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note biografiche / libri

Filmato girato nello studio dell'artista nella primavera del 2000

Giosetta Fioroni è nata a Roma il 24 dicembre 1932, dove tuttora vive e lavora.
Dopo gli studi artistici con insegnanti quali Capogrossi e Turcato, si dedica alla pittura. Nel 1956 è invitata alla Biennale di Venezia con ben tre opere.

Nel 1958 ha la prima personale a Milano, presso la Galleria Montenapoleone, patrocinata da Birolli.

Nello stesso anno si trasferisce a Parigi; ha lo studio in una stanza che le cede Tristan Tzara. Durante i quattro anni di soggiorno parigino partecipa a varie collettive, espone nei Salons des Réalistès Nouvelles, e al Museo Lever Kusen in Germania.
In Italia espone alla Galleria La Salita di Roma, e tiene la prima personale alla Galleria La Tartaruga nel 1961. Nel '63 la personale alla Galleria Denise Breteau, Parigi. Nel '64 è invitata da Calvesi alla Biennale di Venezia con un gruppo di opere. In quel periodo, insieme ad Angeli, Festa e Schifano, dà vita ad un movimento poi denominato "La Scuola di Piazza del Popolo", che fa capo alla Galleria La Tartaruga di Roma. E' anche il periodo degli "argenti", opere con un soggetto spesso ripetuto, come i cuori, i quadrati, i numeri, le lettere, che caratterizzeranno l'intero percorso dell'artista.

Seguono numerose personali: alla Galleria Naviglio di Milano; Lucio Amelio di Napoli; Cavallino di Venezia; De' Foscherari di Bologna, oltre a molte collettive, tra cui "Giovane pittura italiana" al Gemeente Museum dell'Aja. Nel 1968 inaugura il "Teatro delle mostre", presso la Galleria La Tartaruga, con l'azione "la spia ottica", che verrà ripresa nell'ambito della Quadriennale del 1973.

Nell'anno 1970 partecipa con una sala a "Vitalità del Negativo" di A. Bonito Oliva, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Insieme a Gregotti progetta scene e costumi per una Carmen al Comunale di Bologna, con la regia di Arbasino. Nell'autunno tiene una personale alla Galleria La Tartaruga, dal titolo "Laguna"; inizia una nuova fase di lavoro dedicata alle leggende degli spiriti silvani, antiche storie venete, e alle fiabe di magia. Numerose le personali negli anni '70: Galleria Canaviello di Roma, Il Punto di Torino, La Bussola di Bari, la Galleria Dell'Oca di Roma, De' Foscherari di Bologna, Corraini di Mantova. Due importanti antologiche in spazi pubblici: nel 1972 presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nel 1979 alla Casa del Mantegna di Mantova. Inoltre molte collettive storiche tra cui " Ghenos, Eros e Thanatos" ideata da Boatto alla De' Foscherari, in cui espone per la prima volta una serie di fotografie tratte da un Atlante di medicina legale austriaco degli anni trenta, con morti da autoerotismo; "La boite au XX siècle", presso il Museè d'Art Moderne di Parigi; "Arte in Italia '60-'70", alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino; "Segno e identità" curata da M. Vescovo alla Loggetta Lombardesca di Ravenna; "Figure del tempo" di Castagnoli alla De' Foscherari; una intera sala in "Ars combinatoria" di Barilli presso la Galleria di Arte Moderna di Bologna.

Gli anni '80 si aprono con due personali: alla Frankfurter Galerie di Francoforte e alla Galleria Mazzoli di Modena. Seguono Spazia a Bolzano, Corraini di Mantova, Giuli di Lecco, Cinquetti di Verona, Mancini di Pesaro, Giulia di Roma. Nel 1981 partecipa alla mostra curata da Nello Ponente "La linea della ricerca artistica in Italia 1960-1980", presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1982 espone a Parigi "Livres d'artists" alla Galleria Nar, e a Londra presso la Heyward Gallery. Nell'83 alla Galleria De' Foscherari vengono messe a confronto opere dei primi anni Sessanta con quelle contemporanee, con una presentazione di Mario Quesada. Nello stesso anno partecipa a varie collettive dedicate alla Pop Art, tra cui "Pop art o altro" di M. Vescovo al palazzo Comunale di Valenza. Nel 1984 le viene dedicata un'antologica al Dipartimento di Arti Visive dell'Università di Parma; nell'86 partecipa alla Quadriennale e ha una personale al Padiglione di Arte Contemporanea di Ferrara. Sono questi gli anni in cui si intensificano i rapporti e gli scambi con poeti e scrittori. Nel 1987 alla Galleria dell'Oca di Roma tiene una mostra di pastelli ispirati agli affreschi del Tiepolo, a cui faranno seguito una serie di tele presentate nel 1989 alla Galleria Forni di Bologna. Nel 1988 partecipa alla mostra "Disegno italiano dal dopoguerra ad oggi" presso la Galleria Civica di Modena e al Frankfurter Kunstverein di Francoforte.

Gli anni '90 si aprono con un'antologica dedicata all'intera produzione di opere su carta presso la Calcografia nazionale di Roma con catalogo a cura di G. Briganti, F. Di Castro, M. Cordaro. Nello stesso anno crea un ciclo di opere sulla città di Roma per la personale alla Galleria Netta Vespignani, con testo di G. Ceronetti. Ancora nel '90 realizza una serie di incisioni con poeti francesi"Images des Poèmes" che espone alla Maison des Ecrivains di Parigi. Nel 1991 partecipa a "Anni '60" di Calvesi presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1993 è invitata da A. Bonito Oliva alla Biennale di Venezia con una sala personale. In quell'anno inizia la sua produzione in ceramica presso la Bottega Gatti di Faenza, dove realizzerà numerose opere e due grandi portali per il cinema "Nuovo Olimpia" di Roma. Nel 1995 è invitata alla Biennale di Venezia nella sezione "Percorsi del gusto". Nell'inverno 1996-97 tiene una personale con trenta sculture in ceramica alla Galleria Eva Menzio di Torino. Nel marzo del 1998 espone un'opera monumentale in ceramica a bassorilievo dal titolo "Cento alberi", presso la Galleria d'Arte Moderna di Roma (Ex Birra Peroni). Nel 1999 partecipa alla Quadriennale di Roma, tiene una mostra antologica alla Loggetta Lombardesca di Ravenna e una al Museo Laboratorio dell'Università La Sapienza di Roma. Espone per la prima volta l'intero nucleo dei suoi libri d'artista presso la Biblioteca Civica d'Arte Luigi Poletti di Modena.

Claudia Zanfi