Il libro d'artista in Italia dal 1960 ad oggi
Luca Patella- artista
(aprile 2000)
La comunicazione è giunta su audiocassetta, da cui abbiamo tratto la poesia di apertura recitata dall'artista, il file (58 Kb) è in formato Real Audio:
"... toute cette gare
a une raison d'être
en raison d'être
par toi, une garce, une fille
assise ici, incroyable
près du chauffage
marron, marrant
ou pas autorisé?
insopportable presque
par la beauté de son corps de fillette..."
... Eccomi a voi: in treno , o in voce?... No: a parte gli scherzi, sono Luca Patella; vi dicevo un frammento di una mia poesia, e ora saluto tutti quanti. In primo luogo, vi dirò che sono molto contento che il "Libro d'Artista" torni ad essere un tema d'analisi e di dibattito; perché ritengo che esso sia stato e sia uno dei luoghi centrali nella nostra produzione: la centralità, appunto, del linguaggio.
Sono particolarmente contento, anche data la presenza, a questo convegno, di personaggi molto qualificati, e che per giunta si sono da tempo dedicati alla questione.
Personalmente, ho operato in quest'ambito, già dagli anni '60 e '70, e continuo a praticarlo intensamente. La mia ricerca nell'ambito del linguaggio - "dei" linguaggi - era affiancata, o addirittura preceduta dall'affrontamento strutturale, e in prima persona, di quelli che io chiamavo, negli anni '60, i Media "Senza Peso": ovverosia, la Fotografia, il film, l'ambiente, il "comportamento", ecc.
E qui dovrò ricordare - sia pure per inciso - che questi modi espressivi, e in particolare anche il Libro: si riallacciavano, certo, a cose note delle avanguardie del Secolo, ma erano intesi in senso decisamente proto-concettuale e proto-comportamentistico: quindi, con uno spirito nuovo ed adeguato ai tempi. In quest'ambito, credo che alcuni di noi artisti italiani (e qui vorrei citare, tra gli altri, i nomi di due amici: Franco Vaccari e Giulio Paolini) abbiamo fornito delle prove che mi sembrano anticipatrici, nonché cariche di Storia: questa è una caratteristica rilevante della produzione italiana, e che forse non è stata sufficientemente evidenziata dalla critica internazionale.
Ma... il mondo va secondo le convenzioni del potere!...
Tornando più specificamente al mio caso, ed a quello del Libro d'Artista: vi dirò che ho prodotto un buon numero di libri (forse una settantina, i principali), assai variati, nel loro aspetto e nella loro concezione.
Ecco, potrò anche dirvi che, proprio in questi giorni, si tiene, alla "Galleria Nazionale d'Arte Moderna" di Roma, una personale dei miei Libri, che ho intitolato "Liber liberat". Così, vi accompagnerò un poco, come in una visita a questa piccola mostra, descrivendovene qualcosa. Ecco, all'entrata c'è uno schermo video, poi ci si imbatte in un "Gatto parlante" e in un rosso "Imbuto parlante", per bambini. Perché la mia ricerca sul linguaggio sconfina anche in produzioni sonore e in voce. A questo proposito, vorrei ricordare i miei "Muri parlanti" ed "Alberi parlanti" del 1970 (degli ambienti - come si dice oggi - multimediali e interattivi, che ho realizzato spesso anche all'estero: Milano,'71; Liverpool, '71; São Paulo, '75; Antwerpen, '76; Atene, '98; madrid, 2000).
C'è anche un... "librosedere"(!), sagomato sul fondoschiena (ve lo dirò a bassa voce) di Valeria Marini, quando ancora era una semplice modella fotografica... . E poi: "Io sono qui / Avventure & cultura", un libro del '70-'72, e pubblicato nel '75. Si tratta di un complesso "romanzo", che però è anche un libro scientifico, Bernhard Wolf lo ha definito un protoiperlibro. I "Muri Parlanti" erano proprio uno degli "outputs", in particolare di questo libro, un cui prototipo fu anche esposto alla sezione della "Biennale di Venezia" ("Il libro come luogo di ricerca") che mi sembra curasse Daniela Palazzoli.
Ci sono poi le "Gazzette Ufficiali di Luca Patella", od "Ufficiose", quando non "interamente mie". E certe "valigie": una rosa, intitolata "B rebis" , cioè "rebis/brebis": è il corredino (layette) di una particolare "pecora alchemica", e contiene libri, Cd, cassette.
Vi aggiungerò che alcuni miei libri sono "estetici" (anzi, tutti i libri sono certo curati, nell'aspetto grafico comunicativo, da me: e questa è una caratteristica primaria), magari, alcuni possono anche essere realizzati manualmente ed in esemplare unico; ma altri sono dei veri e propri saggi (a carattere psicoanalitico, linguistico, filosofico). Può quindi accadere che un gallerista mi chieda: ma io... che ci faccio con questi libri? Ho scritto, ad esempio, due saggi: uno su Diderot e uno su Duchamp, e vi ho dedicato 5 o 7 anni di ricerche. Chi me lo ha fatto fare? E' che, in "Giacomo il fatalista" di Diderot avevo scoperto qualcosa che mi e ci riguarda, ... e quindi sono andato avanti!
Ma, parallelamente, presso il "Muhka Museum" di Antwerpen, ho realizzato una grande mostra personale, che si chiamava "DEN & DUCH dis-enameled", cioè Denis e Duchamp sverniciati, e questa era la controfaccia concreta dei relativi Libri (o viceversa). Il riferimento del titolo è ad "Apolinère enameled", il ready-made di Duchamp 1916-'17, da cui ho ideato e costruito i miei grandi "Letti Paradossali"; ma qui non voglio sconfinare troppo...
Che altro posso dirvi? Recentemente ho pubblicato un libro che riunisce mie poesie degli anni '80-'90: "Versi Sale" (pensateci: il titolo è ... assai plurisignificante!). Altre poesie, del '98, si chiamavano "Jam dudum" (in latino, non in napoletano!). E altre poesie in stampa, s'intitoleranno: "m'indovai a Montefolle" (è la mia Montepulciano fantastica, ove ho una casa studio). C'è poi un romanzo del '74, che spero ora di pubblicare. Si chiama "Vi aggio in Luca": in napoletano? No, anche in italiano antico!
E ora, dato che ho accennato a Napoli, aggiungo - per terminare - una piccola appendice, che ... appena dice due cose in atto: a inizio Maggio (... ma come: ancora napoletano? c'aggio a fa'?...) terrò a Napoli, presso lo "Studio Morra" una personale, intitolata (da Dante): "Io son dolce Sirena". Una mostra di grandi opere fotografiche, ma anche di suoni ambientali, etc. E poi, sempre in quelle date, a "Castel Sant'Elmo", sempre a Napoli, si terrà una rassegna internazionale in cui presento una vasta installazione (che unisce la parola, le scritte, l'audio, il video ed aspetti performativi), si intitola: "Luca, Luce, Lumière: l'Arrivée du Train à la Gare de l'Histoire"... Ci son di mezzo ... anche i fratelli Lumière!
Ora che il treno riappare, io dovrò salutarvi. Non mi resta quindi che augurarvi buon lavoro e dirvi che sarò molto contento se ci sarà occasione di conoscere alcuni di voi (se capitate, in quelle date, a Napoli, vi prego di cercarmi: vi incontrerò con molto piacere; oppure a Roma, naturalmente). Vi saluto, quindi, e rimango il vostro:
Intervento su audiocassetta, accompagnato da relativo testo manoscritto.