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Luigi Poletti


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Luigi Poletti (Modena 1792 - Milano 1869), dopo aver frequentato a Modena il liceo e l'Accademia di Belle Arti, consegue brillantemente all'Università di Bologna la laurea in ingegneria. Dopo un breve incarico come ingegnere provvisorio del ducato estense in Garfagnana, nel 1818 il giovane Poletti, con un sussidio del duca Francesco IV, si trasferisce a Roma per completare la sua formazione: frequenta i corsi della Scuola Pratica di Ingegneria e segue, come uditore, i corsi di architettura teorica dell'Accademia di S. Luca.

A Roma, ancora in quegli anni capitale delle arti, conosce importanti architetti quali Raffaello Stern, Giuseppe e Giulio Camporese che lo indirizzano allo studio e al rilievo dei principali monumenti architettonici dell'antichità classica e del Rinascimento. Nel 1823, di ritorno a Modena per un breve soggiorno, il duca Francesco IV gli offre la cattedra di architettura nell'Accademia di Belle Arti, rimasta vacante per la morte del Soli: Poletti, che in verità aspirerebbe all'incarico più prestigioso di architetto di corte e nel frattempo a Roma sta consolidando rapporti professionali importanti, rifiuta la proposta del duca e decide di stabilirsi definitivamente a Roma, con l'amarezza di lasciare la madre vedova e l'amatissimo fratello maggiore Geminiano, di lì a poco nominato professore di matematiche applicate all'Università di Pisa.

A Roma nel 1829 Poletti ottiene l'abilitazione a esercitare la professione di ingegnere-architetto nello Stato Pontificio: in questa veste segue i grandi cantieri dei teatri (Rimini, Fano, Terni) e delle ricostruzioni delle chiese danneggiate dai terremoti che colpirono l'Umbria a più riprese nei primi trent'anni dell'Ottocento, tra cui la basilica di S. Maria degli Angeli ad Assisi.

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Ma l'opera a cui Poletti deve principalmente la sua fama è il grande cantiere della ricostruzione della Basilica di S. Paolo fuori le Mura a Roma, che lo impegna per oltre trent'anni in qualità di direttore. La basilica era andata quasi completamente distrutta in un incendio nel 1823, un evento che aveva colpito profondamente l'opinione pubblica italiana ed europea per il forte valore anche simbolico, oltre che artistico, del monumento: la grandiosa basilica, edificata sul luogo della sepoltura di S. Paolo martire al posto di una piccola chiesa costantiniana, era da secoli una delle più importanti memorie della Cristianità ed era considerata il modello architettonico per eccellenza di basilica paleocristiana, essendo l'unica delle grandi basiliche imperiali ad aver conservato integra la struttura architettonica del IV secolo.

In quegli stessi anni Poletti affianca all'attività progettuale un'intensa attività didattica, in particolare presso l'Accademia di S. Luca, di cui diventa anche presidente, con il corso di architettura pratica e teorica. La sua carriera è costellata da molti riconoscimenti e onorificenze da parte di Accademie e Istituti italiani e stranieri.

Muore a Milano nel 1869 senza aver potuto vedere la conclusione dei lavori della Basilica di S. Paolo, dove viene sepolto per grazia speciale concessagli da papa Pio IX. Nel testamento Poletti nomina suo erede universale il Comune di Modena con l'onere, tra gli altri, di istituire una biblioteca pubblica a lui intitolata, in cui custodire i suoi libri (4.600), i suoi disegni (1.800), l'archivio (10.000 carte) e una collezione di incisioni e fotografie. Per l'incremento della biblioteca l'insigne architetto assegna al Comune una dote annua di 180 scudi, da destinare all'acquisto di libri “di belle arti, di archeologia, di classica letteratura e di matematica".

Immagini:
(in alto) Narciso Malatesta, Ritratto di Luigi Poletti, quadro, 1870 (Modena, Biblioteca Poletti)
(in basso) Raffaele Fidanza, Luigi Poletti, litografia, 1838 (Modena, Biblioteca Poletti)




Il Concorso Poletti a Roma (1859-1938)

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Il desiderio di favorire i giovani allievi delle scuole accademiche indusse Poletti a istituire a Roma nel 1859 un concorso quadriennale per il perfezionamento in architettura.

