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>>>Zona Holden

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Lo spazio giovani della Biblioteca Delfini presenta
Autori in Zona
2007

 


I fumettisti di XL in Zona Holden, 16 dicembre 2007

Italian underground Khristmas
Brutti, sporchi e cattivi. I fumettisti di XL in Zona Holden di Filippo Bergonzini

Zona Holden celebra il Natale a modo suo, con la banda degli IUKERS. Sono giovani e ribelli, sono pazzi e imprevedibili, sono i fumettisti del progetto IUK, lanciati su scala nazionale dalla rivista XL e diventati star loro malgrado, sdoganando il fumetto underground e sguinzagliando in giro per l’Italia il loro esercito di mostri deformi, freaks e animaletti acidi.

Gli Iukers arrivano in biblioteca alla spicciolata; tra i primi c’è il Dr. Pira, la folle mente che sta dietro al decennale progetto de I fumetti della Gleba. Il dottore è subito attorniato da una piccola folla di giovani fan in delirio che gli chiedono a gran voce i disegni dei suoi personaggi più celebri come L’orso strippato, Capitan Giustizia, Il Robot Gabonzo, senza dimenticare Gimba, il golfista splatter, recentemente pubblicato su XL. Il nostro non si lascia intimidire e comincia subito a decorare le speciali cartoline, realizzate ad hoc per l’evento, con le sue scenette deliranti e politicamente scorrette.

Accanto a lui c’è l’intrepido Tuono Pettinato, poliedrico artista di fama e di fame, che dispensa a destra e a manca i disegni dei suoi Ricattacchiotti, inquietanti animaletti affetti da buonismo molesto. Pochi minuti dopo si materializza al tavolo da disegno anche il terzo Iuker, Alessandro Baronciani (autore di fumetti “postali”, illustratore per riviste musicali nonchè voce e chitarra del gruppo hardcore degli Altro) che all’istante comincia a realizzare decine di splendidi ritratti dei ragazzi del pubblico.

Gli ultimi ad arrivare sono Ratigher e Maicol (del duo Maicol&Mirco) che dopo aver addobbato il tavolo con una serie di pupazzi decorati (o custom toys, per usare un termine di moda), cominciano a dar vita alla loro personale fabbrica di mostri, riempiendo fogli e cartoline di corpi mutanti, scherzi della natura, alieni bizzarri. Per qualche ora Zona Holden diventa un piccolo atelier in fibrillazione con gruppi di persone in fila disordinata, ad attendere un disegno originale di ognuno dei cinque autori.

A metà pomeriggio giunge il momento del Reading a fumetti, originale invenzione dell’estroso Baronciani, che tra il serio e il faceto, recita ad alta voce strips e tavole a fumetti proiettate su due schermi. Baronciani, assistito da Tuono Pettinato, cattura il pubblico passando dall’analisi semiotica delle strisce di Calvin e Hobbes allo slang di Andrea Pazienza, dalle storie raffinate e drammatiche di autori come Jason e Sammy Arkham al delirio demenziale dei fumetti “disegnati male” del Dr. Pira e di Tuono Pettinato, per concludere con la lettura enfatica di improbabili giornalini anni ottanta e imbarazzanti proposte editoriali dall’umorismo involontario. Terminato il reading i cinque iukers si trattengono fino alla chiusura della Biblioteca continuando a disegnare per gli ammiratori irriducibili e per i curiosi arrivati all’ultimo momento.

Prima di congedarsi i nostri eroi ci affidano i loro personali consigli di lettura, riempiendo il libro degli ospiti di disegni strani, molto strani.


ll ll ll ll ll llReading acustico per chitarra e voce, Gianluca Morozzi alla Biblioteca Delfini, 17 novembre 2007

Gianluca Morozzi
L'abisso: reading acustico per chitarra e voce
di Francesca Canovi

Sono le 16.30 e Gianluca Morozzi si affaccia un po' timidamente in Zona Holden. Sulle prime si stupisce per la presenza di una tribuna così accogliente e delle tante sedie che idealmente la proseguono, ma poi, coadiuvato da due tecnici d'eccezione al mixer, si distende e inizia a fare le prove con la sua chitarra elettrica (quella acustica gli si era rotta la sera prima!). E così, il reading, da acustico è diventato 'elettrico'.

In pochi minuti arrivano tante persone. I più timidi rimangono a guardare, i più impavidi si avvicinano all'autore, alcuni hanno tra le mani una copia de Il Vangelo del Coyote e guardano la mostra dei disegni allestita sopra la tribuna.

Alle 17.00 in punto sciogliamo il ghiaccio con alcune brevi domande a Morozzi e, poco dopo, diamo inizio al reading di brani tratti da L'Abisso, sulle note di Bob Dylan e dei R.E.M.

I ragazzi ascoltano rapiti dalle note delicate del musicista e al contempo compiaciuti dai brani del suo libro letti ad alta voce.

Le 18.05 arrivano in fretta e dopo un altro breve confronto con il pubblico, salutiamo ufficialmente Gianluca.

Ma lo spettacolo non è terminato! Gianluca firma autografi e scrive dediche ai suoi fans, imbastisce discorsi sui suoi fumetti preferiti e svela alcuni progetti futuri: un nuovo romanzo, un fumetto tratto da Blackout e, con tutta probabilità, alcuni episodi per una famosissima collana di fumetti...quale sarà?


keiko keiko keiko Keiko keiko keiko Keiko
Sushi al sugo. Incontro con Keiko Ichiguchi, Biblioteca Delfini 19 maggio 2007

Keiko tra noi
di Vincenza Lavorato

I fan della manga-ka cominciano ad arrivare in notevole anticipo. In poco più di venti minuti l'intera platea è gremita e ansiosa di vedere all'opera la fumettista.

