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Il libro d'artista in Italia dal 1960 ad oggi
Giosetta Fioroni - artista
(aprile 2000)

L'inizio del mio rapporto con testi di letteratura è stata la trascrizione di questi IN CALLIGRAFIA. Leggevo una poesia, un brano narrativo, e lo trascrivevo in una mia scrittura. A seconda del tenore del testo, del timbro, dell' "onomatopeica"... il mio scrivere assumeva forme differenti. Venivano a poco a poco introdotti ideogrammi come piccoli disegni (a china nera per lo più) che andavano, in modo parallelo al testo, ad arricchirlo, a sottolineare alcune parti. Tutto questo è alla base della mia "passione" per i libri d'artista e per l'idea , che si è poi snodata in tanti anni di lavoro in questo senso: unire la parola all'immagine. Spesso in un unico luogo; il luogo, lo spazio delle immagini per farne un UNICUM, un pezzo (carta, tela, ecc.) che contenesse armonicamente tutte e due i modi, la percezione ACUSTICA divenuta scrittura, la percezione OTTICA divenuta disegno.

Moltissimi i versi o brani narrativi nel tempo sono stati per me veri agents provocaturs per immagini, figure che io ho sempre pensato NON ILLUSTRATIVE, ma PARALLELE. Che dai testi non dipendono, ma ne sviluppano alcune virtualità per riunire autonomamente messaggio linguistico e messaggio iconico. E poi "fondersi" in un'unica apparizione che mai deve sovrapporsi ... ma possibilmente "incarnarsi realizzando un'unione quasi IPOSTATICA" come sottolinea Padre Pozzi nel suo libro indimenticabile LA PAROLA DIPINTA!