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Il libro d'artista in Italia dal 1960 ad oggi
Alvaro Becattini - editore
(aprile 2000)

Il mio incontro con il Libro d'Artista risale al 1972: in quell'anno frequentavo il corso "Segno e forma visiva" tenuto, alla nascente Accademia di Belle Arti di Ravenna, da Remo Muratore, designer grafico molto valido con un grande amore per il libro d'arte sia che ne curasse la veste grafica sia come editore in proprio di libri d'arte a tiratura limitata; lui da Milano veniva a Ravenna ogni settimana ed io regolarmente lo tempestavo di richieste di cataloghi di mostre che si tenevano a Milano (anche allora la mia fame di cataloghi e libri d'arte era molto forte, le richieste a Muratore erano continue).

Ebbene, nell'autunno '72 Muratore mi portò il catalogo di una mostra che si era tenuta in estate a Milano "I denti del drago.
Le trasformazioni della pagina e del libro" curata da Daniela Palazzoli; in questo catalogo (mi ricordo il caratteristico odore dovuto ad uno strato di naftalina tra la copertina in plastica trasparente e la prima pagina in cartoncino; adesso è rimasta solo qualche macchia giallastra) ho visto per la prima volta libri diversi come Prière de toucher di Marcel Duchamp con in copertina il calco di un seno, come il Foglio di albicocche di Claudio Parmiggiani, come Sfogliare di Corrado Costa o come Il libro dimenticato a memoria di Vincenzo Agnetti, dove la porzione di pagina che corrisponde al testo è stata asportata, rimangono solo i margini bianchi ed un poetico simbolo rappresentato da un segnalibro in tela.

Nel '75, finito il corso all'Accademia, ho iniziato a impaginare i libri; uno di questi era una monografia sull'artista George Brecht, edita dalla Multhipla di Gino di Maggio; sono così a contatto con vario materiale editoriale diverso dello stesso Brecht di altri artisti del gruppo Fluxus (Filliou, il fondatore del gruppo Maciunas, Higgins, Ben Vautier, Vostell, ...) pubblicato dalla Something else presse, fondata a New York nel '64 da Dick Higgins.

Nel '76, poi, conobbi Maurizio Nannucci, un artista fiorentino che, oltre ad essere l'autore di numerosi Libri d'Artista, ha una personale ampia collezione di Libri d'artista di tutto il mondo ed ha organizzato esposizioni di Libri d'artista in Italia e all'estero. Nel suo archivio mi è stato possibile visionare, tra i tanti altri, libri come Daily mirror di Dieter Rot - 400 pagine cm 23x15 ottenute ingrandendo spazi di cm. 2x2 del quotidiano- e Twentysix Gasoline Stations di Ed Ruscha - una sequenza fotografica di 26 stazioni di servizio nel territorio americano.

Nel '77, con i giusti stimoli per contatti precedenti, ha iniziato la mia attività di editore semiclandestino con la sigla Exit Edizioni (il nome preso da un lavoro di George Brecht), forse affetto da quella che Vanni Scheiwiller chiamava "libridine", sempre spinto da un piacere 'fisico' che mi da il libro con tutte le sue componenti e dallo stimolo e l'amiciziza che molti artisti mi concedono. In questi 24 anni di attività sono usciti un centinaio di titoli (4-5 opere all'anno, produzione lenta) divisi tra libri, multipli, opere grafiche, audioworks. Attività semiclandestina perché dopo un fallito tentativo iniziale di distribuzione (nel 1978 affidai, per distribuirle, alla Coop. Punti Rossi 100 delle 135 copie del libro La piedra colectiva poesie in catalano di Balestrini e Costa con una tavola di Parmiggiani: non ho visto una lira e non ho riavuto alcuna copia del libro) la scelta è stata quella di far circolare queste opere, il più delle volte edite in pochi esemplari, tra un ridotto numero di interessati collezionisti, galleristi, altri editori, spesso scambiandole con altre opere, perché il "baratto" è il sistema economico su cui principalmente si basa l'Exit edizioni. Posso dire di essermi divertito a far questo e spero di continuare.

Ripensando a quegli anni credo che per quanto riguarda il Libro d'Artista, il decennio 1970-1980 rappresenta il "clou" per la produzione (tra gli innumerevoli titoli vorrei ricordare M40/1967 di Nannucci, 987 di Merz, Esposizione in tempo reale di Vaccari, Svolgere la propria pelle di Penone, i tre libri , formato cm 50x35, 33 esemplari, editi da Persano & Mello, cioè Sei illustrazioni per gli "Scritti sull'arte antica di J. Winckelmann" di Paolini, Pantomina di Gastini, L'Arte è una scienza esatta di Parmiggiani, nonché Classyfing the thousand longest rivers in the world di Alighiero Boetti e Anne Marie Sauzeau Boetti).Per la diffusione,oltre i Denti del Drago, nel '72 c'è la mostra Il libro come luogo di ricerca a cura di Renato Barilli e Daniela Palazzoli nell'ambito della 36° Biennale di Venezia). Nel '78-'79 a Firenze due mostre: Formato lib(e)ro, sul libro-oggetto in Italia, a cura di Nannucci, Miccini e Caruso, e Artists Books, mostra di 100 libri d'artista a cura di Nannucci e Salvadori. Per l'inquadramento critico viene pubblicato a Bari, nel 1977, da Dedalo, il volume Offmedia, nel quale Germano Celant inquadra criticamente le nuove tecniche artistiche come video, disco e libro d'artista.