Keiko arriva con qualche minuto di ritardo; indossa i tipici zoccoli giapponesi e un kimono con piccoli disegni di conigli portafortuna. La prima cosa che fa é scusarsi col pubblico prima di affidarsi alle incalzanti domande dell' intervistatore, Filippo Bergonzini.

Ci svela come fin dall'infanzia ha sviluppato una sfrenata passione per il disegno e i fumetti, di come risparmiava i soldi della “paghetta” per comprare manga, soprattutto “shojo” di Ryoko Takahashi, da noi inediti.

Grazie alla vincita di un concorso indetto dalla casa editrice “Shogakukan” completa gli studi e si laurea in lingua italiana con una tesi su Dario Argento, all'università di Osaka, la sua città natale.

L'Italia è nel suo destino e Bologna diventa ben presto la sua seconda casa. Le sue opere e publicazioni hanno come sfondo la realtà italiana, colta e rappresentata con occhio attento e curioso.

Il clima é amichevole e scherzoso. Alcune risate echeggiano in biblioteca e richiamano altri ragazzi che si aggiungono ai tanti presenti, accerchiando sempre più la simpatica ospite.

Le domande di Filippo e dei presenti continuano, Keiko risponde con semplicità e calma.

Il tempo scorre piacevolmente ma inesorabilmente e quando le viene chiesto di lasciare un ricordo dalle sue mani nasce un dolce e pensoso viso di ragazza.

Ai numerosi partecipanti, la biblioteca regala una spilla su cui spicca una piccola giapponese con il caschetto di nome Keiko Ichiguchi.


hiphop ll ll ll lll lll lllFolli tra fogli, collettivo di poeti e rappers, Biblioteca Delfini 31 marzo 2007

Poetry Jam
Performance live di poesia contemporanea e musica hip hop
di Ilaria Giovanelli
Ore 17, ultimo sabato di marzo. La sala conferenze della biblioteca Delfini accoglie un pubblico abbastanza numeroso ed eterogeneo. Ospite di questo pomeriggio è il collettivo milanese Folli tra fogli, formato da quattro ragazzi accomunati dalla medesima passione: la musica hip hop, il rap e la poesia. I quattro decidono di organizzare il loro intervento alternandosi al microfono in modo da poter rendere chiaramente le proprie peculiarità compositive.

Il primo ad intervenire è Marco Borroni, il quale ci spiega come si è ritrovato invischiato con il rap e l'hip hop. Tutto ha avuto inizio con la sua tesi di laurea, nella quale si proponeva di indagare i legami che intercorrono tra i testi rap e la poesia contemporanea. E così è entrato in contatto con gli altri membri del gruppo e ha cominciato a leggere i propri versi a tempo di musica.

Subito dopo è il turno di Mary Nicole, che interpreta i propri versi intervenendo su basi musicali di nomi noti e dando spazio a tematiche femminili.

Le succede Gomez, il vero rappettaro del gruppo, che si è lasciato coinvolgere in questo interessante esperimento di simbiosi tra poesia e hip hop pur portando avanti progetti musicali tout court.

E infine, ultimo ma non per questo meno importante, a prendere la parola è lo slam poet di Latina, Angelo Zabaglio, che riesce a strappare un sorriso a tutti i presenti con le sue liriche in bilico tra grottesco e ironico.

Ore 19, ancora qualche rima sul far della sera e l'invito a salire sul palco per Biggy, un rappettaro presente tra il pubblico e sostenuto dagli amici, imprevista conclusione di un insolito pomeriggio di poesia.


cammo pubblico cammo pubblico cammo pubblico disegno cammo
Giuseppe Camuncoli (Cammo) si racconta in Zona Holden, Biblioteca Delfini 27 gennaio 2007

Giuseppe Camuncoli
Racconto di un pomeriggio con Cammo
di Vincenza Lavorato

l giorno dell'atteso incontro con Giuseppe “Cammo” Camuncoli è finalmente arrivato e in ZH fervono i preparativi.

Abbiamo deciso di accogliere il nostro ospite in un ambiente “famigliare”, pieno di libri e fumetti dei supereroi più famosi.

Alle 17 ZH é piena di persone di età diverse, tanti anche i giovanissimi che aspettano gioiosi l'arrivo del fumettista reggiano.

Poco minuti dopo Cammo è pronto per rispondere alle curiosità di Filippo Bergonzini, curatore dell'iniziativa.

Fin dalle prime battute cattura la nostra attenzione. A tutti noi sembra di ascoltare un caro amico, forse perchè è giovane (31 anni) e appassionato di fumetti.

Il suo amore per i comics lo deve fondamentalmente a tre cose: alla sezione fumetti della biblioteca di Cavriago (RE), alle letture precoci e al corso di fumetti dell'ARCI, frequentato all'età di 15 anni. Insomma è diventato bravo e famoso senza frequentare una vera scuola di disegno.

Racconta aneddoti sui "grandi" del fumetto: Jim Lee, Brian Azzarello, solo per citarne alcuni, con loro ha lavorato e collaborato.

Racconta le difficoltà di lavorare in Italia e delle opportunità che ha trovato in America.

Realizza poi qualche disegno dal vivo. Il pubblico è attento e silenzioso, i più giovani guardano stupiti, sotto i loro occhi nascono

Batman e Wolverine. Alla fine le domande che il pubblico gli rivolge sono veramente tante.

Alcune ragazze ci confessano di aver partecipato all'incontro solo per curiosità ma ora sono entusiaste, la cosa che più gli è piaciuta: l'informalità che l'ha contraddistinto.