Il libro d'artista in Italia dal 1960 ad oggi (Biblioteca Poletti 13 aprile 2000)
Pelle di libro: un bilancio del libro d'artista in Italia dagli oggetti sensuali degli anni Sessanta ai globuli che navigano nella Rete dei sensi.
di Daniela Palazzoli - studiosa di arte e di comunicazione di massa
Ho intitolato il mio intervento "Pelle di libro" perché voglio sottolineare la continuità di un rapporto quasi fisiologico - più che esclusivamente razionale e logico - fra le due forme di comunicazione artistica che si basano sulla PAROLA attraverso due oggetti come : il libro e il computer.
Come un tempo gli artisti intervenivano sulla pagina e sul libro per creare le loro opere, attraverso le quali trasformavano e codificavano in altro modo i termini della comunicazione, oggi essi intervengono attraverso i computers per produrre messaggi, sollecitazioni e provocazioni - fino all'invadenza e alle varie forme di sabotaggio degli hackers - contribuendo, un tempo, a chiarificare e a trasformare il rapporto fra la lingua e i suoi utenti-creatori, e oggi a chiarificare e a produrre le nuove relazioni, aperte e di scambio, e non più autoritarie, che si creano fra artisti ed ex-pubblico.
Libro e computer - dopo il massiccio consumismo rappresentato dalla televisione, e dalle contromanifestazioni espressive della videoarte - riportano entrambi in auge la parola scritta , e la necessità di raffreddare il messaggio attraverso il passaggio obbligato costituito dal fatto di passare attraverso un codice astratto come l'alfabeto per arrivare al significato.
Ora se adottiamo la convinzione di Mac Luhan, che è anche di de Kerckhove, che l'esperienza del consumo televisivo non è solo audiovisiva, ma sensoriale e tattile, e quindi tale da coinvolgere la totalità dei nostri sensi in una specie di godimento basato sulla coordinazione sensoriale, possiamo dire che è giusto collegare il libro post-gutenberghiano del passato con le nuove esperienze creative dell'arte in rete. Infatti i vari libri da mangiare, da toccare, da annusare e da manipolare nei più svariati modi ivi incluso il sabotarli, il distruggerli, il dimenticarli a memoria - come mostravo nell'esposizione "I denti del drago Le trasformazioni della pagina e del libro nell'era post-gutenberghiana", Milano, L'Uomo e l'Arte, 1972 - possono benissimo essere letti come dei modi di prendere atto che, attraverso la televisione, si stava formando un modo di comunicare diverso e sotto certi profili assai più soddisfacenti per il pubblico che si vedeva sollecitato e coinvolto in forme di comunicazione molto più allettanti sotto il profilo percettivo ed emotivo (la sensorialità relativa allo schermo di cui dicevamo prima).
Lo schermo del computer mantiene questa vibralità tattile, ma in più ci consente di riappropriarci anche della parola scritta, e quindi oggi disponiamo di un doppio registro che ci permette contemporaneamente di sentire a livello cinestetico totale e di pensare.
Le nuove forme di espressione artistica che si sviluppano da qui possono contare su una maggiore ricchezza di opzioni e su degli apporti nuovi che non sono mai stati tutti presenti contemporaneamente nelle forme comunicative del passato.
Questi sono:
La comunicazione e la creatività sono vissute non come un fatto esclusivamente individuale ed egocentrico, ma nell'ambito di una comunità condivisa come appunto avviene dentro Internet. E questo senza ignorare che quando comunico attraverso Internet il rapporto con l'altro è solo virtuale, mentre sul piano fisico sono solo ed isolato nella mia cella.
Si dovranno sicuramente trovare in futuro delle forme nuove e diverse di aggregazione socievole, di cui possiamo già citare dei prodromi: per es. la manifestazione contro il summit sulle biotecnologie di Seattle, che ha condotto tutti in una piazza ma dopo essere stata promossa e organizzata attraverso Internet. Un film come Blair witch project è stato preparato attraverso una lunga serie di informazioni lanciate attraverso la rete e, anche se stiamo parlando di un fenomeno commerciale, bisogna dire che quel film ha comunque lanciato un modello di passaggio dall'incontro virtuale all'incontro fisico poiché ha riempito le sale cinematografiche di "internettari" che hanno incominciato a guardarsi in faccia. Sul piano più direttamente creativo Ennio Bertrand con Smell link del 1992 ha modulato in rete una trasmissione di profumi a distanza.
Il carattere interattivo, e quindi dialogico attivo e partecipativo della comunicazione in rete: un fatto questo importantissimo che supera finalmente la passività di fondo indotta dal consumo televisivo. Al posto dello zapping, che è semplicemente un modo di negare la comunicazione, ma non di trasformarla (anche se qualcuno dice che di zapping in zapping
attraverso i frammenti di programma, uno si può costruire una specie di telecollage personalizzato, una cosa che mi sembra un rimedio solo per assurdo, e tutto sommato in negativo), il cliccare può essere sicuramente vissuto come un fenomeno positivo poiché attraverso di esso si possono costruire degli autentici messaggi alternativi.
L'idea dei contenuti organizzati sotto forma di percorsi web e di ipertesti che consente di intervenire non solo sui dettagli, ma di organizzare i contenuti in modo diverso, creando quindi interpretazioni e viaggi fisici e mentali alternativi.
A questi tre aspetti che considero fondamentali, e che si manifestano anche nelle trasformazioni della grafica di oggi , se ne possono aggiungere altri. Intanto le possibilità di mixare codici e media: parole, immagini, suono, uso di CD, contaminazioni con altri media eccetera.
Un elemento da non sottovalutare è anche il fatto che gli utenti più radicali ed alternativi della rete si sentono spesso spiati da una specie di grande fratello il cui modello fattuale e simbolico è rappresentato da "Echelon", e questo sicuramente sta producendo e produrrà sempre di più la creazione di nuovi linguaggi e codici segreti che danno e daranno vita ad altre forme di creatività.
Per almeno tutti questi motivi i libri post-gutenberghiani sensoriali creati dagli artisti nei decenni passati sono i grandi anticipatori che hanno indicato il modello di nuove forme di comunicazione. E' da lì che è giusto ripartire per guardare lo schermo del nostro computer come una "pelle di libro".