<<<Libri d'artista

Lamberto Pignotti Lamberto Pignotti
Biblioteca Poletti
1 dicembre - 23 febbraio 2008

note biografiche / Libri

Lamberto Pignotti nasce a Firenze nel 1926. Si trasferisce nel 1968 a Roma dove attualmente vive e lavora.

Inizia, già nel 1944, un'attività di sperimentazione di arte verbo visiva che coniuga insieme il linguaggio poetico e quello dell'immagine della comunicazione di massa (in particolare quella dei quotidiani e dei rotocalchi). All'inizio degli anni Sessanta concepisce e teorizza le prime forme di “poesia tecnologica” e “poesia visiva”, di cui cura nel 1965 la prima antologia. Nel 1963 dà vita insieme a Miccini e ad altri artisti e critici al “Gruppo 70” partecipando, pochi mesi dopo, alla formazione del “Gruppo 63”.

Dal 1971 al 1996 svolge attività di docente prima all'Università Firenze, Facoltà di architettura di Firenze e poi al Dams di Bologna, occupandosi prevalentemente dei diversi rapporti tra arte e mass-media.

La sua opera artistica si esplica mettendo in rapporto segni e codici di diversa provenienza: linguistici e visivi soprattutto, ma anche uditivi, tattili, olfattivi che lo porteranno, tra l'altro, a partecipare alla celebre Settimana della Performance tenuta dal 1 al 6 giugno 1977 alla Galleria d'arte moderna di Bologna.

Dal suo “linguaggio sinestetico”, volto al coinvolgimento di tutti i sensi e deliberatamente “sine-æsthetica”, cioè al di fuori della tradizionale concezione crociana della poesia, nascono diversi esperimenti di poesia plurisensoriale, come le “cinepoesie”, le poesie da mangiare (le “poesie ostie” o i “chewingum poems”da masticare) e, naturalmente, le “poesie visive” realizzate con collage di immagini e di scrittura “trovati” nella stampa di tutti i giorni. Col tempo, poi, l'artista interviene manualmente sempre di più sull'immagine mass-mediatica originale, sostituendo la scrittura tipografica con quella a mano ed intervenendo con maggiore forza espressiva (cancellandone o accartocciandone parti) con l'intento di apportare una maggiore decontestualizzante rispetto al messaggio comunicativo d'origine e di esplicitare maggiormente l'operazione che trasforma il messaggio di consumo “usa e getta” in vera e propria opera d'arte.

La sua attività di artista completamente calato nel dibattito e nel movimento culturale (gli artisti del Gruppo 70 amano definirsi “operatori culturali”) lo porta a promuovere, organizzandole o curandole, da solo o con altri, rassegne d'arte inter-mediale, dibattiti, festival, convegni, lezioni e conferenze in Italia e all'estero e a partecipare a numerose mostre personali o collettive: alla fondamentale sezione dedicata al Libro come luogo di ricerca della XXVI Biennale di Venezia del 1972, alla Quadriennale di Roma del 1986, di cui è stato anche commissario, al Festival annuale dell'avanguardia di New York dal 1965 al 1973, alla Biennale di San Paolo.

Tra le mostre personali è senz'altro da ricordare quella del 1976 a Palazzo Te di Mantova, il cui catalogo, ricco di saggi critici sull'artista, costituisce il primo “Quaderno del Verri”. Tra le mostre più recenti si segnalano quelle presso la Galleria De Foscherari di Bologna, insieme a Chiari, nel 1999; al Centro Tornabuoni di Firenze nel 1991 insieme a Chiari, Miccini e Ranaldi, alla Galleria Il Gabbiano di La Spezia nel 2003 e al Laboratorio delle arti di Piacenza ancora nel 2003.

Nell'ultimo quinquennio è stato invitato anche a numerosi incontri-performance, tra i quali ricordiamo quello dell'Accademia di Francia di Roma, dell'Accademia di Brera di Milano, della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, del Mart di Rovereto, del Gabientto Viesseux di Firenze, del Teatro Ateneo presso l'Università di Roma La Sapienza.

Nel 2004 gli è consegnato il Premio alla carriera Dams dell'Università di Bologna.