Inizialmente riservato agli allievi italiani dell'Accademia romana di S. Luca e allargato, dopo l'Unità, fu aperto ai frequentatori di tutte le Accademie di Belle Arti del Regno.

Seppure con alterne fortune, il Concorso Poletti rappresentò un punto di riferimento importante per la cultura artistica italiana fino alle soglie della seconda guerra mondiale.

Immagine: Angelo Contigliozzi, Prospetto del Tempietto di S.Giacomo in Vicovaro, 1859 (Roma, Archivio Storico dell'Accademia Nazionale di S. Luca)











Il Premio Poletti a Modena (1870-1942)

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Con disposizione testamentaria, Poletti istituì un premio per giovani allievi dell'Accademia modenese, nativi della città o del contado, vincitori di un concorso quadriennale da bandirsi per le classi di architettura, pittura e scultura e simile ai grandi concorsi romani Balestra, Clementino, Pellegrini e Poletti.

Il Premio modenese consisteva nell'assegnazione di uno stipendio mensile per il perfezionamento nell'Accademia di Roma i primi tre anni e a Firenze o Venezia il quarto anno.

Poletti aveva allegato al testamento anche un minuzioso regolamento riguardante le modalità di partecipazione al concorso e la tipologia di prove da superare.

Le prescrizioni di Poletti contribuirono a smorzare la dimensione provinciale e appartata dell'Accademia modenese, inserendola in una rete di relazioni con altri e più rinomati centri propulsori della formazione artistica italiana.

Il Premio Poletti di pittura fu all'origine della raccolta di dipinti del nascente Museo Civico di Modena ed è il più documentato fra i tre premi, grazie alla minore dispersione e al minor degrado subiti dalla raccolta negli anni.

Immagine: Gaetano Bellei, Erodiade (copia da Guido Reni), 1877




La Galleria Poletti

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Un'altra norma testamentaria prevedeva che i saggi del Concorso e del Pensionato Poletti fossero destinati al Comune di Modena ed esposti in una mostra permanente.

Dopo i primi allestimenti in una sala del Museo Civico, gli elaborati furono trasferiti in una sede apposita, denominata Galleria Poletti, inaugurata il 4 dicembre 1904 in alcuni locali posti al primo piano del Palazzo dei Musei, dove nel 1924 anche la biblioteca Poletti trovò una nuova e definitiva sistemazione.

Come accesso alla Galleria, il Comune decise di realizzare un atrio monumentale, degno della memoria e della fama dell’architetto: nel 1899 furono banditi due concorsi, uno per la decorazione ad affresco dell'atrio, l'altro per la realizzazione di una grande statua marmorea di Poletti.

La Galleria fu soppressa alla fine degli anni Cinquanta e i locali furono dapprima destinati alla Sala di Cultura, antesignana dell'attuale Galleria Civica di Modena, e infine assegnati solo alla biblioteca Poletti, che conserverà come proprio accesso il bellissimo atrio affrescato.

Immagine: Atrio monumentale di accesso alla Galleria, ora accesso alla biblioteca Poletti




Biblioteca Poletti: l'atrio monumentale

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Legenda

1. Carlo Baraldi, Statua di Luigi Poletti, 1904
2. Umberto Ruini, Poletti spiega ai Conservatori della città di Rimini il suo progetto per la costruzione del nuovo teatro, affresco, 1902 (parete destra dell'atrio)
3. Umberto Ruini, Poletti mostra al papa Pio IX e ai dignitari della corte pontificia la ricostruzione della Basilica di S.Paolo fuori le Mura, affresco, 1903 (parete sinistra dell'atrio)




Elenco delle tesi di laurea su Poletti consultabili in biblioteca

-Paolo Montorsi, Poletti e l'architettura a Roma 1820-1860, tesi di perfezionamento in Storia dell'arte, Università di Roma, a.a. 1978-1979

-Attilio Giovagnoli, Luigi Poletti, architetto teatrale, tesi di laurea discussa alla Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Bologna, a.a. 1983-84

-Monica Vaccari, Luigi Poletti (1792-1869) architetto e ingegnere modenese al servizio dello Stato Pontificio, tesi di laurea discussa alla Facoltà di architettura, Politecnico di Milano, a.a. 1990-1991 (in 6 tomi)

-Francesca Pennacchi, Terni e i suoi teatri tra il passato e il presente, tesi di laurea discussa alla Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Bologna, a.a. 2002-2003

 

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