), Milano (1990), Los Angeles ("Only angels" al Berkley Circle, 1991 e "Cloud nine" al Looking Studio, 1996) e Venezia (1997), senza tralasciare le esibizioni di ceramiche alla Galleria civica di Modena (1992), allo studio Pandora di Sorano ("Poesia di terracotta", 1995) e al circolo degli artisti di Faenza ("L'apprendista stregone", con presentazione di Ernst Gombrich).

A coronamento di trent'anni di lavoro insieme a poeti e scrittori e con tutta l'autorevolezza che le veniva dall'accompagnare l'incontro quadriennale degli italianisti di tutto il mondo, si è tenuta nell'ottobre del 1997 presso la Biblioteca dell'Università di Los Angeles (UCLA) la mostra "In forma di libro". I libri di Giuliano Della Casa 1967-1997, mentre - con l'auspicio di vedere presto Giuliano Della Casa intraprendere la carriera di "Maestro di cappella" - i Teatri di Reggio Emilia hanno festeggiato nella primavera del 1998 l'ingresso di Giuliano e dei suoi acquarelli nel mondo del teatro.

Andrea Borsari