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Il libro d'artista in Italia dal 1960 ad oggi
Maurizio Nannucci- artista
(aprile 2000)

Le pratiche dell'avanguardia: l'arte esce dalla galleria e cambia pelle. Si toglie i preziosi orpelli dell'oggetto dell'arte e si veste in modo più pratico, secondo il suo scopo e la sua natura. Abbandona la lingua solenne o le inflessioni dialettali della letteratura ed entra arditamente nel mondo dell'arte conversazionale, scegliendo lo scambio di idee, il comportamento attivo. Ciò che deve attraversare l'attività artistica diventa, a un certo punto, l'insieme delle idee, dei meccanismi e dei processi di stimolo, delle strutture formali che abbandonano il prodotto per trovare il proprio destino, in modo da occupare il momento della propria creazione. Campioni senza valore in un mondo dove tutto è misurato in valori. L'arte ha raggiunto una velocità di circolazione più grande che mai. E' la circolazione dei segni che non si riferiscono ad una assoluta ed irraggiungibile opera d'arte che essi dovrebbero sostituire, segni che in loro stessi e nella loro molteplicità sono un lavoro d'arte. Secondo Benjamin, un lavoro d'arte, un prodotto risultato di una pratica, acquisisce la sua propria autonomia: non è più una copia del progetto originale, ma un segno libero ed errante con il suo potenziale intrinseco. Divenuto dunque più leggero e veloce, esso diventa parte del circuito, raggiunge la sua destinazione tra persone che vengono, talvolta erroneamente, identificate all'interno dei vincoli della comunità artistica, semplicemente perché sono differenti dalla massa uniforme di consumatori di prodotti industriali. L'individualità che eccelle nel lavoro d'arte, secondo Benjamin, e la conseguente perdita di aura sono seguiti da una disseminazione di oggetti ciascuno con la sua specifica identità che a sua volta lo distingue dalla produzione di massa. E se l'oggetto ha una sua propria identità, ce l'ha anche la persona che lo ha comprato. Allora il lavoro di un artista forma una trama estremamente variata ed ampia in un tessuto che è la sostanza fondamentale del mondo. Il museo - il museo immaginario, tutti i musei - imprigionato nel suo mondo di immagini, non può offrire tante alternative quanto le pratiche dell'avanguardia ed i libri d'artista che spargono i propri segni, i propri feticci contaminati, attraverso le linee, le barriere, i confini.